Archivio di maggio 2006

LA SOLITA STORIA

martedì, 30 maggio 2006

I politici non sono migliori o peggiori della società che rappresentano per il semplice fatto che ne sono l’espressione: “dimmi come voti e ti dirò chi sei”. C’è un elettorato conosciuto e prevedibile che si accalca per mangiare una sera a sbafo in una cena elettorale (uno tra i più confessabili mezzi di marketing politico) mentre concorre a  far “mangiare” per altri cinque anni politici da cui non compreresti un’auto usata. E c’è un elettorato che ha visto tanti insospettabili attivarsi per le primarie, per il miraggio di un rinnovamento dal basso della classe politica siciliana e per l’affermazione di una candidatura alla presidenza della regione, mal digerita dai partiti, ma premiata poi dal consenso popolare. Non si può giocare però con le speranze della gente. In mezzo a tante speranze e fermenti ho visto anche tanta ingenuità e deliri di onnipotenza: in politica l’ingenuità è dannosa quanto quella corruzione che si vorrebbe, magari, combattere. Non conoscere il campo di battaglia o sopravvalutare le proprie forze e sottovalutare, magari, quelle dell’avversario è un errore blu di strategia, sanzionato sin dai tempi di Sun Tzu, il leggendario generale cinese contemporaneo di Platone. Chi ha deciso le candidature della “Lista Rita”, quella che, grazie al modesto apporto di tanti illustri sconosciuti, non ha superato la soglia di sbarramento del 5% buttando a mare il più diretto frutto delle primarie? Gli elettori hanno il diritto di conoscere i nomi dei responsabili e di avere da costoro la garanzia che non si cimenteranno mai più in competizioni elettorali. La politica non è come lo sport: l’importante non è partecipare, ma vincere, pur con mezzi democratici e strategie intelligenti, altrimenti serve a poco immaginare per la Sicilia “un’altra storia”.

 

CYBERDEMOCRACY (DEMOCRAZIA DIGITALE)

lunedì, 29 maggio 2006

Chi sarà il prossimo presidente della Regione Siciliana? Da chi sarà composto il nuovo "consiglio di amministrazione" della Sicilia, votato ieri dal 59,17% dei 4.524.895 "soci" con diritto di voto sul totale di 4.968.991 membri della società siciliana? Lo sapremo tra qualche ora. Quello che sappiamo già da ora, invece, è che si è trattato di elezioni con un importante elemento di novità: il visibile ingresso della cyberdemocracy, della "cittadinanza attiva" digitale. Sono da sempre convinto che la rete rappresenti uno spazio di libertà di opinione e di comunicazione, anche politica, potenzialmente capace di contribuire ad elevare la qualità della partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa e democratica, al di là della pur necessaria intermediazione dei partiti. Ne sono esempi questo blog, nato nel settembre 2004, il forum www.dnasicilia.com che lo ha integrato nel gennaio 2005, il blog di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it), sempre del gennaio 2005, dal quale è poi nato a Palermo il portale "Bispensiero" (www.bispensiero.it) che, forte dei suoi 560 blogger in piena sinergia con le provocazioni di Beppe Grillo (considerare i politici come dei nostri "dipendenti"), ha dato vita all’evento mediatico di queste elezioni: la dissacrante inchiesta (www.disonorevoli.it) sui parlamentari siciliani, con più di 200.000 contatti on line e un "contratto" con i candidati alla presidenza della regione cui hanno aderito la Borsellino, Musumeci e Cuffaro, oltre ad altri semplici candidati. Cosa proponeva questo contratto? Un impegno ad attuare una trasparenza amministrativa sostanziale ("senza escludere i dati riferiti a: stipendi dei politici, missioni e costi, contributi ai partiti, ore di lavoro in aula e commissioni, presenze in aula e nelle commissioni, incarichi esterni, costi delle consulenze,campagne pubblicitarie e scelta delle relative agenzie, appalti per servizi interni e le forniture della sede del parlamento regionale") e un abbattimento dei costi dei parlamentari regionali. Chiunque sarà il nuovo presidente non potrà non tenere conto di questo impegno e, se non dovesse adeguatamente onorarlo, dovrà vedersela con cittadini attivi e organizzati capaci per competenze e diffusione sul territorio di dispiegare un effettivo controllo sui vari livelli di governo locale. Negli Stati Uniti i blogger rappresentano un pungolo costante ed incontrollabile dei politici. Hanno spesso sbugiardato i candidati grazie ad una copertura del territorio che le stesse testate giornalistiche non hanno. L’immagine, tratta dal sito www.nycbloggers.com riporta i blogger di New York City divisi per stazione della metropolitana: anche se non tutti commentano fatti della vita sociale ed amministrativa, quelli che lo fanno già bastano. Ciascun blogger è impegnato in una scommessa con i propri lettori circa l’attendibilità, l’autorevolezza e l’indipendenza dei fatti che racconta o delle opinioni che esprime. Quando si dice che l’informazione è potere, si pensa generalmente alle scalate per il controllo di quotidiani (es. RCS) o alle grandi concentrazioni mediatiche, dimenticando che la libera circolazione delle idee e delle informazioni tra i cittadini è una forma di potere che bilancia il primo. Dell’evento "disonorevoli.it" vari media su carta stampata e on line hanno dato notizia e risonanza. Il "Giornale di Sicilia" ha brillato invece per il silenzio che ha riservato a quanto gli riferiva l’ANSA. Un tempo sarebbe stato un problema, oggi non più. 

