Archivio di gennaio 2007

PARLIAMO DI CENTRO STORICO

lunedì, 29 gennaio 2007

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Segnalo un intelligente e spiritoso blog ("Parliamo di città") http://www.parliamodicitta.blogspot.com/ di tre laureandi in architettura che ho scoperto attraverso un commento al mio ultimo contributo a "Rosalio" http://www.rosalio.it/2007/01/28/migliorare-la-qualita-della-vita-nel-centro-storico/#comments .

Il taroccamento della campagna di comunicazione del Comune è colta e imperdibile (V. foto).

 

Migliorare la qualità della vita nel centro storico

domenica, 28 gennaio 2007

I sindaci che si sono succeduti, dalla metà degli anni ottanta sino ad oggi, hanno contribuito, chi più chi meno, a favorire investimenti privati nel centro storico, una vasta area urbana abbandonata al suo degrado nel dopoguerra. Basta però, per il ben vivere dei cittadini, favorire la ristrutturazione di case, magari confortevoli al proprio interno, ma inserite in un contesto di inquinamento atmosferico ed acustico causato da un traffico veicolare caotico e paralizzante, quale quello del centro storico che conosciamo oggi? Evidentemente, no.

È buona regola che le scelte coraggiose – e talvolta impopolari – vadano fatte all’inizio del mandato, quando l’elettorato avrà poi tutto il tempo necessario per comprenderle e apprezzarle. Quale potrebbe essere allora, per il prossimo sindaco di Palermo, una politica fatta di scelte, magari coraggiose, ma sicuramente idonee a trasformare il centro storico in un’area caratterizzata da una elevata qualità della vita urbana?

Penso che la scelta fondamentale sia quella di arrivare a chiudere il centro storico al traffico veicolare privato, trasformando in un’occasione di lavoro la soluzione del conseguente problema della mobilità privata.

Due osservazioni preliminari:

  • Il centro storico, a differenza di altre aree urbane, per la sua specificità architettonica e urbanistica, è godibile soprattutto a piedi oppure in bicicletta, magari con bici elettriche: i motorini non sono infatti meno inquinanti delle auto, sia per i gas che per i rumori che producono.
  • Una politica modernamente intesa dovrebbe avere ben presente come il proprio compito sia quello di creare le condizioni perché l’iniziativa economica privata crei occasioni di lavoro piuttosto che stipendiare direttamente – o indirettamente – i senza lavoro, impegnando risorse pubbliche per mansioni improbabili, anche se utili in chiave clientelare (si pensi alla “conta dei tombini” della tragicomica cronaca degli ultimi mesi).

Senza andare lontano in cerca di qualità della vita, nell’isola di Panarea la mobilità privata, in assenza di auto, è efficacemente assicurata, tutto l’anno e 24 ore su 24, da servizi privati di auto elettriche (tipo golf car) che trasportano persone e merci a zero emissioni e con l’inquinamento acustico di un sibilo. Basterebbe allora favorire la costituzione di cooperative private in concorrenza tra loro (attingendo a tutte le declinazioni del lavoro precario) da impegnare nei servizi alla mobilità privata dei circa 250 ettari del nostro centro storico. Le auto private, di residenti e non, potrebbero essere custodite in auto silos posti ai limiti del perimetro chiuso al traffico (stranamente ce ne sono a Catania e a Messina, ma non a Palermo), costituendo così un’altra opportunità di business indotto. Mezzi pubblici, autoambulanze, forze dell’ordine e un numero controllato di operatori (es. rifornimento merci dei mercati storici e degli altri esercizi commerciali, mezzi dei cantieri, ecc.) avrebbero invece accesso alla stessa area attraverso colonnine retrattili telecomandate, così come avviene in molti centri storici del nord Italia e d’Europa.

Se la chiusura del traffico privato dovesse risultare, almeno inizialmente, una misura troppo drastica per i residenti, si potrebbe consentire loro l’accesso, per un periodo di tempo limitato (ad esempio, alla costruzione degli auto silos), in modo da arrivare in due tempi all’obiettivo finale della completa chiusura al traffico veicolare privato.

