Archivio di giugno 2005

NUOVI MESTIERI

mercoledì, 29 giugno 2005


Parecchi anni fa il sociologo De Rita definiva la nostra come la società dei mille mestieri, tanti erano infatti quelli che si stavano allora affacciando sul mercato del lavoro. La crisi economica odierna richiede sicuramente anche una maggiore dose di creatività per inventarsene di nuovi. Qualunque problema può essere visto sotto l’ottica di una possibile soluzione da organizzare imprenditorialmente per essere poi venduta sul mercato: l’unico presupposto -da verificare accuratamente- è che ci sia appunto qualcuno disponibile a pagare tale soluzione. Pensiamo all’esperienza di città dove è possibile valorizzare risorse intangibili quali il gusto, l’estro o le capacità relazionali. Pensiamo di essere degli appassionati di moda o design (due tipici punti di forza del made in Italy) e di voler conoscere il meglio del meglio e le nuove tendenze a Milano, ottimizzando il proprio tempo. Potremmo pagare un servizio di personal shopping (http://www.yourpersonalshopping.com/). Guardate i profili professionali dei ragazzi che hanno promosso l’iniziativa: esperienze all’estero, lingue, studi, … Altro che i precari nostrani!  Certo Milano è Milano e non è Palermo o Catania, ma continuo a pensare che il caos che qui regna sovrano, tanto da apparire normale ai residenti, ma non ai turisti appena sbarcati agli aeroporti, possa offrire molte opportunità di nuovi lavori nei servizi turistici ad alto contenuto relazionale. Ho già scritto in proposito: se accolgo e curo io la permanenza di amici in viaggio in Sicilia, al momento della partenza, mi dicono che vivo in un paradiso, se ci vengono da soli mi chiedono come possa vivere in un tale inferno. Questo gap ha un valore economico se ne viene professionalmente organizzata la soluzione.

FITOFARMACI

martedì, 28 giugno 2005


L’ASCA, l’agenzia per la qualità alimentare di cui ho già parlato, prende l’avvio oggi. Ciò che non sapevo -e che ho appreso da MF Sicilia di oggi- è che alla base della decisione dell’Assessorato all’Agricoltura di dar vita all’agenzia vi è stata una puntata di una trasmissione televisiva, molto seguita, nella quale era stato denunciato l’alto tasso di fitofarmaci ritrovato in una zucchina siciliana, notizia che aveva poi causato un crollo delle vendite. Dopo tanti anni di politiche comunitarie che hanno favorito ammassi, distillazioni e stoccaggi una domanda di mercato più consapevole pretende ora finalmente qualità. Perchè il mercato sia però più consapevole, l’informazione deve essere più autorevole ed indipendente. Temo molto le pagine di pubblicità comprate sulla stampa: come si fa a scrivere senza peli sulla lingua contro chi, con la pubblicità, ti fa quadrare il conto economico? Contro il rischio di una stampa addomesticata, il miglior antidoto “naturale” mi sembra internet, con i suoi blog senza pubblicità.

CHI L’HA VISTO?

giovedì, 23 giugno 2005


Io non l’ho visto. Intendo in televisione l’altra sera, ma ho letto che la testimonianza di Ignazio Marino, il chirurgo di alta specializzazione tornato in Sicilia dagli USA e recentemente rientrato negli USA in seguito alle “difficoltà” che ha incontrato all’ISMETT di Palermo, ha colpito molto il pubblico di una trasmissione sullo stato della ricerca in Italia. Io penso che non sia un caso che in Italia si paghino 8 milioni di euro per le apparizioni in TV di tale Bonolis e si remuneri con poco più di 12.000 euro netti l’anno un giovane ricercatore. Bonolis serve più di una testa libera come Marino a intrattenere milioni di telespettatori mentre si tiene basso il livello della competizione, a tutti i livelli, in Italia. Non è un caso, ma il frutto di una implicita volontà politica, così però non si va da nessuna parte, anzi si va solo indietro.

