Archivio di ottobre 2004

giovedì, 28 ottobre 2004


Rivolgere l’offerta di ricettività dell’Isola al viaggiatore e non al turista è una scommessa ambiziosa e densa di speranze, alla quale auguro il successo.
Vorrei aggiungere una riflessione, che da qualche anno va raccogliendo consensi fra chi si occupa di economia della cultura (una branca che ha molte intersezioni con l’economia del turismo): il viaggiatore è colui che vuole scoprire, vuole immergersi in una cultura, in un modo di vivere, perchè animato non tanto da desiderio di novità, quanto da desiderio di armonia. Per questo motivo le regioni che attraggono il viaggiatore (e non il turista) sono quelle in cui si vive non in funzione del forestiero che ivi giunge, bensì quelle in cui si accoglie il forestiero come un ospite continuando tuttavia a vivere la propria quotidianità. Il viaggiatore non cerca la località che vive di turismo, bensì la località dove semplicemente “si vive bene”. Il viaggiatore non visita Venezia in estate, ma in inverno; non si reca a Capri in agosto, bensì in maggio. Casi come l’Alto Adige, la Toscana, la valle della Loira, la Provenza, sono sintomatici di regioni ad elevata capacità di attrazione la cui economia tuttavia è florida anche senza il turismo. Il turista (viaggiatore) è una ricchezza in più, ma per lui non si costruiscono grandi autostrade, villaggi immensi, non si sconvolgono le abitudini, i ritmi di vita, non si trasfomano le radici culturali in folklore patetico. Se il turista viaggiatore in quelle regioni trova strade ben tenute, aeroporti efficienti, servizi funzionanti, ordine, pulizia, rispetto autentici, è semplicemente perchè le persone che abitano quei luoghi intendono vivere bene, hanno bisogno essi stessi di strade ben tenute, aeroporti, linee di trasporto, servizi efficienti; ma per loro stessi, non solo per il forestiero. Ecco la differenza! e qui è il nocciolo: un luogo in cui si vive bene è anche un luogo che attira le persone migliori, i cd “cervelli”: chi, potendo liberamente scegliere, non sceglierebbe di vivere in regioni come la Toscana, o la Provenza, o l’Alto Adige? o nella stessa New York, Parigi, Londra: città assolutamente non piegate alla logica del turista, ma meta di innumerevoli viaggiatori, che in esse trovano una vivacità culturale e un livello di vita superiori. Regioni e città che attraggono non solo viaggiatori, ma anche e soprattutto cervelli. Pisa è un distetto industriale dell’high tech di rilevanza mondiale, la Provenza accoglie le migliori imprese del settore aeronautico francesi, l’Alto Adige conta alcuni fra i marchi più famosi dell’industria italiana (Finstral, Mila, Zuegg, Fenster, Fercam, Loacker, Leitner, Salewa, etc).
La Sicilia può vincere questa scommessa: può trasformarsi in un luogo attrattore di viaggiatori, e più ancora può trasformarsi in un luogo attrattore di cervelli, di persone valide che in essa portino progetti, portino la voglia di immaginare e la capacità di trasformare questi sogni in realtà. Come era Palermo negli anni ’60, gli anni in cui Adorno era spesso ospite della sua università e amava questa città.
Non è con una campagna promozionale che si può ttuare questo progetto di ampio respiro e lungo periodo, ma almeno è un inizio. Per proseguire occorre ricominciare a “credere”: credere nel futuro, credere nel proprio prossimo (il potere immenso della fiducia!), credere di poter “fare” affinchè la Sicilia torni ad essere il cuore pulsante del Mediterraneo.
of armando

