Archivio di febbraio 2007

MADONIE ON LINE

mercoledì, 28 febbraio 2007


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Il Consorzio Alma nasce dal proposito di alcune aziende siciliane di portare sulle tavole dei buongustai di tutto il mondo i tesori della tradizione alimentare delle Madonie. Tra questi anche i prodotti che aderiscono al progetto Presidi di Slow Food quali la Manna, la Provola delle Madonie e il fagiolo Badda.
Il sistema delle spedizioni a domicilio adottato dal sito, appena inaugurato, sembra però più rivolto alla clientela nazionale ed estera che isolana. Suggerirei, pertanto, di organizzare, parallelamente, un sistema di consegne specifico per la clientela palermitana, non meno bisognosa di conoscere e memorizzare i sapori della sua terra.
www.levettedelgusto.com

Economia della conoscenza

martedì, 27 febbraio 2007

Di conoscenza si può anche vivere e bene. Ogni epoca ha avuto i suoi governanti e ogni azione di governo ha avuto le sue priorità, lasciando talvolta ai posteri testimonianze durevoli del proprio passaggio. Quando lo stesso monumento, le stesse pietre sono state testimoni di avvicendamenti di governi e di governanti, almeno dal 1130 d.C. ai giorni nostri, come è il caso del più antico parlamento del mondo, Palazzo dei Normanni, qualche riflessione sorge spontanea.

Proprio qui un illuminato governante, Federico II, ha consentito alla lingua e alla letteratura italiana di muovere i primi passi in una capitale del Mediterraneo già poliglotta (esempio di politica in favore della cultura). Sempre qui, altro governante, il viceré Francesco D’Aquino, ha fornito i mezzi tecnologici ad un abate-astronomo che ha arricchito il nostro sistema solare della scoperta di un corpo celeste sino ad allora sconosciuto (esempio di politica in favore della ricerca scientifica pura).

Ma veniamo ai nostri giorni: quanto costa Palazzo dei Normanni per il suo funzionamento? Circa 150 milioni di euro l’anno (di cui il 75% per stipendi e pensioni). Cosa “produce” Palazzo dei Normanni? Una ventina di “leggine” (le leggi sono ben altra cosa!). Non sarebbe allora più logico remunerare la macchina che sforna leggine per quello che valgono e destinare le risorse risparmiate a stipendiare i cervelli che fuggono? Visto che il capitale umano è una delle risorse -sprecate- della Sicilia e che la ricerca è una priorità nazionale, perchè Palazzo dei Normanni non dovrebbe promuovere ed accumulare moderni tesori come i brevetti? Quanti ricercatori si potrebbero stipendiare in questo modo? Una delle risorse meno sfruttate della Sicilia è l’intelligenza dei suoi giovani. Che futuro potrà mai avere una terra che si priva delle intelligenze migliori mentre mantiene e ingrassa tanti parassiti? Quanti studenti e ricercatori siciliani, laureatisi in prestigiose università italiane od estere, trovano poi occupazione nella loro terra? Che senso ha pagare un ricercatore 1.000 euro al mese (fino a costringerlo ad emigrare all’estero) ed un usciere dell’ARS 4.000? Se si dessero a dei ricercatori uno stipendio decente e 5 anni di tempo per sfornare un brevetto, in un ambiente adeguato e appositamente attrezzato (penso alle strutture del vecchio Ente Minerario Siciliano di via La Malfa), quante risorse si genererebbero sfruttando la migliore risorsa che abbiamo, l’intelligenza?

Nell’economia globalizzata, peraltro, non è necessario sfruttare in casa know how e brevetti: si possono benissimo dare in licenza e incassare le royalty!

Quando si parla di economia fondata sulla conoscenza, di innovazione e ricerca, si dovrebbe intendere ed attuare una politica coraggiosa come questa. La penosa realtà che conosciamo, porta, invece, solo a privatizzare risorse pubbliche (i citati 150 milioni di euro) per trasformarle in consumi (tenore di vita) ed investimenti privati (case e seconde case) di una ristretta corte di privilegiati (deputati, burocrati, consulenti, ecc.) che però non generano alcun valore aggiunto per la collettività, perpetuando un eterno sottosviluppo.

Il guaio è che, altrove, quando leggono dei favolosi stipendi dei deputati e degli alti burocrati siciliani si scandalizzano, mentre qui un’inchiesta sugli stipendi d’oro della “corte” di Palazzo dei Normanni provoca al massimo … invidia. E non mi si venga a dire che questo è il costo della democrazia, perché altrove, una democrazia ed un’amministrazione più efficiente, costa molto meno!

Una splendida inchiesta sul desolante stato della ricerca in Italia è stata condotta da Riccardo Iacona per RAI3 nel 2005, W la ricerca.

La RAI, però, mentre offre in streaming tutte le puntate di Porta a Porta, non ha ritenuto di riproporre on line questa inchiesta che si può comunque visionare qui, previa registrazione. Ne raccomando caldamente la visione, specie a chi l’avesse, a suo tempo, persa.