ASCA

mercoledì, 22 giugno 2005


Il problema degli ingenti contributi europei al settore agricolo ha affondato il bilancio dell’Unione: perchè finanziare prodotti non competitivi invece della ricerca, dice pragmaticamente Blair? Per tanti anni i sussidi e le politiche agricole hanno creato tante contraddizioni nel settore alimentare, privilegiando la produzione di quantità, anche se spesso destinata all’ammasso, con alto impiego di prodotti chimici, acqua, farine animali (ricordate la BSE), ormoni vegetali, ecc. a danno anche della stessa sicurezza e igiene alimentare. Il prof. Umberto Veronesi, come ho già ricordato in altro post, ha sorpreso un po’ tutti dicendo che la cattiva alimentazione provoca più tumori dello smog. La maggiore cultura e sensibilità in materia che si è sviluppata a livello sociale ha portato la Regione a dare vita ad una Agenzia per la sicurezza e il controllo degli alimenti: l’ASCA. A presiederla dal punto di vista scientifico è stato chiamato il professore Giorgio Calabrese, noto nutrizionista e unico membro italiano dell’Agenzia per la sicurezza alimentare europea. E’ una scelta intelligente per la Sicilia che può giocare le sue notevoli potenzialità. Il settore agricolo che elemosina molto e contribuisce tributariamente poco, ha bisogno di fare un salto di qualità, sull’esempio di quanto è avvenuto nella viticoltura e nell’enologia. La Cina è troppo lontana per il circuito del prodotto fresco, per l’identità dei nostri sapori da far conoscere e salvaguardare e per i nostri standard qualitativi che devono proteggerci dalle temute importazioni asiatiche meglio delle barriere doganali che qualcuno vorrebbe ripristinare.

PRIMARIE

martedì, 21 giugno 2005


Le primarie fissate per ottobre, oltre che a sancire il leader dell’Unione, potrebbero rappresentare l’occasione per rinnovare con molta trasparenza l’intera classe dirigente candidata a rappresentarci in Parlamento, alla Regione (Presidente e deputati) e al Comune di Palermo (Sindaco e consiglieri). Come? Consentendo, oltre che alle segreterie dei partiti, anche alle associazioni e ai movimenti di candidare liberamente propri nominativi. Come potrebbero svolgersi tali “primarie”? I partiti dell’Unione dovrebbero impegnarsi a tenere aperte le proprie sedi nel giorno stabilito per le votazioni (8-9 ottobre) mentre i candidati promossi, sia dalle segreterie dei partiti che dai movimenti, avrebbero l’onere di far iscrivere nei partiti dell’Unione più vicini alle proprie convinzioni, anche lo stesso giorno delle votazioni, il maggior numero di propri “rappresentati” che voterebbero poi nel segreto di un’urna. Il voto sarà segreto, ma il candidato dovrebbe pur sapere, a scanso di brogli, quanti potenziali rappresentati ha indotto a votarlo. Saranno poi i partiti della coalizione ad assegnare nel 2006 i candidati più votati nei vari collegi e liste elettorali. Le primarie avrebbero così il merito di riempire i partiti di gente che normalmente se ne sta alla larga, considerandoli solo un giocattolo in mano a delle oligarchie, ma dimenticando il loro nobile e costituzionale valore. La politica degli ultimi anni è stata più “costruzione del consenso” che confronto tra uomini liberi: le primarie riporterebbero la politica sul piano orizzontale, strappandola per un po’ a quello verticale, unidirezionale, mediatico … berlusconiano, tanto per intenderci.

IL SITO DI MAMMA ANDREA

lunedì, 20 giugno 2005


Avevo scritto in marzo che l’unico “peccatuccio” che rimproveravo al noto laboratorio palermitano di golosità (I peccatucci di Mamma Andrea) era quello di non essersi ancora dotato di un adeguato sito internet. Eccolo: www.mammaandrea.it . Ora il vero peccatuccio sarebbe non visitare il sito (e chi può il negozio) di questo bell’esempio di imprenditoria al femminile.