COME FARSI UNA RICCA RENDITA VITALIZIA E VIVERE FELICI

martedì, 23 maggio 2006

Venti anni fa il sistema bancario italiano scoprì il grande business del risparmio gestito e, mentre sino ad allora il risparmio era una "virtù" celebrata dalle banche solo un giorno all’anno (quando regalavano salvadanai ai bambini delle scuole elementari), da allora divenne oggetto di imponenti e raffinate campagne di marketing alla stregua dei prodotti di più largo consumo. Il marketing vuole poi che le strategie siano adattate ai vari segmenti di mercato e, quello più ricco, vide l’affermazione, anche in Italia, di figure professionali specializzate quali i private banker. Certo, nessun private banker potrebbe seriamente prospettare investimenti ad alto ritorno finanziario quali quelli prospettati dalle campagne elettorali siciliane. Vediamo costi e rendimenti. Quanto costa una campagna elettorale con gigantografie sulle facciate dei palazzi, settimane e settimane di martellamento di manifesti elettorali, cene con migliaia di invitati e ricchi buffet nelle ville settecentesche della Piana dei Colli? Quanto costano i pacchi di voti (questa mattina al mercato davano 350 voti a € 15.000) o i videotelefonini omaggio da inaugurare, magari, all’interno del seggio? Alcune campagne di candidati da cui non compreresti un’auto usata, ma che otterranno comunque migliaia di preferenze, costano sicuramente un’indecente valanga di soldi: centinaia di migliaia e anche un milione di euro! Qual è il "ritorno" di questi "investimenti" che con la democrazia hanno così poco in comune? Ce lo ha rivelato l’inchiesta www.disonorevoli.it : un capitale di € 1.400.000 nei cinque anni di legislatura e una rendita vitalizia fino a € 22.000 mensili (pari al 100% dell’emolumento) per chi fa due legislature. Nessuna banca o assicurazione ha mai dato tanto! Per un futuro così, non sareste disposti anche voi ad "amare la Sicilia e i siciliani"? Il guaio è che ci sono siciliani così fessi che per mangiare a sbafo una sera fanno "mangiare" per cinque anni un parassita … 

NAPOLI 1799

giovedì, 18 maggio 2006

La Storia è maestra di vita e spesso si ripete. Sono particolarmente affezionato ad una breve pagina di storia: quella della Repubblica Napoletana del gennaio-giugno 1799. Napoli era allora una delle città più colte d’Europa, grazie alla sua antica università (quella di Palermo è molto più recente) che aveva generato una classe di intellettuali illuminati. Erano anni vissuti molto intensamente e pieni di eventi clamorosi: dalla rivoluzione francese del 1789 a Waterloo (1815) trascorsero solo venticinque anni e in questi si affermò e concluse l’intera l’epopea napoleonica! Con Napoleone che avanza in Italia, il re delle Due Sicilie, Ferdinando IV di Borbone, marito di Maria Carolina (sorella di quella Maria Antonietta che perse la testa sul patibolo), abbandona Napoli e si rifugia a Palermo (alla Palazzina Cinese) scortato dalle navi dell’ammiraglio Nelson (che ricompenserà in seguito con la Ducea di Bronte). I fermenti rivoluzionari portano un gruppo di intellettuali napoletani, tra cui Eleonora Pimentel Fonseca, a proclamare la Repubblica Napoletana con una costituzione che, facendo un salto nel futuro, anticipa principi che saranno ripresi solo cento anni dopo. Ciò che però comprende questa classe di intellettuali (es. abolizione del divieto di matrimonio tra appartenenti a classi diverse) non è patrimonio morale della più ampia popolazione che ama il "popolare" re perchè va a caccia e pesca e vende il bottino al mercato. Monta la reazione capeggiata dal cardinale Ruffo di Calabria (un laico, non un religioso) che assolda briganti e galeotti promettendo loro l’impunità e l’amnistia: l’esercito "sanfedista" dei difensori della santa fede. E’ sempre pericoloso e controproducente promuovere in Italia sentimenti antireligiosi, quali quelli rivoluzionari. Gli intellettuali napoletani dovettero presto capitolare, i francesi non potettero sostenerli e Ferdinando IV ordinò che fossero tutti giustiziati, compresa la Pimentel Fonseca. Fu impiccato sulla nave di Nelson (che, con la scusa di non farla cadere in mani francesi, fece bruciare la potente flotta napoletana) persino l’ammiraglio Caracciolo, reo di avere riconosciuto il nuovo regime repubblicano quando il re era fuggito. Napoli si privò di una generazione di sognatori e dei loro sogni e si trascinò contro l’incedere della modernità, stancamente, per un altro po’. 