TALIA A THEA

lunedì, 26 febbraio 2007


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Nelle immagini la ricostruzione del volto di Thea, una donna del Paleolitico vissuta in Sicilia 14mila anni fa.
L’operazione è stata realizzata partendo dallo scheletro rinvenuto nel 1937 nell’unica sepoltura del Paleolitico mai trovata nell’Isola: la grotta di San Teodoro, nel comune di Acquedolci.
Lo scheletro e la ricostruzione sono custoditi nel Museo naturalistico Gemmellaro dell’Università di Palermo.
Grazie a Dio la razza è un po’ migliorata da allora …

ISOLE PEDONALI

sabato, 24 febbraio 2007

Un gruppo di commercianti del centro storico di Palermo ha avviato una raccolta di firme per richiedere l’istituzione di alcune isole pedonali. Ho sempre pensato che i commercianti rappresentassero una categoria incapace di comprendere un vantaggio, anche per loro stessi, non immediato. Come dire? Mi sembrava gente che tra l’uovo oggi e la gallina domani preferisse ideologicamente l’uovo oggi, temendo nella prospettiva dell’intero pennuto domani una sicura fregatura. Chiudere aree del centro storico al traffico veicolare significa appunto, anche in termini economici ed occupazionali, costruire le premesse per catturare l’indotto che genererebbe un’area percepita come di migliore qualità della vita urbana. Continuare così come va oggi, consente invece solo di assistere allo stillicidio di chiusure di esercizi commerciali. Per aprire nuove saracinische bisogna chiudere al traffico: se si apre invece alle auto, i negozi chiudono. Mors tua, vita mea …

www.isolepedonali.org  

CUBA LIBRE

venerdì, 23 febbraio 2007

Non è facile scandalizzare i membri di una nota associazione di assassini, capaci di sciogliere nell’acido corpi umani, dediti al commercio internazionale degli stupefacenti, al racket delle estorsioni e ad altre attività malavitose. Eppure, a leggere sulla stampa i testi delle più recenti intercettazioni dei boss arrestati, si apprende del loro scandalo e anche della loro civile indignazione di fronte allo spettacolo di un primo cittadino colto mentre, ubriaco, vomita sul tavolo di un noto locale cittadino, e che pare già noto alla onorata associazione per l’abitudine di condividere con la seconda carica della regione e con altro parlamentare, "compagno di merende", la passione per la cocaina. Non un rigo di smentita dei diretti interessati, non un solo annuncio di querele. Ma neanche il minimo sussulto in una città che considera tutto ciò normale o, al massimo, ne fa oggetto di curtigghiu.

 

FARE LA SPESA ON LINE

martedì, 20 febbraio 2007

Dopo averne teorizzato su "Rosalio" a proposito di traffico http://www.rosalio.it/2007/02/17/smaterializziamo-il-traffico/ , ho voluto sperimentare di persona la spesa on line a Palermo: soddisfacente sotto tutti i punti di vista. Da provare! http://www.effe1srl.com/

Smaterializziamo il traffico

sabato, 17 febbraio 2007

Ma che cosa ci fa e dove va tanta gente incolonnata in auto a Palermo alle 11:00 del mattino? È possibile che nessuno abbia mai pensato di fare un apposito sondaggio? Ma se il maggiore datore di lavoro è il “pubblico” (Regione, Provincia, Comune e società ed enti da questi partecipati) i dipendenti non dovrebbero starsene al loro posto negli uffici o Palermo conta un insospettabile esercito agenti di commercio?

Talvolta ho avuto il sospetto che il traffico rappresenti a Palermo un’originale forma di ammortizzatore sociale: di che cosa si potrebbe mai occupare tanta gente se le si togliesse l’illusione di fare un qualcosa, incolonnandosi pazientemente in auto nelle principali vie della città?

Penso sempre di più che una soluzione, a portata di mano, del problema del traffico cittadino potrebbe essere rappresentata anche dal far venir meno, grazie alle tecnologie digitali, il motivo dello spostamento. Investendo nelle tecnologie e nella alfabetizzazione digitale, non dovremmo più andare fisicamente in banca, alla posta, negli uffici pubblici, nei supermercati, ecc. perchè tutti questi spostamenti potrebbero essere evitati da un’operatività generalizzata on line. Gli addetti ai call center, miraggio occupazionale per tanti, potrebbero starsene più comodamente a casa, ma non solo. Persino le lezioni universitarie potrebbero essere seguite, probabilmente con minore stress e maggiore profitto, da casa sul proprio pc. A Milano i miei amici ordinano la spesa in ufficio, durante la pausa pranzo, e se la fanno recapitare dopo le 20:00 a casa attraverso il sito internet del supermercato (V. ad esempio: EsselungaACasa).