LA SICILIA VISTA DAI BLOGGER

giovedì, 16 giugno 2005


Una delle caratteristiche della comunicazione mediatica contemporanea è la verticalità e unidirezionalità degli strumenti: in tanti leggiamo i quotidiani o guardiamo la TV, ma non ci parliamo o ci confrontiamo tra di noi attraverso questi strumenti (salvo lo spazio marginale delle lettere ai quotidiani). Come nelle antiche piazze delle città, luogo di incontro “reale” e di comunicazione interpersonale, la piazza “virtuale” nella quale siamo stati introdotti dalle tecnologie digitali ci consente nuovamente una comunicazione orizzontale e interattiva. Penso sia questo il segreto del fenomeno internazionale dei blogger. Sui rapporti tra blogger e democrazia, segnalo l’intervento “Rete, politica e blog” di Luca De Biase, riportato nella sezione “STORIE” di questo blog. Ciascun blogger coltiva il rapporto con i propri lettori come una personale scommessa, ma può aver senso creare una piazza virtuale di discussione tra blogger? Il forum www.dnasicilia.com ha aperto una piazza di discussione, “La Sicilia dei blogger”, rivolta a blogger in un modo o nell’altro legati alla Sicilia, giocando, a sua volta, una propria scommessa.  

EXTRA ECCLESIA NULLA SALUS

mercoledì, 15 giugno 2005


L’esito del referendum ha spiazzato quella parte dell’elettorato che si crede, attraverso le sue battaglie civili, portatore di un’idea di progresso che doveva necessariamente inanellare, in ossequio alla propria visione della libertà sia individuale che della ricerca scientifica, determinati traguardi: divorzio, aborto, manipolazione degli embrioni, eutanasia, matrimoni e adozioni per gli omosessuali, ecc. Oggi non solo sarà più difficile parlare dei prossimi “traguardi”, ma anche quelli già raggiunti (es. aborto) risultano a rischio. E’ innegabile che, per tutta una serie di fattori, non ultima la minaccia dell’Islam che ha fatto rinverdire in molti le radici cristiane della nostra identità culturale, la legittima capacità di influenza della Chiesa è oggi inaspettatamente maggiore, rispetto a soli pochi anni fa, a livello sia sociale che politico. Ma se si volesse fare una critica seria alla Chiesa, o meglio a coloro che, con varie responsabilità, ne incarnano la missione, bisognerebbe cambiare decisamente obiettivo. Provo a fare degli esempi riferiti alla realtà siciliana, ma non solo. Pensiamo ai “pii pizzini” del boss Provenzano, così pieni di invocazioni di benedizioni del Signore, rinvenuti recentemente: avete sentito un solo Vescovo, perchè il proprio gregge non avesse dubbi in proposito, prendere le distanze da questa falsa religiosità, scomunicare quanti sono legati ad una associazione di assassini quale è la Mafia? Non è anche questa difesa della vita? I ragazzi di www.addiopizzo.org hanno sensibilizzato le coscienze sul fenomeno diffusissimo del pizzo: avete mai sentito qualche predicatore dire in chiesa che se si paga il pizzo non si può fare la Comunione, non si è buoni cristiani perchè i cristiani, sull’esempio dei martiri, sono tenuti a vivere fino all’eroismo le virtù? Il clericalismo è duro a morire: essere clericali vuol dire avere le sembianze dei cristiani, ma non la genuinità dello spirito. Un Presidente della Regione come Cuffaro non può entrare in un centro cattolico salutando con un “sia lodato Gesù Cristo”, nè può “affidare alla Madonna” la Sicilia o invocare la sua intercessione per la soluzione del problema idrico: dal rappresentante di una istituzione civile ci si aspetta, più che preghiere private, opere pubbliche! Allo stesso, inguaiato giudiziariamente da compromettenti frequentazioni, verrebbe da ricordare il precetto “non nominare il nome di Dio invano”: abbia la decenza di fare meno il cattolico! D’altra parte molti religiosi e sacerdoti non credono che “il Regno di Dio non è di questo mondo”, ma perseguono un potere e un riconoscimento sociale non esclusivamente legato al loro ruolo di guida spirituale. La Chiesa è la prima vittima di questo stato di cose e, paradossalmente, una critica più seria e lo stimolo esigente di coloro che si professano laici aiuterebbe ad avere cattolici meno ufficiali e più sostanziali. Con beneficio di tutti: non possiamo non dirci cristiani, diceva Benedetto Croce.