Cosa ci può insegnare questa pagina di storia? Penso ai fermenti che dalla stagione della "primavera" animano, pur con alti e bassi, da venti anni questa città. Penso alla nobiltà di certi ideali e alla ingenuità con cui sono stati spesso sfortunatamente proposti. Penso alla dispersione di un patrimonio di speranze e alle nuove opportunità che elezioni primarie e candidature sorte al di fuori delle logiche dei partiti stanno alimentando. Penso però anche che certi politici, cui la decenza dovrebbe imporre di far meno i "cattolici ufficiali" si ergono oggi a difensori dei valori religiosi, della famiglia e dei "moderati": come si può essere moderati se dei banditi occupano posti di potere nelle Istituzioni? Penso, infine, che una battaglia vada combattuta semplicemente perchè giusta e non perchè sia sicura la vittoria e che il futuro non debba necessariamente essere la perpetuazione del passato o del presente: meglio avere una speranza di cambiamento da giocarsi che rinunciarvi in partenza per partito preso (è proprio il caso di dirlo), per cinismo o per viltà. Non basta, però, essere convinti di combattere per una giusta causa, appagati solo dai propri nobili ideali: la Repubblica napoletana è caduta a causa della incapacità dei suoi promotori di elaborare una strategia di azione e una comunicazione veramente efficace. In politica, l’ingenuità non è meno dannosa della disonestà. Serve a poco guardare lungo se poi si fanno perdere altri cento anni per vedere realizzati i propri sogni: impariamo le lezioni della Storia!

PROGRAMMI A CONFRONTO

lunedì, 15 maggio 2006

Ecco il programma di Totò Cuffaro

http://www.totocuffaro.it/programma_web.pdf 

e quello "partecipato" di Rita Borsellino

 http://www.ritapresidente.it/Programma_Partecipato_Rita_Presidente.pdf .

Se vogliamo cominciare a realizzare un controllo dal basso del governo regionale, può essere opportuno scaricare e conservare i due documenti per un utile confronto, oggi, e per una doverosa verifica, domani.

PERCHE’ IL CALCIO SCANDALIZZA E LA POLITICA NO?

lunedì, 15 maggio 2006

Se non ci fosse una questione morale, la cui soluzione non si può procrastinare oltre (non mi riferisco al mondo del calcio, ma alla più grave situazione del mondo della politica dove accade pure che dei fuorilegge facciano le leggi), l’Italia sarebbe un Paese normale che, all’indomani di una competizione elettorale, anche accesa nei toni, avrebbe una dirigenza, nuova oppure riconfermata, che rappresenterebbe tutti e in cui tutti si potrebbero vedere istituzionalmente rappresentati. Oggi, invece, il Paese è spaccato apparentemente da una questione politica, destra-sinistra, mentre è attraversato, trasversalmente ai due schieramenti, da una più profonda spaccatura sulla concezione del livello minimo che dovrebbe avere la decenza civile e morale di un Paese. Come se nulla fosse, un ex Presidente del Consiglio, plurindagato, evita un secondo livello di giudizio grazie alla legge fatta dal suo avvocato difensore. Un suo ex ministro e legale di fiducia evita invece la galera grazie ad altra legge ad personam. E si potrebbe continuare, chiedendosi se la legge sia ancora uguale per tutti, se i politici siano più "uguali" degli altri, ma soprattutto perchè la gente tolleri tutto questo. Forse perchè distratta dal calcio e dagli spettacoli TV, versione moderna del panem et circenses del potere romano di un tempo. Il risultato di questo continuo seminare reciproci sospetti ("magistratura ad orologeria") ed insofferenze (berlusconite) è l’esito delle recenti elezioni nazionali che rischia di bloccare il Paese per problemi apparenti (comunistofobia), mentre ben altri sono i problemi da affrontare. Coloro che si apprestano ad esprimere in Sicilia un voto ancora libero, conviene che diano un’occhiata all’inchiesta più provocatoria che sta girando in questi giorni su internet: www.disonorevoli.it .

