Fare (impresa) è meglio che dire

1 Dicembre 2009

Quando ho cominciato a scrivere questo blog, nel settembre 2004, sentivo soprattutto l’esigenza di comunicare punti di vista sulla realtà siciliana che, con difficoltà, rinvenivo sulla stampa locale. A cinque anni di distanza da quella decisione, penso sia giusto fare un bilancio. 

Sinteticamente:

  1. vale la pena di scrivere in rete soprattutto per contribuire alla formazione dell’opinione pubblica delle giovani generazioni che non leggono molto i quotidiani;
  2. grazie alla rete ho conosciuto ragazzi molto in gamba che, quantomeno per differenza d’età, non avrei mai avuto occasione di conoscere;
  3. gli argomenti più convincenti sono i fatti: ho pensato che non bastava accontentarsi di elaborare una visione di sviluppo in senso moderno della Sicilia (V. “Ecco come”), ma bisognava cimentarsi con realizzazioni concrete e con l’impresa, ancorchè di piccole dimensioni;
  4. sono nate così Factotum, una cooperativa di giovani ragazzi desiderosi di non aspettare un lavoro ma crearselo, Natura Express, un’impresa di distribuzione a domicilio di prodotti biologici e naturali e Aiamola, l’associazione che ha restaurato e riportato alla pubblica fruizione la torre dell’antica tonnara di Mondello: tutti esempi di soft economy coerenti con ciò che andavo scrivendo;
  5. dopo aver dispensato per professione consigli, la verifica sul lato delle applicazioni concrete delle proprie idee mi porta a pensare, oggi, in termini di responsabilità sociale dei professionisti: se ogni “consulente” siciliano desse vita ad una piccola impresa, i dieci posti di lavoro generati dalle mie idee potrebbero divenire diecimila, centomila, senza intermediazioni clientelari e assicurando la libertà economica che è premessa di quella civile.

Il tempo del navigatore internet non è infinito e ci mancava solo Facebook! Ho quindi pensato di abbandonare l’orticello personale per continuare a offrire i miei contributi al blog multiautore palermitano: Rosalio.

Come ridurre la spesa sanitaria e vivere meglio

25 Luglio 2009

Se prevenire, oltre ad essere meglio, costa anche meno del curare, una strada per ridurre il costo della spesa sanitaria potrebbe essere semplicemente quello di virare con decisione la relativa politica verso l’obiettivo della prevenzione. Ne guadagnerebbe, conseguentemente, il benessere generale della popolazione i cui cattivi stili di vita non verrebbero più finanziati acriticamente, a pie’ di lista, dal sistema sanitario. Le garanzie costituzionali sulla salute dei cittadini potrebbero essere così salvaguardate in termini di benessere individuale, più che in termini di diritto alle cure mediche. Basterebbe far passare il concetto di diligente manutenzione che usiamo con le autovetture: ci sono i tagliandi consigliati dalle case produttrici e i bollini e le revisioni imposte dalle leggi e dai regolamenti. Ogni fascia d’età dovrebbe avere l’obbligo di effettuare dei controlli obbligatori da riportare sul chip della propria tessera sanitaria regionale: chi si sottraesse a tale obbligo, si vedrebbe accollato in seguito una maggior quota del costo delle cure, dall’eventuale perdita di esenzioni a salire. E non si tratterebbe di effettuare semplicemente dei controlli, ma anche di attenersi diligentemente alle prescrizioni sugli stili di vita che concorrono al manifestarsi di determinate patologie: obesità, fumo, abuso di alcolici, ecc. Verrebbe così incentivata una condotta più virtuosa e responsabile, rimuovendo l’erronea idea di una libertà individuale svincolata dalla responsabilità circa il suo uso (e dalla certezza che paga poi sempre Pantalone). Con tutto il rispetto per il dolore di amici e familiari, quando scorgo ai cigli delle nostre strade improvvisate lapidi commemorative di inconfessate imprudenze alla guida, penso sempre con speranza alla selezione darwiniana di una popolazione con un idiota in meno in giro.

Mattarella più che Milazzo

3 Giugno 2009

 L’operazione politica del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, di azzerare la giunta in aperta sfida con i suoi alleati, a cominciare dagli uomini del predecessore Cuffaro, ricorda più che la stagione del milazzismo quella di Piersanti Mattarella. Anche lui, esponente di una minoranza, sembrava garantire vecchi equilibri e invece cominciò a fare di testa sua, toccando degli interessi che gli costarono la vita.

