Archivio di marzo 2006

IL GOVERNO DEGLI ALTRI

martedì, 28 marzo 2006

Ogni tanto mi capita di pensare all’opportunità che ha avuto la Sicilia nel campo del solare termodinamico con il progetto "Archimede" di Carlo Rubbia che doveva sorgere a Priolo Gargallo. Questo prima che Rubbia decidesse di trasferirsi in Spagna, nel più completo disinteresse dei nostri parlamentari nazionali e regionali, delle nostre università e dei quotidiani locali …

Madrid, 27 marzo 2006 – La Spagna conquista un posto di primo piano a livello internazionale per la sua sua legislazione sull’uso dell energia solare, tra le piu avanzate al mondo.
Con il nuovo Codice Tecnico Edilizio (Codigo Tecnico de la Edification , CTE), approvato il 17 marzo scorso, viene infatti introdotto l’obbligo di produrre dal 30 al 70% dell acqua calda destinata ad usi domestici utilizzando l’energia termica solare.
Il provvedimento si applica agli edifici nuovi e a quelli da ristrutturare di qualsiasi genere, indipendentemente dal loro uso. La legge prevede solo alcune eccezioni, come nel caso in cui gli edifici siano in ombra o il loro approvvigionamento di acqua calda per uso domestico sia gia garantito da fonti rinnovabili o dalla cogenerazione.
La variazione prevista dalla legge per l’acqua calda prodotta con il solare, dal 30 al 70%, dipende dalla valutazione di un insieme di parametri. Viene presa essenzialmente in considerazione la posizione geografica dell edificio e la quantità di acqua calda necessaria per uso domestico.
Comunque anche i grandi edifici del settore terziario, come per esempio uno stabile di 4000 metri quadri, saranno obbligati ad istallare sistemi fotovoltaici.
Le ripercussioni del nuovo Codice Tecnico Edilizio sul mercato del solare inizieranno a farsi sentire probabilmente alla fine dell anno prossimo. Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale ci si aspetta che la normativa sull energia solare diventi obbligatoria nel giro di sei mesi, ma trattandosi di regole che vanno applicate nella fase di progettazione degli immobili e logico calcolare un altro anno di tempo prima di constatarne l’impatto sul mercato.
La Spagna fino a questo momento non ha investito in modo massiccio sulla produzione di energia solare. I dati pubblicati da Eurostat, l’Ufficio di Statistica della Commissione europea, mostrano che nel 2003 la produzione di energia solare spagnola era pari a 48 TOE( migliaia di tonnellate di petrolio), mentre la Germania poteva contare su una produzione di 241 TOE, la Grecia di 105 e l’Austria di 80. L’ Italia non ne produceva che 11 TOE. –
http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=60671

FATALISMO

domenica, 26 marzo 2006

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Il fatalismo dei siciliani è sempre in agguato. Chi ha detto che si devono combattere solo le battaglie che si è sicuri di vincere? Una battaglia può essere combattuta, con la massima determinazione, anche perchè semplicemente giusta. Per questo non ha senso affermare, con dannoso fatalismo, privo di un minimo di speranza, che "tanto Totò Cuffaro non lo batte nessuno". Anche se i proverbi hanno sempre un fondamento di verità ("chi di speranza vive, disperato muore") è meglio coltivare una speranza che non averne affatto! Per questo motivo la candidatura di Rita Borsellino va sostenuta con convinzione: perchè è una speranza di cambiamento dello stile politico siciliano e perchè il suo originale metodo di costruzione partecipata del programma di governo è già una realtà tangibile. Ho dato un piccolo e personale contributo alla stesura di questo programma e mi ha fatto piacere rinvenirlo, con tanto di copia-incolla, nei documenti dei cantieri tematici che sono stati presentati ieri ed oggi a Palermo. Nei prossimi giorni lo saranno anche negli altri centri della Sicilia. Chi avesse piacere di leggere queste schede di sintesi su una ventina di grandi temi e di fornire ulteriori contributi, può farlo attraverso i "cantieri virtuali" del sito: www.ritapresidente.it .   

