Archivio di aprile 2005

VIAGGIATORI, NON TURISTI

sabato, 30 aprile 2005


“Cerchiamo viaggiatori, non turisti”. “Turismo di qualità, non di massa”. “Non solo sole e mare, ma anche cultura, territorio, enogastronomia, ecc”. Sono gli slogan di quanti, a livello politico e non -ed io tra questi- rintengono che la valorizzazione in senso economico dell’immenso patrimonio culturale e paesaggistico della Sicilia debba essere soprattutto focalizzata sulla fascia medio-alta del mercato turistico, con adeguate inizitive sia pubbliche che private. Tra queste ultime segnalo il sito http://www.thinksicily.com/ che offre assistenza “tailor made” per singoli turisti o piccoli gruppi di turisti stranieri finalizzata a selezionare luoghi e percorsi siciliani, a cominciare dalla dimora, secondo i propri gusti e interessi. In lingua rigorosamente inglese.


 


 


 

AEROPORTI

giovedì, 28 aprile 2005


Mentre l’aeroporto “Falcone Borsellino” di Palermo si divide ancora per lavori tra nuova e vecchia struttura per partenze ed arrivi, a Bari nello stesso periodo hanno realizzato il nuovo aeroporto, molto bello e funzionale (http://www.seap-puglia.it/index.asp). E oggi il vettore Volare, tornato a volare (vedi l’archivio di novembre), ha annunciato dal prossimo 1 giugno la ripresa dei voli, da e per Milano, con due aeroporti pugliesi (Bari e Brindisi) e uno siciliano (Catania). Tanto la Sicilia, per essere più collegata al nord, ha puntato sul Ponte …

A VOLTE RITORNANO …

lunedì, 25 aprile 2005


“L’Italia è un Paese bagnato da tre mari e asciugato da … Tremonti”.  Al di la’ della battuta, il Governo appena insediato non promette nulla di buono per la Sicilia, condizionato com’è dalla Lega di Bossi. Ma questo Governo si poggia sul voto dei 61 parlamentari siciliani: se avessero un minimo di dignità e di orgoglio, questo sarebbe il momento di farsi sentire. Non nutro però alcuna fiducia a riguardo: l’unica mia speranza è che, possibilmente presto, questi 61 nomi non vengano più pronunciati nelle sedi delle nostre istituzioni repubblicane e, possibilmente, vengano dimenticati per sempre.

SYMBOLA: L’ITALIA DI QUALITA’

giovedì, 21 aprile 2005


Per iniziativa di Carlo De Benedetti, Pasquale Pistorio, Diego Della Valle, Emma Marcegaglia, Alessandro Profumo, Andrea Illy, i siciliani Rallo di Donnafugata ed altri imprenditori, è nata la Fondazione Symbola che si propone di promuovere la cultura della qualità italiana nei campi della tecnologia, dell’agricoltura, del turismo, della cultura e del territorio. Come ha opportunamente ricordato il sociologo De Masi, “nel mondo ci sono 193 Paesi; 30, i più industrializzati, fanno parte di un gruppo in cui non si entra per raccomandazione, l’OCSE e di questi 30 solo 8 fanno parte dei cosiddetti Grandi. L’Italia sta nel G8. Eppure abbiamo un territorio che è 28 volte più piccolo del Brasile e 59 volte più piccolo della Russia; siamo solo al 23° posto per popolazione e parlano italiano solo 150 milioni di persone contro gli oltre 3 miliardi che parlano inglese nel mondo. Non abbiamo materie prime. Cosa ci ha permesso di essere collocati tra i più potenti? La qualità, un bene con un difetto: non si raggiunge una volta per sempre”. “Il futuro dell’Italia è legato è legato alla scommessa sull’innovazione tecnologica e sull’intreccio unico di storia, natura e cultura” dice giustamente Ermete Realacci, presidente di Symbola (che vuol dire in greco “mettere assieme”). Aggiungo. Noi siamo gli eredi di Leonardo, di Michelangelo: Berlusconi e la cultura che rappresenta sono solo un incidente di percorso, un sintomo del declino civile e morale, prima ancora che economico, che abbiamo imboccato e dal quale abbiamo tutte le risorse, culturali e morali, per riprenderci: dobbiamo solo “mettere assieme” queste energie positive per imboccare un moderno rinascimento.