Per ottenere un sufficiente consenso sociale su di una misura di questa portata, bisognerebbe dimostrare ai commercianti (che sono comunque una minoranza della popolazione, anche se sovente pretendono di condizionare la città a miopi esigenze di bottega) e ai residenti del centro storico che, a fronte di innegabili limitazioni alla mobilità personale, essi godrebbero dei seguenti vantaggi:

  • il centro storico di Palermo si trasformerebbe in un’isola di qualità della vita (libera da inquinamento atmosferico ed acustico) in un contesto architettonico e urbanistico che avrebbe poco da invidiare ai più rinomati centri storici d’Italia e d’Europa;
  • come diretta conseguenza di questo salto della qualità della vita urbana, esso diverrebbe un’opportunità di investimento residenziale di ben altro livello rispetto all’attuale situazione, sia per i palermitani che per “immigrati ad alto reddito”, italiani e non, con creazione di valore immobiliare vero e riconoscibile (e non banalmente speculativo come avviene oggi);

  • conseguentemente, anche il valore delle location commerciali attualmente presenti nel centro storico subirebbe un innalzamento di valore che consentirebbe, a chi volesse cimentarsi con la nuova tipologia di residenti o di frequentatori e viaggiatori, di affrontare nuove opportunità di business mentre, a chi non le sapesse o non le volesse sfruttare, di monetizzare il valore di immobili od avviamenti commerciali, da reinvestire eventualmente altrove;
  • si creerebbe lavoro vero per il business della mobilità privata all’interno del centro storico, mentre anche i servizi di taxi, sicuramente disinteressati ai brevi percorsi interni, ne avrebbero una positiva ricaduta per i collegamenti da e per il centro storico;
  • il centro storico si dovrebbe dotare di infrastrutture (auto silos) il cui business sarebbe una conseguenza della chiusura al traffico con un “mercato” stabile quale quello dei residenti per i quali costituirebbe una sorta di “garage di quartiere”.

Non è forse vero che il peggior modo per assicurarsi un futuro migliore sia quello di immaginarlo come la semplice continuazione dell’esperienza del presente o del recente passato?

FINALMENTE QUALCUNO L’HA DETTO …

martedì, 23 gennaio 2007

Impagabile servizio de "Le Iene" sulla più improbabile campagna pubblicitaria su Palermo: quella adottata dall’amministrazione Cammarata giunta in scadenza. Andato in onda ieri sera: http://www.iene.mediaset.it/video/video_1867.shtml .

Foto di Lucio Forte

ELASTICITA’ PANORMITA

lunedì, 22 gennaio 2007

 

Tutto si può dire dei palermitani: tranne che manchino di elasticità. Un venditore di panini ripieni di note frattaglie (pani ca’ meusa) esercitava il suo commercio sul marciapiede della chiesa che domina la piazza della Kalsa, oggi in restauro. Non sottilizziamo se avesse o meno un diritto per farlo: in quale altra città i responsabili del cantiere adatterebbero il laminato ondulato a tale negozio ambulante? Solo a Palermo!

Cacciatori di teste

venerdì, 19 gennaio 2007

Dopo quasi sei anni i cittadini di Palermo saranno chiamati in primavera a confermare o sostituire gli attuali amministratori, sindaco e consiglieri comunali, in carica dal 2001. Se invece che comuni cittadini, fossimo gli azionisti di una società quotata, questi sarebbero giorni di valutazioni, bilanci e…di tanto lavoro per i cacciatori di teste.

Mentre la politica sembra sempre più fatta di leggi di natura finanziaria, di tagli e di numeri, quasi si parlasse della conduzione di un’azienda, nella selezione dei politici non si adottano mai i criteri tipici di una grande azienda quale, per analogia (dimensione del budget, numero di dipendenti, ecc.), potrebbe essere considerato un comune o una regione. Come mai, infatti, si è attenti alla scelta dei manager di società quotate in cui sono investiti i nostri risparmi e che sono accuratamente selezionati da società di executive search (es. Egon Zehnder) mentre si affidano invece, non i nostri risparmi, ma addirittura la qualità della nostra vita urbana (compreso il futuro e il benessere dei nostri cari), a persone che gestiranno budget enormi per il territorio, le infrastrutture, l’istruzione, la sanità, i servizi sociali, ecc. senza nessuna verifica di attitudini e competenze, se non quelle teoricamente derivanti dal consenso elettorale ricevuto? Non sarebbe il caso che, in una società complessa come la nostra che richiede capacità di visione lungimirante e indiscutibili attitudini manageriali, i profili dei prossimi candidati alle elezioni venissero vagliati anche, in modo indipendente, da società di cacciatori di teste?