VOTO DISGIUNTO

mercoledì, 10 maggio 2006

Una particolarità delle elezioni regionali siciliane consiste nella possibilità di votare disgiuntamente il candidato alla carica di Presidente della Regione dal voto di preferenza ad uno dei candidati delle liste dei vari schieramenti. Un’opportunità, invero, non tanto per gli elettori del centrosinistra quanto per quelli del centrodestra che potrebbero essere non tutti disponibili a votare il Presidente uscente, Totò Cuffaro, ma neanche la sfidante Rita Borsellino. Per un caso "Strano", sarà l’ex presidente della Provincia di Catania, Nello Musumeci, ad offrire questa alternativa. I suoi voti alle scorse nazionali (oltre 30.000) avrebbero consentito alla CdL di battere l’Unione … che si ripeta il miracolo?  

PIAZZA MAGIONE

sabato, 6 maggio 2006

C’era una Palermo bella, allegra e soprattutto presentabile ieri sera a Piazza Magione. Migliaia di ragazzi, famiglie e persone di tutte le età hanno risposto all’invito del Comitato AddioPizzo a partecipare alla prima giornata "pizzo free" in una città dove più dell’ottanta per cento degli esercenti attività commerciali paga il pizzo. C’erano gli stand dei commercianti che hanno fatto la scelta contraria e tanti privati cittadini (ad oggi 7.300) che si sono impegnati pubblicamente (con il proprio nome pubblicato ieri l’altro sul principale quotidiano locale) ad indirizzare verso di loro i propri consumi "critici". E’ sempre piacevole fare shopping, ma quello di ieri sera aveva un’emozione particolare. Ho comprato un set di spiritosi boxer allo stand della Sigma, dalle mani di Davide e Pina Grassi (d’ora in poi indosserò solo quelli di questa ditta). Non ho potuto non pensare a quella mattina del 29 agosto 1991, quando -alle 7:30- fui svegliato da alcuni colpi di arma da fuoco e, sceso per strada, trovai riverso il corpo di un uomo colpito alle spalle di cui in seguito appresi il nome: Libero Grassi. Qualcosa è cambiato in questi anni anche in una città paludosa come Palermo e se penso che, in meno di due, un gruppo di anonimi ragazzi è arrivato a tanto, non posso non ricordare a me stesso che un gesto anche piccolo e personale può contribuire ad avviare forti accelerazioni nella crescita civile (www.addiopizzo.org).

DISONOREVOLI

venerdì, 5 maggio 2006

Se la Sicilia fosse una società di persone con cinque milioni di soci (per nascita, ma con diritto di voto limitato ai soli maggiorenni), un fatturato di 23 miliardi di euro e un consiglio di amministrazione in scadenza, da rinnovare il 28 maggio, quale attenzione verrebbe riservata alla valutazione dell’operato degli amministratori e alla scelta del nuovo consiglio di amministrazione e del nuovo amministratore delegato?

Per poter fare una valutazione su chi sono, cosa hanno fatto e quanto ci sono costati in questi cinque anni i 90 deputati in scadenza, suggerisco la spietata e documentata indagine di www.disonorevoli.it .

CONSUMO CRITICO

martedì, 2 maggio 2006

L’ho già ricordato: confesso di aver cominciato a scrivere questo blog, nel settembre 2004, grazie alla provocatoria affissione di manifestini listati a lutto ("Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità") ad opera di un -allora- anonimo gruppo di ragazzi, a fine giugno dello stesso anno. Continuo a considerare questa originale iniziativa come una delle più efficaci contro la comune mentalità mafiosa, quella che coinvolge anche le vittime, oltre che i carnefici, di tante violenze e soprusi. L’elenco, presentato oggi allo Steri, dei primi 100 commercianti che dichiarano pubblicamente di non pagare il pizzo è un ulteriore passo avanti verso la promozione di una economia fondata sulla legalità. Più di 7.000 palermitani si sono impegnati a dare un incentivo economico a questa protesta indirizzando i propri consumi presso questi esercizi. E’ stata anche una felice scoperta scorrere questi nomi (http://www.addiopizzo.org/pizzofree_alfa.asp).