Archivio di settembre 2005

Il solare termodinamico: come è andata a finire

giovedì, 29 settembre 2005

di La Repubblica 23.9.05

VENEZIA – “Me ne vado in Spagna a fare quello che in Italia non mi hanno consentito di realizzare. Un nuovo impianto per sfruttare la fonte energetica del futuro: il solare termodinamico. Il nuovo solare. La stessa tecnologia che avrei voluto mettere in piedi in Sicilia, a Priolo, nei pressi di Siracusa. Visto che in Italia non si farà, sono stato prescelto per svilupparla in Spagna”. Il premio Nobel Carlo Rubbia, allontanato dall’Enea dopo la denuncia sulla ricerca italiana umiliata, si sfoga passeggiando tra il verde dei chiostri della Fondazione Cini, sull’isola di San Giorgio, al termine della mattinata di lavoro della prima Conferenza mondiale sul futuro della scienza, promossa da Umberto Veronesi. A lui il compito delicato e strategico di coordinare proprio la sessione dedicata al futuro energetico, che ha richiamato a Venezia fisici e climatologi da tutto il mondo.

Professor Rubbia, perché se ne va in Spagna? In Italia non c’è la volontà di sviluppare nuove fonti energetiche pulite?
“Noi abbiamo lanciato in Italia quello che si chiama “solare termodinamico”. Non il solare di oggi, fotovoltaico, ma un sistema molto più efficiente. Abbiamo fatto tre anni di ricerche e sviluppo. Questo primo impianto industriale si doveva fare con la collaborazione Enea-Enel a Priolo. Era il primo impianto che poteva utilizzare l’idea partita da Archimede, quella degli specchi ustori, per produrre calore che poi genera energia. Questo impianto era già precommerciale, nel senso che una grossa parte del finanziamento veniva dalle banche. Era un progetto non solo scientificamente di avanguardia, che si sarebbe fatto solo in Italia, ma anche vantaggioso perché non chiedeva al governo grandi somme per il finanziamento”.

Un’occasione perduta. Perché è naufragata?
“Abbiamo chiesto un anno e mezzo fa di avere una risposta semplice. Ci voleva qualcuno nel ministero delle Attività produttive e dell’Ambiente che dicesse “il solare termodinamico che voi avete progettato è verde, pulito, come l’energia eolica o il solare fotovoltaico”. Ma essendo una cosa nuova nessuno ha voluto esprimersi. Abbiamo atteso un anno e mezzo. Nel frattempo gli spagnoli hanno fatto una legge che dichiara che il solare termodinamico è verde. Risultato: io adesso me ne sono andato dall’Enea e ho preso la responsabilità del progetto per sviluppare la stessa tecnologia in Spagna”.

Con la creazione di nuovi posti di lavoro qualificati in quel paese invece che in Italia.
“Certo. Dal punto di vista scientifico che l’impianto, di rilevanza mondiale, venga realizzato in un paese piuttosto che in un altro non cambia nulla. Ma che posti di lavoro si creino in Spagna invece che in Italia è una realtà”.

L’uragano Rita sta per abbattersi sul Texas. Katrina ha appena causato devastazioni incalcolabili. Il clima del pianeta sta cambiando e il riscaldamento complessivo della Terra, che ne è la causa, sembra inarrestabile. Quali scelte strategiche dobbiamo prendere, sul fronte energetico, per ridurre l’effetto serra?
“Una volta, nella zona caraibica, si verificava un uragano dagli effetti devastanti ogni 4 anni. Adesso ne abbiamo due all’anno. Il motivo sta nella temperatura del mare che è in costante aumento. Gli oceani sono come pentole piene d’acqua sui fornelli della cucina. Se giriamo la manopola e alziamo la fiamma l’acqua bolle. Si crea vapore che determina la formazione di uragani. Ogni anno, inoltre, nascono 90 milioni di individui sul pianeta. E la quantità di energia che viene consumata continua a crescere. Non era mai successa una cosa del genere nella storia del pianeta. Non sappiamo esattamente cosa accadrà. Ci troviamo dentro a un esperimento. Purtroppo siamo proprio dentro a una immensa provetta. Se ci andrà male andrà male a tutti”.