GRAZIE BEPPE

martedì, 21 marzo 2006

Ci ha fatto divertire e riflettere. Attraverso due spettacoli da "tutto esaurito" di cui il secondo non è stato la semplice replica del primo. Ha saputo infatti dar ascolto e amplificare l’indignazione delle persone che ha incontrato qui a Palermo: in particolare quella dei ragazzi del Comitato AddioPizzo (www.addiopizzo.org) o quella del Meetup del suo stesso blog (www.bispensiero.it). Grillo ha imboccato una strada insolita per un artista: è divenuto il catalizzatore di persone accomunate dalla voglia di perseguire una visione diversa dell’economia e della società, rispetto alla quale la politica, sia a destra che a sinistra, sembra invece proporre al massimo una certa diversità nella qualità delle persone, ma non certo del progetto complessivo della società. E’ un fenomeno interessante che non si può più sottovalutare per i numeri che muove: oltre 160.000 persone al giorno consultano ormai il suo blog (www.beppegrillo.it)! Può dar luogo ad una forma di controllo sociale sui vari livelli di governo (nazionale, regionale, comunale) quantomai opportuna, specie da noi! L’informazione è potere, anche quando parte dal basso, attraverso lo scambio di idee in rete di liberi cittadini.

PORCATE E MEZZE CALZETTE

sabato, 18 marzo 2006

Non c’è pace per il centrodestra in questa fine di legislatura. E’ come se improvvisamente tutti o quasi tutti i leader della Casa della Libertà fossero stati colti dall’impulso inarrestabile di mostrare al mondo di che pasta sono fatti. Pasta scadente, si direbbe, delle mezze calzette. Così al cittadino in buona fede che sta prendendo le sue decisioni sul voto non rimane che riflettere su una mortificante realtà: al potere in questi interminabili cinque anni c’è stata una “categoria” (termine usato dal cavaliere per definire le donne) di mezze calzette.
Non adopro questa definizione in senso ironico o sdrammatizzante; no davvero. Le mezze calzette al governo in tempi difficili in tutti i sensi possono recare danni tremendi e questo è avvenuto. L’ultima notizia riguarda la Lega: cacciata dal gruppo di Indipendenza e Democrazia della quale era parte al Parlamento Europeo. Colpa di Calderoli certo, per la sua maglietta razzista. Ma non solo. Evidentemente il tasso di sopportabilità  dell’indecenza è più basso in Europa che in Italia, almeno nell’Italia di Berlusconi. E che dire dell’uscita del medesimo ex ministro sulla legge elettorale? “L’ho scritta io, ma è una porcata. Una porcata fatta volutamente per mettere in difficoltà una destra e una sinistra che devono fare i conti con il popolo che vota”.
Insomma, questa legge vergognosa che rischia di rendere assolutamente ingovernabile un Paese che ha bisogno di un governo saldo e deciso dopo il disastro della destra, è pessima nel giudizio di chi l’ha fatta e comunque l’ha fatta così a bella posta. Ma almeno colui che rivendica il diritto di autore sul misfatto ammette che di porcata trattasi e non d’altro. Ma che dire di tutte le mezze calzette che l’hanno seguito e hanno votato la porcata?
Viene da piangere. E se la legge elettorale è una porcata, come definirebbe Calderoli un altro frutto del suo ministero, la nuova Costituzione? Una porcata immensa? Una porcata mai vista? Anch’essa punta a rendere ingovernabile il Paese, sfido chiunque a riuscire a varare una singola legge col meccanismo previsto, che non sia immediatamente contestata, che valga davvero per tutti, che non venga cancellata nello sfibrante duello fra Stato e Regioni (non parliamo del resto…). Ma anche qui, pessimo Calderoli, ma mezze calzette tutti gli altri, deputati e senatori che hanno finto di credere che fosse una riforma seria e l’hanno votata. Tranne affermare poi, come ha fatto Follini davanti a industriali e costituzionalisti, che “le riforme istituzionali che abbiamo messo in campo hanno disarticolato il processo istituzionale”. Ma bravi, non c’è che dire.
In sostanza le mezze calzette del centrodestra hanno lavorato per cinque anni solo ed esclusivamente per portare vantaggi al premier e danni incalcolabili al Paese.
Ma visto che le mezze calzette amano sparare cifre e vantarsi di traguardi raggiunti, vorrei davvero sapere quanto è costato al Paese il tempo speso dal parlamento a fare leggi che poi dovranno esser cambiate o abrogate, perché non di leggi si tratta, ma di semplici porcate.

