Archivio di dicembre 2006

NON PRENDIAMOCI PER IL COOL

venerdì, 22 dicembre 2006

Buone feste!

Foto di Lucio Forte

SIAMO IN COPERTINA SU “TIME”!

domenica, 17 dicembre 2006

L’internauta. E’ lui la Persona dell’anno 2006 per la rivista Time. Il settimanale, pubblicando in copertina un computer con uno specchio al posto dello schermo, ha scelto come simbolo dell’anno che sta per concludersi "You", cioé "tutte le persone che hanno partecipato all’esplosione della democrazia digitale" usando Internet per diffondere parole, immagini e video, contribuendo al successo di siti come ‘YouTube’ o ‘MySpace’.
"Se voi scegliete un individuo dovete giustificare come questa persona ha influenzato milioni di altre persone – ha detto un dirigente di Time – Ma scegliendo milioni di persone, come è accaduto quest’anno, non ci obbliga ad alcuna giustificazione". I responsabili del settimanale spiegato che la rosa finale dei possibili candidati al titolo di "Persona dell’Anno" comprendeva il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, il presidente cinese Hu Jintao, il leader nordcoreano Kim Jong-il e l’ex segretario di Stato Usa James Baker (capo della commissione bipartisan sull’Iraq), con una leggera preferenza per l’iraniano.
Ma alla fine, dopo prolungata riflessione è stato deciso di andare in un’altra direzione celebrando l’esplosione del World Wide Web: tutti coloro che hanno contribuito a questo fenomeno, secondo il settimanale, meritano di essere designati "Persona dell’Anno". Da qui l’idea di porre uno specchio sulla copertina del numero che comparirà lunedì in edicola. Non è la prima volta che Time evita di scegliere una persona per il suo celeberrimo annuale. Nel 1966 fu scelta la generazione degli under-25, nel 1975 vennero designate le donne americane, nel 1983 fu la volta del computer.
"Lo strumento che rende tutto questo possibile è il World Wide web – ha spiegato Time – E’ uno strumento per mettere insieme i piccoli contributi di milioni di persone e trasformarli in un fenomeno dalle notevoli conseguenze".
In passato "i giornalisti avevano il potere esclusivo di portare la gente in luoghi dove non era mai stata – sottolinea il giornale – Ma adesso una madre a Bagdad munita di videotelefono può mostrare a tutto il mondo le conseguenze di un attentato".
L’anno scorso Time aveva scelto come "Persone dell’Anno" i ‘Buoni Samaritani’ Bill e Melinda Gates e la rock star Bono Vox. Nel 2004 la scelta era caduta sul presidente americano George W. Bush. Nel 2003 era stato designato "Il Soldato Americano". Ma quest’anno, stando al settimanale, "siamo tutti Persone dell’Anno".

BIOENERGIA

giovedì, 14 dicembre 2006

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Quello della foto accanto è un campo di produzione di bioenergia. L’energia è un fattore strategico di sviluppo per cui si fanno guerre, anche con la scusa della democrazia in formato export. La Sicilia, come ho già scritto tante altre volte, potrebbe candidarsi ad essere un territorio internazionalmente riconosciuto per la sua qualità della vita: una condizione potrebbe anche essere rappresentata dalla produzione di energia da fonti alternative a quelle fossili. All’eolico, al fotovoltaico e al solare termodinamico, potrebbe aggiungersi il biodiesel. In Sicilia ci sono un milione di ettari di terreni adibiti a culture cerealicole ormai antieconomiche. Ci sono delle raffinerie. Ciò che ci potrebbe essere, invece, sono delle coltivazioni di piante anche sconosciute, come la Jatropha, che attecchiscono in terreni anche semiaridi e hanno una buona resa in termini di produzione di biodiesel. Ci vorrebbe però una politica intelligente e pragmatica sostenuta da politici lungimiranti. E, per chi avesse paura dello sconvolgimento dell’identità botanica isolana, varrebbe la pena di ricordare che le arance o i fichi d’india o i ficus con radici pensili dei nostri giardini sono stati tutti un tempo importati. Mentre, per chi volesse approfondire l’argomento, anche in termini di business plan: http://www.floraecopower.com/Eng/index.asp . 

CHE RUBBIA!

lunedì, 11 dicembre 2006

Era da tempo che avevo voglia di tornare sull’argomento dopo aver letto su "Il Sole 24 Ore" che ENEA ed ENEL, dopo che il premio nobel Rubbia se ne è andato in Spagna, pensano ora di realizzare a Priolo Gargallo (SR) un impianto ridotto da 5 MW sui 20 previsti dall’originario progetto Archimede. La trasmissione Report ("A tutto gas") del 29 ottobre ha ricostruito i fatti di questa vicenda che si è consumata tra l’indifferenza della classe politica isolana e gli interessi delle lobby petrolifere.