EOLIE E UNESCO (2)

giovedì, 28 ottobre 2004


L’economia del turismo ha da tempo elaborato un modello che cattura l’evoluzione nel tempo di una località turistica. Sulla falsariga del modello del ciclo di vita del prodotto, si identifica una fase di “lancio” della località, una di “crescita”, una di “consolidamento” e una di “declino”.
A parte le località il cui sviluppo è pianificato (come la Costa Smeralda), la maggior parte dei luoghi turistici in Italia vede il “lancio” come una scoperta che alcuni turisti-viaggiatori compiono riguardo ad un luogo fuori dai soliti itinerari.
Una volta divenuta di dominio pubblico (le riviste di viaggio dedicano attenzione), la località si sviluppa: aprono esercizi ricettivi (alberghi, locande, ristoranti) e si migliorano le comunicazioni. E’ questa la fase in cui si interviene sul territorio, in misura più o meno pesante a seconda della lungimiranza degli amministratori pubblici (più sono lungimiranti, meno invasivi sono gli interventi sul territorio). Si crea occupazione e la località diventa rinomata. Segue una fase di consolidamento, in cui di fatto si assiste ad una razionalizzazione dell’offerta turistica, segmentando la clientela e offrendo a ciascun segmento una offerta specifica (gli sport, la cultura, il relax, i congressi, etc.). Questa fase sarebbe auspicabile rappresentasse il termine dello sviluppo, cristallizzando una situazione di prosperità. A volte accade: St. Moritz è un esempio, così come lo sono l’Alta Badia, Capalbio, Sperlonga.
Purtroppo spesso a questa fase segue invece il declino, segnato sempre dalla speculazione edilizia per la vendita di case di villeggiatura (le cd “seconde case”, vero dramma del settore turistico!): la fama della località porta i valori fondiari a crescere smisuratamente, originando spinte speculative che da una parte consumano irrimediabilmente il territorio, dall’altra premono per accrescere l’afflusso di turisti così da potere aumentare le possibilità di investimento speculativo: più turisti giungono, maggiore è la domanda di costruzioni. E’ un circolo vizioso di cui fa le spese la località stessa: il turismo ricco (quello che può spendere, quello che arriva per primo) la abbandona perchè divenuta caotica e commerciale, rimane il turismo che non lascia ricchezza sul territorio, che non spende nei locali e nei ristoranti, che non dorme negli alberghi, che neppure fa la spesa sul luogo ma la porta direttamente dalla città. E’ la morte della località, della sua capacità di generare valore economico per la comunità che vi abita. Il valore economico è stato appropriato da chi ha speculato sui valori immobiliari (spesso società forestiere) e a chi abita non son rimaste che le briciole. Con in più la difficoltà di riconvertire un territorio irrimediabilmente sfregiato da costruzioni: come si possono abbattere se sono state regolarmente autorizzate? o, peggio, condonate?
Non è un caso che in Svizzera agli stranieri sia interdetto l’acquisto di abitazioni, e neppure è un caso che la Giunta regionale sarda abbia votato quest’anno il divieto di nuova edificazione entro i due chilometro dalla costa: due modi per evitare il sopraggiungere della fase di declino delle località turistiche.
Già: occorrerebbe davvero a volte usare la dinamite per restituire ai luoghi non solo la loro bellezza originale, ma anche il loro futuro.
of armando

COMMENTI

giovedì, 28 ottobre 2004

“Due persone che si scambiano un dollaro avranno sempre un dollaro, due persone che si scambiano un’idea avranno due idee”. La comunicazione interpersonale -internet ne è uno straordinario strumento tecnologico- ha l’effetto di moltiplicare il proprio patrimonio di idee, senza impoverire nessuno. Ho ricevuto dei commenti molto puntuali ed intelligenti che integrano e sviluppano perfettamente il mio pensiero, meglio di come io stesso avrei saputo fare. Penso sia giusto riportarli integralmente qui di seguito, con maggiore evidenza, a beneficio di tutti i lettori. Ringrazio l’autore, Armando.

NUOVI MANAGER PUBBLICI

mercoledì, 27 ottobre 2004


E’ un primato esclusivamente siciliano. Vi sono in Sicilia dei manager che amministrano, per conto della collettività, gruppi societari molto diversificati (commercio, turismo, agricoltura, servizi, ecc.) del valore anche superiore a mille miliardi delle vecchie lire: sono le amministrazioni giudiziarie dei patrimoni sequestrati a mafiosi o a loro prestanome. Recentemente, ha colpito molto l’opinione pubblica la revisione al ribasso della convenzione stipulata dall’amministratore giudiziario di una clinica privata con il servizio sanitario: la Regione ha così risparmiato un sacco di soldi per prestazioni specialistiche in precedenza sovrafatturate. E’ la dimostrazione che la lotta al riciclaggio, da problema, può diventare un’opportunità sociale. Un’opportunità per la Sicilia migliore di riappropriarsi di ciò che le è stato impunemente tolto.