Fonte: www.libertaegiustizia.it

HOTEL PATRIA

giovedì, 16 marzo 2006

Quando, nel centro storico di Palermo, via Alloro era ancora chiusa per il pericolo dei crolli, una trattoria fece tendenza, riavvicinando intellettuali e borghesia palermitana a quel luogo di degrado postbellico oggi trasformatosi in una eldorado edilizia. Quella trattoria con cortile mezzo devastato dalle bombe, la Trattoria Stella alias Hotel Patria, oggi ha chiuso, probabilmente perchè non ha retto al protrarsi dei lavori di ristrutturazione dei piani superiori ad opera di committenti pubblici. In mezzo ad un cantiere eterno, anche i mitici rigatoni alla disgraziata o i calamari alla brace perdono il loro appeal. Chi pagherà per questa ennesima perdita di un pezzo di memoria cittadina?  

AIAMOLA

giovedì, 9 marzo 2006

Aiamola è un termine che rimanda ai canti di lavoro dei vecchi tonnaroti durante le mattanze(http://www.sicilianelmondo.com/cultura/dettaglio.asp?id=17). La borgata di Mondello disponeva, sin dalla seconda metà del XV secolo, di una tonnara, come tante altre sulle coste siciliane. Oggi di quella tonnara resta solo la torre di difesa che un’associazione privata, "Aiamola", composta da professionisti palermitani, ha voluto recuperare per realizzarvi all’interno un museo multimediale sull’economia delle tonnare e organizzarvi inoltre altri eventi, anche sulla terrazza della torre con suggestiva vista sulla baia di Mondello. E’ un esempio di soft economy, di come sia possibile cioè trasformare conoscenza e patrimonio culturale in una iniziativa economica autosufficiente. Il restauro della torre, di proprietà privata e affittata per un lungo termine al prezzo del restauro stesso, sarà finanziato dalla vendita dello spazio pubblicitario sui tre lati del ponteggio per tutto il periodo del restauro e, successivamente, dalla vendita dei biglietti del museo e degli altri eventi che vi si potranno organizzare. Gli ultimi pescatori di Mondello saranno associati come membri onorari, mentre è già possibile associarsi come soci ordinari o sostenitori.

9 APRILE, SALVIAMO LA DEMOCRAZIA

martedì, 7 marzo 2006

Siamo di fronte a un appuntamento drammatico. Dal 2001 a oggi l’Italia è precipitata spaventosamente in basso quanto a rispetto delle leggi e della Costituzione, quanto a situazione economica e quanto a prestigio internazionale. Se dovessimo avere altri cinque anni di governo del Polo, rappresentati di fronte al mondo dai Calderoli e dalle ultime leve (appena arruolate in Forza Italia) dei più impenitenti tra i reduci di Salò, il declino del nostro Paese sarebbe inarrestabile e non potremmo forse più risollevarci.
Quindi l’appuntamento del 9 aprile è diverso da tutti gli altri appuntamenti elettorali del passato: in quelli si trattava di decidere chi avrebbe governato senza sospettare che un cambio di governo avrebbe messo a repentaglio le istituzioni democratiche. Ora si tratta invece di salvare queste istituzioni.
In questo frangente i partiti di opposizione cercano, come è ovvio, di catturare il voto degli indecisi che nelle scorse elezioni avevano votato Polo e che si sono sentiti traditi. I partiti fanno il loro dovere, ma ritengo che rivolgendoci ai soci e ai simpatizzanti di Libertà e Giustizia occorra fare un altro ragionamento.
Uno dei rischi maggiori di queste elezioni non sono solo gli indecisi che hanno votato a destra la volta scorsa (i quali si sposteranno secondo dinamiche difficilmente controllabili, per fede o per pigrizia continueranno a votare come prima, o rinunceranno a votare). D’altra parte il loro numero, come mostrano i sondaggi, è oscillante. Io ritengo che il popolo di Libertà e Giustizia debba invece impegnarsi non per convincere gli indecisi di destra ma i delusi della sinistra.
Li conosciamo, sono molti e non è in questa sede che si possono discutere le ragioni del loro scontento. Ma è a costoro che occorre ricordare che, se si lasceranno trascinare da questo scontento, collaboreranno a lasciare l’Italia in mano di chi l’ha condotta alla rovina. Non c’è scontento, per quanto giustificabile, che possa stare a pari con il timore di una fatale involuzione della nostra democrazia, con l’indignazione che coglie ogni sincero democratico di fronte allo scempio che si è fatto delle leggi, della divisione dei poteri, del senso stesso dello Stato. E’ questo che ciascuno di noi deve ripetere agli amici incerti e delusi. E’ proprio da loro e dal loro impegno che dipenderà se l’Italia eviterà di essere ancora per cinque anni territorio di rapina da parte di difensori dei loro privati interessi..
Se pure questi amici ritengono di nutrire senso critico ed equanimità (perché è segno di senso critico ed equanimità – direi di onestà intellettuale – saper criticare la propria parte, e neppure il sito di Libertà e Giustizia si è sottratto a questo dovere), in questo momento essi debbono sacrificare i loro sentimenti e unirsi a tutti noi nell’impegno comune.
E’ in questa azione di convincimento che consiste il dovere e la funzione di quanti hanno partecipato in questi anni alla discussione che Libertà e Giustizia ha svolto e fatto svolgere. Ora la nave potrebbe affondare. Ciascuno deve prendere il proprio posto.