[[SPEZZA]]http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1068853,00.html

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Sarà per affinità culturale se in Italia l’unica regione che sta facendo le stesse cose è L’Alto Adige. In Germania a fine 2005 con il fotovoltaico hanno prodotto 603 megawatt e noi 5! Di diverso i tedeschi hanno meno grovigli di norme, e sopratutto le applicano. Noi ci siamo inventati le fonti assimilabili, e gli incentivi li diamo ai Merloni, Garrone, Lucchini, Falk, Eni, Moratti che anziché pagare per smaltire gli oli combustibili pesanti che provengono dalla lavorazione del petrolio, li bruciano, ricavano energia e incassano dalla nostra bolletta. Loro ottengono il certificato verde. Il Nobel Rubbia che voleva fare una centrale elettrica ad energia solare, non gliel’anno dato. Adesso diciamo di voler fare alla tedesca. Siccome Rubbia se lo sono intanto preso gli spagnoli, Fra qualche anno probabilmente diremo “facciamo alla spagnola”

MICHELE BUONO (fuori campo)
Niente certificato verde. Per la legge italiana da quegli specchi non sarebbe mai venuta fuori energia rinnovabile. Poi qualche battuta di troppo sullo stato della ricerca in Italia e il prof. Rubbia si è giocato pure la presidenza dell’Enea. Brutto carattere il prof. Rubbia! Se n’è andato dall’Italia!Madrid. Questa è la Moncloa, la città universitaria. Qui c’è il Ciemat, il principale centro di ricerche energetiche e ambientali del Paese. Il corrispettivo dell’Enea in Italia. E’ venuto a lavorare qui Rubbia.Professore l’ha ottenuto poi il certificato verde?

CARLO RUBBIA- fisico
…Ah sì, sì qui lei ha la tabella completa di tutte le misure fatte, lei vede che in Spagna ci sono molti…venti impianti di cui si parla adesso ,insomma in Spagna la produzione industriale del solare termodinamico è partita!

MICHELE BUONO (fuori campo)
Grazie al regio decreto 436/2004 del Ministero dell’Economia che considera il solare termico una fonte rinnovabile e le consente di ottenere la tariffa incentivante. Quello che non è successo in Italia.

JUAN ANTONIO RUBIO- direttore generale Ciemat
Mi perdoni, non conosco i particolari della legge e della politica italiana ma posso assicurarle che l’energia generata dall’ipotetico progetto Archimede funziona: è perfettamente rinnovabile e pulita. Perché non è stata considerata pulita non lo so. Però è pulita e rinnovabile, glielo assicuro ! E il prof. Rubbia è un’autorità mondiale nel campo, ma non solo in questo. E sapendo, lui, quali sono i nostri progetti al Ciemat, l’ho invitato a collaborare con noi e sono molto onorato che abbia deciso di accettare. Non si tratta che io voglio portar via dall’Italia un genio, no. Si tratta che abbiamo un progetto professionale di grande portata e se il genio italiano ha deciso di collaborare con noi, sono contento. E’ magnifico!…

MICHELE BUONO (fuori campo)
E sono quasi trent’anni che la Spagna ha puntato sul Sole per farlo diventare un carburante in grado di muovere centrali elettriche. Strade dell’Andalusia, da queste parti ci girava i western Sergio Leone. Questa è la piattaforma solare di Almeria, è qui che si fanno gli esperimenti per catturare la forza del sole. Eccoli qua gli specchi di Rubbia: concentrano il calore e l’energia del sole e lo scopo è generare alte temperature per far girare turbine e produrre elettricità.

DIEGO MARTINEZ PLAZA- direttore piattaforma solare Almeria
La differenza è che in una centrale elettrica convenzionale si brucia un combustibile fossile come il carbone, il petrolio, il gasolio, per produrre vapore e far muovere una turbina per produrre elettricità. Quello che facciamo qui è sostituire una caldaia che brucia combustibile fossile con l’energia del sole…

MICHELE BUONO (fuori campo)
E siccome il sole va e viene, l’idea di Rubbia è una miscela di sali fusi per accumulare quell’energia e renderla disponibile sempre, anche quando il sole non c’è.

CARLO RUBBIA- fisico
Il sole brilla in Spagna quanto brilla in Italia e quindi si può fare in qualunque di questi posti. Ci sono molti posti in questo mondo particolarmente importanti, sono i posti della regione dell’Africa del nord, per esempio dove esistono delle grandissime superfici libere, disponibili e molti dei paesi che potrebbero utilizzare in maniera massiva questo calore solare, sotto forma di energia elettrica, come vorrei sottolineare ancora una volta di più, un m2 di terreno nel sud dell’Italia o diciamo in Algeria o in Marocco produce ogni anno l’equivalente di un barile di petrolio. Quindi un barile di petrolio è il prodotto dell’energia termica equivalente da ogni m2, quindi delle distribuzioni di superficie relativamente modeste, di un certo numero di ettari, permettono di raccogliere potenze considerevoli.

MICHELE BUONO (fuori campo)
Quindi un metro quadro di terreno con gli specchi che fa elettricità elimina un barile di petrolio l’anno. Una centrale solare da 50 Mw sta su un km2, dà corrente a una città di 50.000 abitanti ed elimina 1.000.000 di barili l’anno di petrolio.