GLI INTOCCABILI

martedì, 26 ottobre 2004



Un uomo è stato fermato all’aeroporto Falcone Borsellino con titoli per 35 mln di dollari in una valigetta. Bisogna ricordare che un panetto di coca pura da 1 kg. costa 20 dollari alla produzione, tagliato al 25% da’ luogo a 4 kg. di sostanze stupefacenti che vengono vendute a 70 euro al grammo. In questo momento il cambio euro/dollaro, pari a 1,28 , favorisce le organizzazioni criminali con un rilevante extra profitto valutario. Quel kg. di coca pura frutta 280.000 euro e ne è costato solo 15,63: rendimento del …. %. Fate voi il calcolo!

 

Non sono un idealista, nè un utopista. Sono però convinto che anche una società, come la Sicilia, pervasa dalla presenza della grande criminalità organizzata potrebbe cambiare radicalmente se le sue forze migliori attuassero consapevolmente una strategia efficace. Le forze migliori sono quelle economicamente e intellettualmente libere, non solo dalla cultura criminale, ma anche dall’uso meramente redistributivo delle risorse pubbliche regionali che è solo la forma meno cruenta della medesima cultura parassitaria. Intascare uno stipendio pubblico senza esserselo guadagnato, far pagare ad un ente pubblico un’opera o una prestazione professionale più del suo valore di mercato, ecc. non sono forse furti, rapine, peculato o mi sbaglio? Chi non ha interessi in conflitto, chi non deve niente a nessuno è il caso che comprenda bene per il suo interesse, civile ed economico, che i parassiti vanno combattuti sempre, ovunque essi siano. E’ una guerra vera: mors tua, vita mea!

 

Un problema alla volta: cominciamo dal reinvestimento degli enormi profitti derivanti dal traffico internazionale di droga e dalle altre attività criminali di minore ritorno economico (appalti, estorsioni, rapine, ecc.). Guardiamo al problema in  modo diverso, come a un’opportunità, da cogliere in questo scenario di crisi economica e di tagli alle spese pubbliche. Se lo Stato ingaggiasse, pagandoli anche a percentuale sul recuperato, dei “consulenti esterni” alle Forze di Polizia e alla stessa Magistratura, gente con dimestichezza con le società, i movimenti finanziari, le strutture di copertura e di riciclaggio, ecc., probabilmente sottrarrebbe “colletti bianchi” all’altra parte. Il riciclaggio passa sotto gli occhi accomodanti di uomini di finanza e di rispettabili professionisti per i quali “pecunia non olet”: basta pagarli, gli riconosci un x% e confischi il resto, un vero affare! Avete presente quei ragazzi che guidano grossi fuoristrada che un onesto professionista avrebbe difficoltà a permettersi? Li si ferma, li si identifica e si fa un’indagine patrimoniale: se non è droga è corruzione o evasione fiscale. Le favole le lasciamo alla fantasia degli avvocati difensori.

EOLIE E UNESCO

lunedì, 25 ottobre 2004


La polemica sui recenti provvedimenti in tema di vincoli paesaggistici e sulla possibile perdita, da parte dell’arcipelago eoliano, dello status di patrimonio dell’umanità sancito dall’UNESCO, dalla stampa locale è approdata da qualche giorno su quella nazionale. C’è chi pensa ancora che nuove costruzioni creino lavoro e sviluppo. Io penso invece che, per un territorio dal fragile equilibrio, si crei più valore, lavoro e sviluppo con l’abbattimento di tante costruzioni che non con la realizzazione di nuove. Abbattere ciò che è abusivo, espropriare per abbattere ciò che, nell’interesse della creazione di un “valore” paesaggistico, è meglio perdere dalla vista e dalla memoria è la “missione impossibile” che dei politici e degli amministratori moderni dovrebbero tentare di realizzare ora che una strisciante, ma inesorabile crisi economica imporrà un diverso modo di intendere e valorizzare le risorse naturali e paesaggistiche della Sicilia per farne un fattore di sviluppo economico vero e non parassitario.