www.libertaegiustizia.it

LA MAMMA DI TUTTI

lunedì, 6 marzo 2006

Quando la politica rappresenta la principale industria di una regione, la corruzione, il malaffare e il sottosviluppo diventano caratteristiche quasi "ambientali". Ci si industria non sul come affrontare il mercato con prodotti o servizi competitivi, ma sul come accedere alle rilevanti risorse del bilancio regionale attraverso l’intermediazione di politici e burocrati. Una leggina non si nega a nessuno, ma proprio a nessuno! Come commentare diversamente la leggina regionale che vuole indennizzare le vittime della mafia laddove la legge nazionale non lo preveda? I familiari delle vittime della criminalità mafiosa hanno infatti diritto ad un indennizzo solo in caso di individuazione dei responsabili. Il legislatore, forse per evitare all’erario il danno derivante dall’indennizzo dei familiari di una vittima di un’autobomba, fatta esplodere magari per motivi passionali, pretende di vederci chiaro prima di mettere mano alla tasca. In questo modo ci sono, ad esempio, i familiari di un poliziotto assassinato assieme ad un giudice nel 1971 che attendono ancora giustizia (individuazione di mandanti e colpevoli) e indennizzo!!! La particolarità, tutta siciliana, è che una legge così assurda e ingiusta non porti i familiari delle vittime a mobilitarsi per ottenere la modifica della legge nazionale, ma a percorrere la scorcatoia (per modo di dire) della leggina regionale, magari -potenzialmente- più generosa. La Regione Siciliana è una mamma speciale per la quale non esistono distinzioni tra buoni e cattivi. Tutti sono figli suoi: compresi i parassiti che la sfruttano indossando colletti bianchi o quelli che lo fanno abbracciando il mitra . Stupisce però il fatto che i familiari delle vittime, rinunciando a pretendere il rispetto dei propri diritti di cittadini italiani, vadano a pietire indennizzi proprio dall’istituzione più collusa con i carnefici dei propri cari.

IL SESTO SENSO

mercoledì, 1 marzo 2006

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Stando all’ISTAT, nell’ultimo anno la crescita del PIL in Italia è stata pari a zero mentre si sono persi 102.000 posti di lavoro. Stando ai manifesti della campagna pubblicitaria di Totò Cuffaro, sempre nell’ultimo anno, si sono creati in Sicilia 101.000 nuovi posti di lavoro. Grazie alla Sicilia abbiamo quindi perso in Italia solo 1.000 posti di lavoro? Il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, è soddisfatto perchè il deficit è stato "solo" pari al 4,1% contro previsioni che lo davano al 4,3%. Contento lui … Il premier Berlusconi  è andato a farsi benedire alla Casa Bianca dove ha annunciato (ad uso interno) il ritiro dei 3.500 soldati italiani in Iraq che verranno però sostituiti da 10.000 tra carabinieri, finanzieri e poliziotti italiani (informazione ad uso USA).  In un mare travolgente di informazioni, spesso contraddittorie, i sensi possono pure sbagliare, confidando solo in quello che ascoltiamo in TV o alla radio oppure leggiamo con i nostri occhi sulla carta stampata, ma vi è una sensazione sintetica, una specie di "sesto senso", che non sbaglia mai: è la sensazione di benessere generale. Se ci sentiamo, in generale, meglio rispetto a cinque anni fa, vale la pena di premiare il governo nazionale o regionale in carica, altrimenti vale la pena di puntare decisamente su di un altro cavallo. Cinque anni sono sicuramente più lunghi di qualsivoglia bugia o scusa.