CARLO RUBBIA- fisico
…Molti dei paesi dell’Africa non hanno nulla ma se avessero il solare potrebbero venderci l’energia elettrica e in questo modo ripagare anche le loro proprie attività.Io non vedo per quale motivo non si possa avere che l’energia fatta in Italia o a Parigi o a Berlino o a Madrid, non possa essere dell’energia che viene alimentata attraverso un cavo da l’Algeria, il Marocco, la Libia, il Chad, quello che vuole lei!

MICHELE BUONO
E si dà un valore economico al deserto?

CARLO RUBBIA- fisico
E quindi questo deserto che non è utilizzato per niente altro, cosa vuole di deserto ce n’è finché vuole!La guerra è determinata essenzialmente dalle scelte di pochi che controllano la situazione di molti, questo è il grosso problema degli scambi, dei controlli, dei contrasti, abbiamo visto il gas è un problema politico, il petrolio è un problema politico! Perché? Perché ci sono pochi paesi che hanno il petrolio e tanti paesi che ne hanno bisogno. Nel caso del solare non esiste questa cosa, come dicevo la stessa quantità di sole che lei trova in Spagna la ritrova nel sud dell’Italia, la trova in Grecia, la trova in Turchia e la trova anche nel Mediterraneo, quindi è ovvio ed evidente che non sarà mai un meccanismo di scontro politico.

MILENA GABNELLI IN STUDIO
Era un progetto Enel quello che Rubbia avrebbe voluto fare da noi, a Priolo, ma il prototipo è rimasto ad impolverarsi all’Enea. E sul progetto c’è tutta la grande industria del settore e la tecnologia applicata. Invece in Italia gli spagnoli piazzeranno i loro rigassificatori. E se ci lasciamo scappare i Nobel cosa ci importerà mai di un semplice ricercatore Fiat.

AIAMOLA ON LINE

venerdì, 8 dicembre 2006


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Sul blog palermitano "multiautore", "Rosalio" http://www.rosalio.it/2006/12/07/aiamola-e-la-torre-di-mondello/#comments, ho dato notizia del sito internet dell’Associazione Aiamola www.aiamola.it che si propone, come in precedenza raccontato, il recupero della torre di avvistamento della piazza di Mondello. Per chi ne condividesse le finalità, è ora possibile associarsi anche on line. Sarebbe cosa buona e giusta … 

Aiamola e la torre di Mondello

mercoledì, 6 dicembre 2006

Ha un qualcosa di “esortativo” il termine “aiamola” che, poco più di un anno fa, una decina di professionisti palermitani (tra cui il sottoscritto) hanno scelto per dar vita ad una associazione che si propone di recuperare un pezzo della storia di Mondello quale è la torre di avvistamento della sua piazza: “aMiamola”, facciamo qualcosa di personale e concreto per la nostra città, attraverso le nostre competenze professionali! È stato questo lo spirito con cui è nata l’Associazione “Aiamola”, come una scommessa per adulti socialmente responsabili e consapevoli che i “fatti” costituiscono l’argomento più convincente per aggregare altri. “Aiamola” è un grido dei canti di lavoro dei vecchi tonnaroti che ci ricorda che, dal XV secolo sino al secondo conflitto mondiale, la pesca del tonno è stata la principale attività economica del borgo marinaro di Mondello, prima che l’operazione di bonifica e di sviluppo immobiliare dei primi del novecento la urbanizzasse così come la vediamo oggi. La torre di avvistamento e di difesa contro le incursioni dei pirati, con l’annessa casa del “rais”, rappresentavano l’ultima memoria della tonnara e versavano in uno stato di grave abbandono e degrado. L’incontro casuale tra il privato proprietario e Angelo Agnello, ingegnere e leader dell’iniziativa, ha sortito una singolare negoziazione: un lungo affitto della torre contro il costo del suo restauro, finanziato dalla vendita degli spazi pubblicitari del ponteggio, dalla sottoscrizione delle quote associative, dalla vendita dei biglietti del museo multimediale che sarà allestito all’interno della torre circa la vita e l’economia delle tonnare siciliane e da altri eventi culturali che sarà possibile organizzare, non ultimo, nella terrazza della torre con vista tanto esclusiva e incredibilmente ricca di suggestioni. Sinergicamente, ma autonomamente dall’attività dell’Associazione, i vecchi magazzini della tonnara dovrebbero essere adibiti a locale di ristorazione specializzato sul tema culinario del tonno. Il sito dell’Associazione “Aiamola”, oltre a riportare informazioni sulla storia della torre e sul suo progetto di restauro (con tanto di foto e anche di registrazioni di vecchi canti di lavoro), consente di diventarne membri on line come “soci ordinari” – con una quota molto accessibile – ovvero “sostenitori”. Soci “onorari” saranno invece i vecchi pescatori o tonnaroti superstiti di Mondello. È un’iniziativa totalmente privata, ma che ha sinceramente a cuore di diventare molto “pubblica”, sia numericamente che emblematicamente.