BRUSCA

domenica, 24 ottobre 2004


Il permesso “premio” accordato al noto killer della mafia, ora collaboratore di giustizia, ha suscitato indignazione in molti e tale indignazione è stata soprattutto enfatizzata dalla stampa c.d. garantista. Attenzione! Ciò che alla mafia da’ veramente fastidio è il regime carcerario del 41 bis, i sequestri di patrimoni e la legislazione sui pentiti. Il permesso a Brusca (che non è evidentemente un premio) fa parte delle contropartite che il Legislatore, in un momento storico tragico, ha inteso offrire a degli autentici farabutti in cambio della loro preziosa collaborazione per il lavoro investigativo e la repressione del fenomeno della criminalità organizzata. Scandalizzarsene ora non solo non serve, ma rischia di essere addirittura funzionale ai sottili disegni di chi ha interesse a scardinare, anche con le motivazioni più alte e nobili, questa legislazione speciale che ha consentito, dopo tanti anni, di raccogliere dei frutti e di risparmiarci, magari, nuovi delitti “eccellenti”.

USURA

domenica, 24 ottobre 2004

 



Leggo sulla stampa locale che un imprenditore di Misilmeri ha messo in vendita un rene per recuperare 100.000 euro necessari alla sua azienda. Il Presidente Cuffaro ha promesso in televisione (TGR) che lo accompagnerà personalmente in Capitalia (di cui la Regione è azionista) per fargli ottenere un fido. Procedura insolita, ma va bene lo stesso. C’è però un altro caso che merita a mio avviso altrettanta, se non maggiore, attenzione. Una vedova di Palermo ha filmato e fatto arrestare uno strozzino mentre la minacciava in casa. Forse anche questa signora ha avuto difficoltà ad accedere al credito ed è finita in mano agli usurai. Ma ha avuto poi il coraggio di denunciarli. Se vogliamo estirpare questo genere di parassiti, il coraggio della signora va sostenuto, non solo a parole, perchè anche altri prendano coraggio e denuncino a loro volta. Presidente Cuffaro, hai fatto 30, fai 31! Associazioni della cosiddetta “società civile”: apriamo una sottoscrizione di fondi a favore di chi denuncia gli usurai!

GEMONA

venerdì, 22 ottobre 2004


Vi ricorda qualcosa questo nome? E’ una cittadina del Friuli rasa al suolo dai terremoti del maggio e settembre 1976. Gemona è stata ricostruita e ha quasi cancellato persino la memoria di quella catastrofe.


Messina 2004: il Governo regionale ha stanziato dei fondi multimilionari per i (discendenti dei) terremotati del 1908 che vivono ancora nelle baracche. Quella del terremotato, in Sicilia è una professione che si tramanda di padre in figlio ed è rispettata dalle Istituzioni, anche contro il comune senso del ridicolo!

VIAGGIATORI

giovedì, 21 ottobre 2004


“Sicilia: non cerchiamo turisti, cerchiamo viaggiatori” è il nuovo slogan della campagna pubbliciatria 2005 del turismo siciliano (da oltre 20 milioni di euro) affidata all’agenzia Saatchi & Saatchi dal neo-Assessore al Turismo Fabio Granata (ex Beni Culturali). La differenza tra un turista e un viaggiatore consiste nel fatto che il turista ama il viaggio “precotto” (es. un villaggio offre le stesse cose indipendentemente da dove si trovi), mentre il viaggiatore è mosso da personale curiosità, da voglia di confondersi e penetrare un luogo nuovo, di assaporarne stimoli intellettuali ed emozionali: il turismo di qualità, contrapposto a quello di massa. Sono del tutto d’accordo con l’Assessore Granata e i miei precedenti interventi in materia di turismo sono nella stessa linea. Lasciamo il turismo di massa, low cost, ai Paesi Emergenti e organizziamoci per attirare quello di qualità: impariamo a produrre e vendere conoscenza!