IO RISPETTO PALERMO

domenica, 12 giugno 2005


Dopo i ragazzi di www.addiopizzo.org, segnalo un’altra iniziativa di alcuni giovani palermitani che avevano denunciato sui quotidiani locali il basso livello di convivenza civile di cui si è spesso testimoni, con voglia però più di fare qualcosa di positivo per contrastarlo che di lamentarsene e basta. Dal consenso raccolto attorno alla loro denuncia è nata la singolare inziativa dell’adesivo -descritta nel volantino sotto riprodotto- e un vivace scambio di idee su una piazza del forum www.dnasicilia.com (“Quelli delle lettere a Repubblica Palermo”). Che dire? Finchè ci saranno ragazzi come questi, Palermo avrà una speranza …


Cari amici,

l’adesivo che oggi viene distribuito, da apporre preferibilmente sulla propria auto, o moto, o bici o borsa, è un’idea di “visibilità” di cittadini che intendono “opporsi” all’assoluta indifferenza per i “fondamentali” della convivenza civile, all’assenza di rispetto verso il prossimo e alla maleducazione diffusissima nella nostra città. Ci riferiamo al disprezzo delle più elementari regole del codice della strada, a! posteggio selvaggio, al rifiuto di gesti facili e scontati, come l’ostinazione a sporcare le strade di ogni tipo di rifiuti a tutti gli orar! e alla più bassa percentuale di raccolta differenziata.

Da tempo, sulla rubrica locale delle lettere di un noto quotidiano nazionale si sono delineate due posizioni su questo tema : quella di chi ritiene che la nostra città, anche in queste piccole (o grandi?…) cose sia irredimibile, e quella di chi pensa, pur partendo da tale sconforto, che la possibilità (per quella minoranza che si sforza di onorare il senso di una convivenza civile) di “contarsi” attraverso un segno esterno possa risultare comunque utile e stimolante per “migliorarsi”, per “spronare” gli altri ad una riflessione prepositiva e, magari, ad un’eventuale adesione.

Pensiamo quindi di consegnare questo adesivo a chi si impegna non solo a esporlo (e quindi, principalmente, a “esporsi”) circolando in città con tale impegnativo messaggio, ma anche a chi ritiene di essere nelle condizioni di poter aderire a queste semplici regole :

1. Io rispetto Palermo non può assumere connotazioni politiche, partitiche, etc… (I’educazione ed il rispetto non hanno schieramenti ideologici); chi aderisce Io fa solo per promuovere e diffondere, attraverso il proprio esempio, il rispetto delle normali regole di civile convivenza.

2. Chi aderisce, in particolare, rispetta il codice della strada, osservando precedenze, limiti e divieti, pedoni e disabili, salvaguarda l’ambiente cittadino, partecipando alla raccolta differenziata dei rifiuti negli orar/ consentiti e non abbandonandosi all’inquinamento acustico in casa e fuori.

3. Chi aderisce rispetta soprattutto gli altri, oltre che se stesso e la città, e non si lascia prendere, nei rapporti quotidiani, dall’istinto di “sopraffazione preventiva”.

Vi chiediamo, comunque, di registrare la Vostra adesione, anche solo con il vostro indirizzo di posta elettronica attraverso l’invio di un messaggio all’indirizzo: iorispettopalermo@virgilio.it

Vi invitiamo a partecipare anche al “forum” sul tema all’interno del sito internet: www.dnasicilia.com .