NON E’ ADATTO A GUIDARE L’ITALIA

mercoledì, 20 aprile 2005


Oggi che nemmeno in Sicilia, dove pure ha raccolto alle scorse politiche il maggiore successo elettorale (61 a 0) suscitando tante -illusorie- speranze, trovi più qualcuno che ammetta di averlo votato, può essere opportuno rileggere le 28 domande che -invano- gli ha rivolto nel 2003 l’autorevole “Economist”


(http://www.societacivile.it/memoria/articoli_memoria/risposte_economist.html).


Se invece di rimbecillire davanti alla TV con dosi urto di calcio, reality show, soap opera, fiction, quiz e altre trasmissioni demenziali, la gente si abituasse a leggere, riflettere e guardare ciò che accade e si pensa in giro, in Europa e nel mondo, probabilmente ci risparmieremmo l’agonia di un “Berlusconi bis” per arrivare a comprendere sino in fondo, di qui alle elezioni del 2006, l’inaffidabilità -evidente a tanti in Italia e all’estero- dell’uomo che ci ha rappresentato nel mondo in questi anni.

CIASCUNO CRESCE SOLO SE SOGNATO

domenica, 17 aprile 2005


C’è chi insegna


guidando gli altri come cavalli


passo per passo:


forse c’è chi si sente soddisfatto


così guidato.


 


C’è chi insegna lodando


quanto trova di buono e divertendo:


c’è pure chi si sente soddisfatto


essendo incoraggiato.


 


C’è pure chi educa, senza nascondere


l’assurdo ch’è nel mondo, aperto ad ogni


sviluppo ma cercando


d’essere franco all’altro come a sé,


sognando gli altri come ora non sono:


ciascuno cresce solo se sognato.

BUON SENSO, DOVE SEI FINITO?

sabato, 16 aprile 2005


Secondo un vecchio “adagio” giornalistico un cane che morde un uomo non è una notizia, mentre un uomo che morde un cane certamente lo è. Leggo su “La Repubblica Palermo” di oggi che un elicottero dei Vigili del Fuoco è stato “impegnato per tre ore nel vano tentativo di salvare un gattino rimasto bloccato sulle mura della Rocca di Cefalù”. Sono intervenuti anche degli esperti rocciatori, ma “il gatto, impaurito, è fuggito tra gli alberi”. E cos’altro doveva fare secondo la sua natura (che ancora non gli ha trasmesso geneticamente le informazioni circa situazioni del genere)? Queste forme di “accanimento” nell’amore verso gli animali rappresentano un fatto nuovo nella storia umana, soprattutto a queste latitudini. Chi ha mobilitato un elicottero dei Vigili del Fuoco e la squadra di rocciatori? Sapete quanto costa affittare un elicottero? 24 euro a minuto! Chi paga? L’anima bella che si è intenerita per il gattino? Non credo proprio. L’altro giorno ho visto un mendicante seduto in via Ruggiero Settimo che riceveva delle monetine lanciategli da persone sedute nella propria auto incolonnata nel traffico. Sapete il perchè di tanta premurosa pietà? Il mendicante aveva in braccio un cagnolino. Un mendicante senza cagnolino sarebbe passato inosservato. C’è chi si sente più buono perchè ha a cuore gli animali. Io penso che l’amore per gli animali -che è una cosa senz’altro positiva- non debba mai postergare quello per i propri simili, nè essere dissociato dal buon senso. Altrimenti si cade pericolosamente nell’ideologia (animalismo) oltre che nel ridicolo.

IL NON PROBLEMA DELL’ACQUA

venerdì, 15 aprile 2005


E, ovviamente, ora che sono pieni d’acqua per le abbondanti piogge, gli invasi mai collaudati o completati (fonte: Giornale Radio della Sicilia di oggi) scaricano attraverso i fiumi a mare il loro prezioso contenuto (definito giustamente oro blu) a dimostrazione che l’acqua in Sicilia è un falso problema perchè persino la testa di tanti amministratori e burocrati siciliani ne è piena …