Bisogna girare al più presto la manopola e abbassare la fiamma sotto alla pentola.
“A lungo termine esistono solo due sorgenti di energia che ci permetteranno di abbassare la temperatura del pianeta: il solare nuovo e il nuovo nucleare. Un nucleare capace di eliminare il problema dei rifiuti e di spezzare il rapporto tra energia nucleare e usi militari. Penso alla fissione fatta non sull’uranio, ma sul torio”.

Perché non parla dell’idrogeno, l’attesa rivoluzione del futuro?
“L’idrogeno va molto bene. Ma se si produce l’idrogeno partendo dal gas naturale o dal carbone non serve a niente. Alla fine si avrebbe nell’atmosfera la stessa quantità di anidride carbonica. Meglio bruciare direttamente il gas naturale o il carbone. Bisogna passare al solare. L’idrogeno deve essere prodotto con energia solare. Lei può prendere della luce solare e con questa trasformare l’acqua in idrogeno e ossigeno. L’ossigeno lo mette in giro, a grande beneficio del mondo, come fanno le piante. L’idrogeno lo recupera e diventa un gas naturale sintetico. Si potrà pensare di far viaggiare l’idrogeno fin dentro le case, proprio come si fa col gas naturale”.

E cucinare, in casa, su cucine a gas all’idrogeno.
“Certamente. Senza riscaldare più il pentolone degli oceani”.

(La Repubblica, 23 settembre 2005)

DREPANUM

martedì, 27 settembre 2005

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Trapani deriva il suo nome dal latino drepanum, falce, il cui senso è reso evidente dalla foto. Oggi la città è alla ribalta della scena internazionale grazie agli atti 8° e 9° dell’America’s Cup che si terranno nello specchio d’acqua tra la città e le isole Egadi. Va dato atto al sen. D’Alì di aver ottenuto per la sua città un riconoscimento importante sotto il profilo dell’immagine e di aver contribuito al miglioramento dell’immagine reale (a dire il vero parecchio trascurata) dirottando importanti risorse (€ 100 mln) che sono serviti ad approntare infrastrutture portuali e dare smalto alla città e al suo lungomare. Bene. L’unica cosa da ricordare è che non basta un evento importante per creare un’economia che faccia leva in senso moderno sul turismo ricco quale quello legato alle attività nautiche. Ci sono fattori immateriali da non sottovalutare mai quali la professionalità e il senso civico delle persone, in mancanza dei quali può essere ritenuto poco invitante, per un certo tipo di turismo, anche un paradiso.

CHI SI ESALTA SARA’ UMILIATO …

domenica, 25 settembre 2005

Il Governatore Fazio è stato cacciato da Washington (è già rientrato in Italia) dal ministro Tremonti e al suo posto ha parlato un funzionario del Tesoro. La lotta tra Fazio e Tremonti segna quindi un pareggio (1-1): in passato era stato Tremonti a dover lasciare. Poichè però questa partita si gioca sulla nostra pelle e sulle nostre tasche, vediamo cosa ce ne viene. Alessandro Profumo (Unicredit) e Cesare Geronzi (Capitalia, cui fa capo il Banco di Sicilia) rappresentano due stili diversi di fare il banchiere in Italia. Il primo ha una visione europea legata alle regole di mercato e ha recentemente acquisito una banca tedesca senza tanti problemi, il secondo ha una visione più … romana (si compete tra poteri, non sul mercato). Modernità contro arcaicità. Un Fazio azzoppato, ma ancora al suo posto, a quale tipo di banchiere fa più comodo?