L’EMBRIONE DELLA QUESTIONE

martedì, 7 giugno 2005


Palermo è tappezzata di manifesti a favore dei “sì” o dei “no” (o dell’astensione) per il prossimo referendum sulla Legge 40: Milano invece no. Ancora una volta si vuole combattere una battaglia comunque carica di risvolti politico-elettorali nella “riserva di voti” siciliana. Il quesito è da guerra di religione per le sue implicazioni sociali e morali e non è difficile scorgere gli eccessi e anche la malafede dall’una e dall’altra parte: esiste infatti anche una bigotteria laicista oltre a quella, più conosciuta, dei “parrinari”. Secondo me le due posizioni fondamentali (il rispetto assoluto della vita, ancorché appena concepita, da una parte e la difesa, anch’essa assoluta, dell’autodeterminazione dell’individuo dall’altra) sono semplicemente inconciliabili tra loro. Ricordo il lucido ragionamento: “Qui errat circa principia, impersuasibilis est, qui autem errat salvatis principiis, per ipsa principia revocari potest” (Tommaso d’Aquino, Summa theologiae). Provo a tradurre: chi parte da un presupposto di base errato è impersuasibile, chi invece cade in errore, ma fa salvi i principi di base, attraverso gli stessi principi è recuperabile. Il presupposto di base, filosofico e religioso, di credenti e non è che esiste una realtà, un ordine ed un finalismo delle cose, che si impone in modo oggettivo alla nostra ragione e alla nostra libertà di agire e la cui adesione configura addirittura l’essenza stessa della libertà. Viceversa, chi incentra nella propria soggettività il fondamento del proprio agire, fatto salvo ovviamente l’analogo altrui diritto, non potrà che vedere come un’insopportabile limitazione alla propria libertà personale la concezione precedente. Il problema “politico” è antico e penso che la versione contemporanea del “cuius regio eius religio” (la religione dei cittadini di uno Stato deve essere quella di chi ne detiene la sovranità: oggi il popolo) non possa che portare crudamente alla conta dei voti democraticamente espressi e reciprocamente rispettati: vinca quindi il più forte! A questo punto, però, immagino che il mio lettore si domandi: va bene il ragionamento, ma voti? e come voti? Personalmente credo che c’è stato un tempo in cui sono stato una singola cellula con un patrimonio genetico diverso da quello dei miei genitori e che, se per cause naturali o meno si fosse interrotto questo “progetto di vita”, oggi sarebbe qui a scrivervi magari un altro potenziale figlio dei miei genitori, ma non certo io. Voglio dire che ciascuno di noi è unico e irripetibile: siamo degli immeritevoli ed incolpevoli donatari di un bene che è la vita che, per quanto brutta possa sembrarci in qualche momento, ci da’ pur sempre l’opzione di pensarlo o di affermarlo contro la negazione assoluta della possibilità di farlo, di esistere. Faccio un altro paragone: non sappiamo con assoluta certezza se gli OGM causino danni, ma, nel dubbio, sulla base di un condivisibile “principio di precauzione”, l’Unione Europea li tiene alla larga dalle nostre tavole. Non sappiamo neanche con pacifica certezza quando cominci la vita: nel dubbio, non ritengo corretto sperimentare e alimentare il grosso business legato agli embrioni per le finalità più varie. La scienza è un metodo, non un valore: non tutto ciò che si può sperimentare è lecito fare, altrimenti potremmo liberalizzare il commercio di organi di individui consenzienti (e magari indebitati) o, come dice provocatoriamente Beppe Grillo, usare nei crash test dei cadaveri ancora caldi (venduti da familiari consenzienti) invece di quei ridicoli manichini. Ben venga l’ausilio della scienza per superare problemi di sterilità, ma contemperando, nel dubbio, il rispetto della vita nascente. Onestamente la penso così e il 12 giugno, non ritenendo la Legge 40 una buona legge, ma essendo oggettivamente più vicino alle posizioni di chi la difende, non andrò a votare contribuendo così, consapevolmente, al fallimento del referendum e alla riproposizione in Parlamento che è la sede giusta, anche se politici e media se ne sono occupati solo ora, della delicata tematica.