In ricordo della foca monaca

25 Aprile 2009

Un tempo, fino agli anni ‘50, la foca monaca rappresentava per i pescatori di Marettimo un problema perchè rompeva e depredava le reti e per questo motivo veniva cacciata in una guerra tra poveri. Era anche lo spauracchio dei bambini dell’isola come il lupo lo era ad altre latitudini. Ancor oggi la foca monaca, nel Mediterraneo, sopravvive sulle coste della Turchia o in altre meno sfruttate dall’uomo. Per iniziativa di Franco De Salvo e di suo figlio, recentemente scomparso, si è scoperta la settimana scorsa a Marettimo una statua dedicata a tale animale dalla faccia simpatica (sembra un cane evoluto in anfibio) nell’atto di amore affettuoso verso un suo cucciolo. Alla base, il nome della foca monaca è riportato in tutte le lingue parlate nel Mediterraneo come messaggio di amore e di fratellanza tra noi, simili, e verso tutte le specie animali. Una copia gemella della statua è stata inviata a Monterrey, in California, dove vive una comunità di pescatori marettimari.

New town

10 Aprile 2009

La tentazione di ricostruire ex novo è forte dopo un terremoto, anche per interessi poco nobili e confessabili. La storia di un territorio sismico quale la Sicilia insegna qualcosa, tra luci e ombre. L’abbandono di Noto antica (da visitare!) per ricostruire quella seicentesca che conosciamo, è da ascrivere tra le esperienze luminose. La ricostruzione dei paesi del Belice colpiti dal terremoto di quarant’anni fa, è invece pervasa di una luce opaca per l’impegno di progettisti ed artisti che non sono però riusciti a ricreare un tessuto urbano vivo.

Rinunciare al Ponte?

8 Aprile 2009

Perchè non fare dell’adeguamento alle norme antisismiche e alla sostenibilità ed efficienza energetica in edilizia un volano per rimettere in moto l’economia? Il buon senso suggerirebbe di destinare a questo scopo anche i soldi per il Ponte, rinviando a tempi migliori la realizzazione di un’opera sempre meno prioritaria alla luce degli ultimi fatti di cronaca.

Repubblica di oggi riporta un interessante articolo in materia di costruzioni antisismiche.

Progetto Quaroni, sì o no?

2 Aprile 2009
In una città dove si fa a gara a suggerire (solo) agli altri ciò che andrebbe fatto per migliorarne la vivibilità, suggerire alla Curia, proprietaria di un’area edificabile, di rinunciare ad un vecchio progetto per destinare l’area a verde pubblico, è un po’ come sparare alla Croce Rossa. Per questo ho trovato conforto stamattina nel leggere due articoli di segno contrario alle polemiche degli ultimi tempi, uno a firma del responsabile regionale di Italia Nostra (su Repubblica Palermo) e l’altro a firma dell’arch. Umberto Di Cristina (Giornale di Sicilia), che, con ragioni storico-architettonico-urbanistiche, hanno confermato non solo la liceità, ma anche l’opportunità della realizzazione del progetto Quaroni per cicatrizzare la vecchia ferita provocata a via Maqueda dai bombardamenti dell’ultima guerra. Cosa ne pensate?

Factotum

24 Marzo 2009

Intervista ad Adriano Varrica, responsabile di Factotum

Factotum è una cooperativa di giovani disoccupati, sia intellettuali che manuali, con un approccio etico e meritocratico diverso dal solito: una novità, anche culturale, per una città come Palermo.

Il nucleare è una follia

14 Marzo 2009

Per Jeremy Rifkin che ha tenuto una lectio magistralis alla facoltà di ingegeria di Palermo, il nucleare è una follia. Se il costo di questa energia tenesse conto di quello necessario a smaltire con sicurezza le scorie (normalmente scaricato sulla collettività), non si potrebbe più considerare una fonte economica come alcuni sostengono ancora. 

Se il nucleare è una follia, produrlo in Sicilia cos’è?

PIAZZA BOLOGNI LIBERA

4 Marzo 2009

E’ durato solo un week end, grazie ad una mostra inaugurata a Palazzo Riso, il miraggio di Piazza Bologni libera dalle auto. In altro post  suggerivo dove mettere le auto.

La foto è tratta dal sito Mobilita Palermo fondato da un gruppo di ragazzi che seguono con passione lo stato dell’arte delle opere che possono concretamente promuovere lo sviluppo infrastrutturale, economico ed urbanistico della città.