UNA STORIA ESEMPLARE

domenica, 10 aprile 2005


“Ero adolescente quando mio padre decise di acquistare una casa in Sicilia, sua terra natia. Una piccola costruzione all’interno di un villaggio non lontano da Palermo: sarebbe stata quella il punto di riferimento per tutta la famiglia e il luogo dove nacque il mio amore per l’Isola.
Il primo impatto con quella casa, nell’agosto del 1981, fu sconcertante: dai rubinetti sgorgava acqua a giorni alterni, un giono sì un giorno no. Il sale sulla pelle rimasto dal bagno in mare si doveva lavare con appena un paio di secchiate rubate dalle cisterne fatte costruire quella stessa estate da mio padre. Quando feci ritorno in Trentino, nel luogo dove allora vivevo, la prima cosa che mi colpì fu aprire i rubinetti di casa e sentire lo scroscio abbondante e pieno dell’acqua.
La cosa durò diversi anni. Per risolvere il problema dell’acquedotto che non erogava acqua la si acquistava da un individuo che possedeva un pozzo a circa dieci chilometri di distanza e che con autobotti riforniva la nostra cisterna e quella delle altre case del villaggio. Nel 1989 nel villaggio si pensò di scavare un pozzo per affrancarsi dalla fornitura esterna: venne trovata una falda di acqua potabile ad appena 70 metri di profondità, ma un mese dopo avere ultimato i lavori uno strano incidente alla camicia d’acciaio che rivestiva le pareti del pozzo ne compromise completamente la funzionalità. Si poteva scavare un nuovo pozzo, ma ogni volta che qualcuno ne parlava un silenzio imbarazzato annichiliva la proposta.
Ormai il villaggio compra regolarmente acqua da fornitori privati e la voce di costo “Acqua” grava su ciascuna casa come nemmeno la voce “Riscaldamento” grava sui costi dell’abitazione a Milano.
Qualcuno mi ha detto che in Sicilia l’acqua non serve per bere: serve per mangiare.
Mi può stare bene: per quanto opinabile che l’acqua sia o meno un diritto che debba essere assicurato nella sostanza a tutti i cittadini, laddove il servizio pubblico risulti carente il privato vi si può sostituire. Ma il punto è: perchè non mi è data la possibilità di costruire sul mio terreno un mio pozzo? Se provo a scavarne uno, qualcuno nottetempo lo manomette e dissuade dal riprovarci con argomentazioni evidentemente convincenti. Questa non è economia di mercato e non è nemmeno economia della rendita: questa è distruzione di qualunque economia perchè è distruzione dello logica sottostante l’economia, che è logica dello scambio. Questa logica si fonda sulla libertà delle parti di concludere o meno la transazione, ma dal momento che non si può vivere senza acqua: dov’è la libertà di una delle due parti? Quella libertà starebbe nel potersi approvvigionare diversamente, utilizzando ad esempio un pozzo su un terreno di proprietà, ma questa alternativa viene negata. Oppure disponendo dell’offerta di un fornitore concorrente che, ad oggi, tuttavia non esiste. Perchè non esiste? Forse che si debba credere che nel raggio di almeno dieci chilometri esista un solo pozzo?
Una simile situazione, nel migliore dei casi io la chiamo parassitismo: chi genera questa situazione si comporta come il parassita che si nutre della pianta sana, impedendole così di crescere ed esprimere le sue potenzialità, fino a soffocarla e farla morire, morendo tuttavia esso stesso”.


Siamo nel 2005 e anche quest’estate le autobotti torneranno a rifornire le case dei villeggianti di Scopello mentre l’acquedotto continuerà a negare l’acqua degli invasi pubblici caduta pur copiosa, persino in aprile. L’acqua in Sicilia non serve per bere, ma per  … “mangiare”. Non è, e non era, questione di siccità, ma di mentalità arcaica e, se glielo fai notare, siciliani idioti ti danno pure del razzista …


 

BRAVO GRANATA!

sabato, 9 aprile 2005


L’Assessore al Turismo, Fabio Granata, si conferma una persona seria e coerente (e non è poco!). Riteneva una follia la concessione rilasciata, nello scorso marzo, dal suo stesso Governo ad una società texana per la ricerca e lo sfruttamento di idrocarburi liquidi e gassosi nella valle del Tellaro, tra le province di Siracusa, Ragusa e Catania, ed è stato di parola nell’attivarsi per determinarne la revoca. Delle due l’una, o si promuove la Sicilia come terra di “giacimenti culturali” per i famosi “viaggiatori” o si scimiotta l’economia di altre sponde del Mediterraneo, con improbabili possibilità di ripeterne il successo. E’ la produzione di energia da fonti alternative e rinnovabili la vera scommessa da attuare in Sicilia: perchè i 61 parlamentari siciliani non pretendono dal Governo nazionale l’emanazione del decreto atteso per il definitivo via libera alla realizzazione del progetto Archimede (ENEA/ENEL) di Priolo Gargallo? La Sicilia, tra Gela, Milazzo e Melilli, all’industria degli idrocarburi ha già dato, anche troppo …