Negozi e uffici aperti al pubblico risparmierebbero un mare di soldi se non fossero costretti a predisporre sedi fronte strada con annesso, magari, anche un posteggio per i propri clienti. Ci si può incontrare in videoconferenza (a costo zero con Skype), consultare e prenotare qualunque cosa: insomma le tecnologie digitali, liberandoci dallo stress del traffico e del posteggio, libererebbero ben altre occasioni di rapporti umani e di qualità della vita.

C’ERA UNA VOLTA IN SICILIA

mercoledì, 14 febbraio 2007

C’era una volta in Sicilia uno chef di nome Nino Graziano che aveva affinato il mestiere in Francia ed era poi voluto ritornare a Villafrati per aprire, con la moglie francese, un raffinato ristorante (Mulinazzo) che per alcuni anni ha rappresentato l’eccellenza nella ristorazione a Palermo. L’anno scorso ha di nuovo abbandonato la Sicilia e si è trasferito a Mosca: un segno dei tempi … 

http://semifreddo-restaurant.com/index.php?section=1

LA SANTA STA PER PASSARE

domenica, 11 febbraio 2007

Mi sono trovato a Catania, per motivi di lavoro, a cavallo della festa della patrona Sant’Agata. L’albergo presso cui ho soggiornato si affaccia sulla salita Sangiuliano da cui passa, ad una cert’ora della notte, la processione dei devoti. Incuriosito, ho chiesto di essere svegliato al momento del passaggio e alle 6:15, alzando la cornetta, mi sono sentito dire con tono compunto: "La Santa sta per passare". Mi sono quindi infilato il cappotto e affacciato sul balcone. Devo dire che lo spettacolo che ho trovato mi ha molto colpito: una folla interminabile di persone che tirava, con due poderose cime, il baldacchino d’argento con la statua della santa posto su di un carro senza ruote che slittava sui sampietrini che pavimentano il centro storico. I fedeli che vestivano tutti una tunica bianca e un particolare copricapo nero, gridavano: "Siamo tutti cittadini, siamo tutti devoti cittadini". Mi ha colpito il termine "cittadini" invece che il più appropriato "fedeli": la realtà è che la devozione a Sant’Agata accomuna non credenti e credenti, praticanti o meno. Ne usciva un’immagine corale e poderosa di una città che ha sicuramente un’identità di sentimento religioso. I tragici fatti del Cibali avevano sottratto quest’anno alla processione i tradizionali "effetti speciali" dei fuochi pirotecnici, limitandola alla sola dimensione religiosa. Certo, Palermo e Catania, pur così vicine, sembrano così lontane e diverse e meriterebbero di conoscersi meglio e non solo in occasione di derby sportivi.

 

IL GRANDE BLUFF DEL PASSANTE

giovedì, 8 febbraio 2007

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Il Ministro delle Infrastrutture, On. Antonio Di Pietro, ha incontrato oggi i vertici di Rfi, di Italferr e di Nodo di Palermo, per discutere le problematiche legate alla realizzazione del nodo ferroviario nel capoluogo siciliano. L’incontro si è concluso con la constatazione che Rfi e Italferr non dispongono di risorse di cassa, pur in presenza delle autorizzazioni in competenza, per dare il via al general contractor per l’avvio dei lavori di realizzazione dell’opera.
 
“Sulla questione del Nodo di Palermo – ha dichiarato il Ministro al termine dell’incontro – c’è una fortissima responsabilità politica di chi ha illuso i cittadini palermitani, e siciliani in genere, facendo credere che fosse possibile realizzare un’opera per la quale i fondi necessari sono stati prima stanziati e poi stornati con l’ultima legge Finanziaria della passata legislatura. È una situazione che riguarda quest’opera, ma non solo, con il precedente Governo che ha infatti lasciato che Rfi bandisse gare per circa 5 miliardi di euro in più di quanto in realtà non abbia poi assegnato alla società per cassa”.
 
“Ci siamo così trovati nella situazione paradossale – ha proseguito Di Pietro – per cui io, facendo seguito agli impegni assunti con la firma dell’accordo di programma dello scorso dicembre, sono riuscito a reperire i 135 milioni di euro che ancora mancavano per completare il finanziamento del progetto, modificato per accogliere le richieste degli enti locali, mentre abbiamo scoperto che mancano i fondi che davamo per scontato ci fossero”.
 
“Nonostante l’impegno di questo Ministero e di questo Governo – ha concluso il Ministro – ci troviamo ancora una volta a fare i conti con il libro dei sogni scritto nella precedente legislatura, dalla quale noi abbiamo ereditato una impressionante serie di buchi neri e di cambiali da pagare, mentre i cittadini hanno ricevuto una lunga lista di promesse non mantenute”.
Una civilissima e competente discussione sull’emblematica vicenda del passante è reperibile nel forum DNASicilia:
http://www.dnasicilia.com/forum/forum.asp?FORUM_ID=22 .