VILLA AIROLDI GOLF CLUB

giovedì, 22 settembre 2005

Non seguo molto le mode e quando il golf ha cominciato a diventare di moda anche in Italia, ho pensato che, sebbene non tutti coloro che giocano a golf siano degli idioti, tutti gli idioti ci giocano: soprattutto in una terra come la Sicilia (con Palermo in particolare) dove apparire conta più che essere. Detto ciò, non posso non spendere qualche parola a favore del gruppo di appassionati che, vincendo eroicamente ogni tipo di resistenze e difficoltà (fare è un peccato che qui difficilmente viene perdonato), ha realizzato un campo in piena città che dovrebbe presto raggiungere dalle attuali tre le nove buche. Sul sito è possibile scorrere un album fotografico su come era e su come è oggi l’area (www.villaairoldigolfclub.com). A dimostrazione che non ho pregiudizi contro lo sport in questione e che ho superato anche le riserve circa l’uso di pesticidi per curare il green (pare che da noi attecchiscano erbe abbastanza resistenti e poco bisognose di fitofarmaci), ricordo un post del settembre 2004 nel quale auspicavo la realizzazione di un campo nella zona più brulla di Monte Pellegrino assieme al ritorno alla originaria destinazione di albergo per il Castello Utveggio. Sempre meglio dell’immondizia e delle discariche (V. foto di Villa Airoldi com’era) di cui tanti ambientalisti sembrano diventare talvolta gli inconsapevoli difensori per un approccio più ideologico che razionale.

ENGLISH LESSON

martedì, 20 settembre 2005

Il programma di governo prevedeva anche tre "i" (impresa, internet e … inglese): ecco direttamente da Camp David una lezione di inglese del nostro premier. Forse, superando se stesso, Berlusconi ha aggiunto una quarta "i" … autobiografica …

http://www.youtube.com/watch.php?v=gxH-MwwaZIo

RISARCIMENTO DANNI

venerdì, 16 settembre 2005

La Calabria non sopporta più la sua reputazione di terra mafiosa. Questa regione povera del Sud d’Italia ha deciso di farsi restituire il maltolto dalla ‘ndrangheta, la potente mafia locale che da decenni controlla il territorio. Eletta ad aprile, la nuova amministrazione di centrosinistra ha deciso di far pagare ai criminali colpiti dalla giustizia i danni e gli interessi per aver danneggiato l’immagine della Calabria. Nel processo che si è aperto lunedì a Catanzaro contro 81 membri di due famiglie mafiose, la regione si è costituita parte civile e chiede un risarcimento di tre miliardi di euro. Già lo scorso luglio la corte d’assise di Cosenza aveva condannato un clan a pagare 500mila euro. I beni provenienti dal riciclaggio di denaro di fonte illecita sono enormi: solo che lo si voglia, un problema drammatico come il ritardato sviluppo economico di vaste regioni del Sud, a causa del condizionamento criminale, potrebbe divenire un’opportunità per finanziare lo sviluppo con una classe politica non collusa. Come scrivevo in marzo nell’articolo "La nuova manomorta" nell’apposita sezione del blog.

PIU’ DELLA BELLEZZA POTE’ LA MONNEZZA

lunedì, 12 settembre 2005

Qual è il peso del patrimonio artistico e monumentale siciliano su quello complessivo dell’Italia? Il 20%? Quanti sono i siciliani sul totale degli italiani? L’8,77% (5 su 57 mln)? Vale a dire che il 9% scarso della popolazione detiene il 20% del patrimonio culturale? Che fortuna! Ci sono volute le influenze di fenici, greci, latini, bizantini, arabi, spagnoli, ecc. per fare della espressione artistica e monumentale siciliana un qualcosa di unico nel Mediterraneo eppure c’è qualcosa capace di oscurare tanta bellezza e colpire la sensibilità del visitatore: l’immondizia, le tante piccole e grandi discariche spontanee che l’anarchia e l’inciviltà di tanti siciliani produce ovunque. Questo comportamento diffuso distrugge valore, ha una sciagurata ricaduta economica perchè, potendo scegliere, un viaggiatore (quello che solo con gli spot la Regione vorrebbe attirare) preferisce destinazioni più civili e pulite. Per molti siciliani l’immondizia fa parte del paesaggio, è un qualcosa con cui l’occhio ha fatto l’abitudine sin da piccoli. Per questo motivo, invece di spendere soldi in manifestazioni effimere ed inutili (se non basta cotanto patrimonio artistico, naturale e paesaggistico a bilanciare la sensazione negativa dell’immondizia, non c’è altra manifestazione che tenga!) le autorità pubbliche dovrebbero vigilare e sanzionare duramente ogni abuso sul territorio e nelle città. Vi è una urgente ragione economica, oltre che di civiltà, per farlo con una tolleranza pari a zero.