Creare valore per i cittadini, in termini di qualità della vita, dovrebbe costituire la missione di un buon amministratore pubblico, così come si richiede a quello privato di creare valore per gli azionisti. Parliamo certamente di sfide e di obiettivi comunque impegnativi. E un obiettivo, per definizione, deve essere misurabile. Nel caso delle società quotate, è la crescita della capitalizzazione di borsa che rende soddisfatti gli azionisti e vede premiati i manager con le famose stock option. Ma come si potrebbero, con un indice altrettanto sintetico, valutare i risultati di un’amministrazione della cosa pubblica? Penso che un sistema, semplice e indiscutibile al tempo stesso, possa essere fornito da classifiche autorevoli e indipendenti che misurino la qualità della vita urbana. I parametri utilizzati sono normalmente rappresentati dalla diffusione e qualità dei servizi e da altri indici di benessere e vivibilità.

La più famosa di queste classifiche è quella pubblicata ogni anno dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” . La domanda da porsi –oggi- è dunque questa: qual era la posizione ricoperta da Palermo in questa classifica nel 2001 e quale quella raggiunta nel 2006? C’è stato un miglioramento? Siamo in presenza di un trend positivo? Dove? In quali settori? Dopo di che, conseguentemente, sarà giusto rispondere a quest’altra domanda: l’avv. Diego Cammarata è il nostro Sergio Marchionne (l’amministratore delegato autore della spettacolare ripresa della FIAT) o per la migliore gestione della città dobbiamo affrettarci a cercare un altro candidato o candidata?

LE PRIMARIE DEI BLOG

giovedì, 18 gennaio 2007

Le primarie dell’Unione che si terranno il prossimo 4 febbraio per scegliere il candidato che sfiderà il sindaco uscente di Palermo, Diego Cammarata http://www.comune.palermo.it/Comune/Giunta/Sindaco.htm , si stanno caratterizzando per l’uso di strumenti di comunicazione digitale come blog, forum e chat adottati dai siti internet dei tre candidati. E’ una novità per la politica locale da seguire con attenzione. Ecco quindi, in rigoroso ordine alfabetico, gli indirizzi dei tre candidati: Giusto Catania http://www.abbiamounsognoincomune.it/ ; Leoluca Orlando http://www.leolucaorlando.it/ e Alessandra Siragusa http://www.alessandrasiragusa.it/ .   

 

LA SCUOLA (MATERNA) ADOTTI UN GATTO

lunedì, 15 gennaio 2007

Se le inchieste che stanno portando alla chiusura, per gravi carenze igieniche, gli asili comunali di Palermo continuano a questo ritmo, denunciando anche tracce inequivocabili della presenza di topi, sarà il caso di cambiare il tradizionale evento "La scuola adotta un monumento" in "La scuola adotta un … gatto". Comunque una vergogna!

CONDOMINIO PALERMO

venerdì, 12 gennaio 2007

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Continua la collaborazione con "Rosalio" il blog multiautore di Palermo. Questa volta ho parlato di trasparenza amministrativa, riprendendo concetti già espressi in questa sede.

http://www.rosalio.it/2007/01/12/condominio-palermo/ .

IMPUNITI

giovedì, 11 gennaio 2007

Tra le vittime del DC9 Itavia precipitato al largo di Ustica il 27 giugno del 1980 c’era anche il padre di un mio amico. Ricordo ancora il composto dolore dei familiari ai funerali. Il definitivo proscioglimento dei militari accusati di depistaggio, ha chiuso oggi la vicenda processuale con nessuna verità e nessun responsabile. Attenzione: chi ha paura della verità teme pure la libertà!

 

RESTIAMO SALDI

domenica, 7 gennaio 2007

Come se non fosse bastato il caos del traffico del periodo natalizio, è partita oggi una nuova manifestazione di follia collettiva: quella dei saldi. Se il nostro destino è quello di essere considerati solo dei consumatori, siamo proprio … consumati! Oggi la lobby dei commercianti ha mostrato tutta la sua forza. La lunga e interminabile fila di autovetture che da tutte le direzioni porta auto in centro e intasa, per tutta la sua lunghezza, la circonvallazione in una tranquilla domenica che dovrebbe soprattutto servire ad abbassare il tasso medio di inquinamento e di stress da traffico, ha un solo responsabile: Confcommercio. Per questo basta una telefonata dei suoi vertici per indurre il Sindaco ad abbandonare misure di chiusure al traffico veicolare già adottate a tutela della salute dei cittadini. Di fronte alla follia che ci porta ad aumentare il PIL mentre diminuisce il PIQ (il misuratore della qualità della vita), l’unica contromisura è quella di restare "saldi" a casa in compagnia dei propri cari, specie di quelli con cui si possono condividere esperienze molto più emozionanti dello shopping, ovvero in compagnia di un libro o di un buon film da vedere in compagnia.