SONDAGGIO PRIMARIE

lunedì, 5 settembre 2005

Il mio candidato ideale alla Presidenza della Regione sarebbe Pasquale Pistorio, come ho scritto già il 1.2.05 (cfr. archivio: "Pistorio for president"), perchè persona di reputazione e credibilità internazionale, una garanzia ed un interlocutore qualificato per quegli investitori che potrebbero riprendere in considerazione l’opportunità di investire in Sicilia. Poichè però Pistorio non è un nome conosciuto dal grande pubblico (si rischierebbe addirittura di far confusione con l’attuale omonimo assessore regionale alla sanità) mentre la politica si fa con i numeri, una soluzione originale e realistica sarebbe, secondo me, quella di un abbinamento: penso al duo Fava-Pistorio. Claudio Fava, candidato presidente della regione, Pasquale Pistorio, super assessore allo sviluppo economico. La Sicilia ha un problema di modernità incompleta a causa di una cultura della legalità ancora latitante e di una visione dello sviluppo economico solo parassitario. Questa strana coppia avrebbe il vantaggio, attraverso un politico di largo consenso d’opinione, anche se mal sopportato anche nel suo partito, come Claudio Fava, di realizzare una rottura con lo stile di gestione del passato (dei governi di tutti i colori che si sono succeduti) e di prospettare, attraverso un grande manager come Pasquale Pistorio, il padre dell’Etna Valley, una nuova cultura dello sviluppo economico incentrata sulle competenze, sul merito e sulla cultura di impresa. Non è una proposta che farà impazzire le oligarchie di partito, ma una proposta per le forze meno compromesse della società siciliana che pagano al blocco parassitario che domina l’Isola un prezzo insopportabile in termini di mancato sviluppo: i giovani, le donne, la piccola impresa e il lavoro autonomo.

ECONOMIA LEGGERA

domenica, 4 settembre 2005

 

 

 

 

 

 

Accanto ad iniziative industriali ad alto valore aggiunto, specie nel campo delle nuove tecnologie, per iniziativa soprattutto di grandi imprese nazionali ed estere, immagino il prossimo sviluppo economico dell’Isola più legato a diffuse esperienze di imprese "leggere" legate, ad esempio, al campo dei servizi al turismo. Cito tre diverse iniziative di amici e conoscenti che hanno in comune l’amore per questa terra e la riconversione dei protagonisti divenuti imprenditori dopo aver maturato altre esperienze professionali.

Mandranova (www.mandranova.it) è un’azienda che produce un olio di qualità e offre ora anche ospitalità di livello secondo uno stile di vacanza molto siciliano (la foto ritrae la gebbia in pietra trasformata in piscina).

Welcome Sicily (www.welcomesicily.it) offre, in base al motto "ospiti, non turisti", una guida e assistenza personalizzata per scoprire il meglio di questa terra, non da turisti.

Dydime (www.dydime-yachting.com) offre servizi di charteraggio su barca a vela tra la Sicilia e le sue isole minori.

NUOVA VERSIONE

domenica, 4 settembre 2005

Il sito è stato riconvertito secondo una nuova versione proposta da Bloggers.it . In attesa di apprezzarne i vantaggi, si registrano i primi inconvenienti: il sondaggio è stravolto, manca la sezione dei link, l’ordine cronologico dei post archiviati non sempre è stato rispettato, le foto mancano della didascalia che ne spiegava il senso, ecc. Come dire? Si stava meglio quando si stava peggio …