Archivio di aprile 2007

CAMBIARE ARIA

lunedì, 23 aprile 2007

Si moltiplicano le iniziative di associazioni e semplici cittadini per reclamare maggiore coraggio da parte dell’Amministrazione Comunale, specie della prossima, sul tema dell’inquinamento da traffico:

I cittadini palermitani sono stufi di respirare aria inquinata e per questo vogliono manifestare il proprio disagio, dicendo tutti insieme: BASTA!

LASCIATECI RESPIRARE!!
SABATO 5 MAGGIO, ore 12:00 SIT-IN PIAZZETTA DUE PALME
,

VIA ROMA(di fronte p.zza S.Domenico)

Un sostanzioso numero di decessi, ricoveri ospedalieri e disturbi respiratori, specie nei bambini, sono attribuibili all’inquinamento atmosferico urbano, nell’ordine di grandezza di migliaia o decine di migliaia di casi per anno nelle otto maggiori città italiane (fra cui Palermo).

LA SALUTE PUBBLICA VA SALVAGUARDATA CON OGNI MEZZO!

Occorrono provvedimenti concreti, efficaci e urgenti di contenimento delle emissioni di polveri sottili; il traffico è diventato una priorità, una vera e propria EMERGENZA!!

I cittadini sono invitati a firmare la petizione da presentare ai candidati a sindaco al banchetto aperto tutto il giorno.

Comitato Cittadini di Palermo

All’iniziativa aderiscono: WWF – Coordinamento Palermo Ciclabile /FIAB -Cittadini per la Salute – Italia Nostra – www.isolepedonali.org – Coordinamento zone blu P2 P4 P19 P20- LEGAMBIENTE

COMUNALI

giovedì, 19 aprile 2007

Considerazioni sulle prossime elezioni amministrative comunali a Palermo:

  1. 3.000 candidati su 400.000 votanti vogliono dire un candidato ogni 130 elettori circa: la politica si conferma quindi la principale vocazione … industriale (nel senso di chi si "industria" per campare) a Palermo;
  2. uomini e donne condividono le scelte quotidiane in ogni famiglia, "società naturale fondata sul matrimonio" (art. 29 Cost.), ma i principali pretendenti alla poltrona di Sindaco, Cammarata ed Orlando, si sono ben guardati dall’indicare donne nella compagine dei futuri Assessori da loro indicata e con cui condividere il governo della città;
  3. se la politica fosse un servizio e non una professione, limitato quindi ad uno solo o al massimo a due mandati, gli amministratori pubblici, liberati dall’impegno ad essere rieletti e dal condizionare quindi in tale prospettiva il proprio mandato, potrebbero anche adottare scelte impopolari, semplicemente perchè giuste, in un’ottica di lungo termine e non per il consenso che ne deriverebbe, a breve, in vista delle successive elezioni.

Ricordo un sindaco che, una ventina di anni fa, osò abbattere case abusive sulla costa tra Palermo e Punta Raisi. Non fu più rieletto. Da circa un anno, però, è ripreso l’abbattimento delle case sullo stesso litorale a dimostrazione che abbiamo perso venti anni per fare la cosa giusta … 

GRILLO PARLANTE

martedì, 17 aprile 2007

Nella democrazia finanziaria è possibile presentarsi in assemblea e muovere critiche e addirittura chiedere le dimissioni di un intero consiglio di amministrazione, come ha fatto ieri Beppe Grillo durante l’assemblea dei soci di Telecom Italia.

Pur avvertiti dallo stesso comico, con dati alla mano, di analoghe inadeguatezze della classe politica regionale durante il tour in Sicilia dello scorso anno, i siciliani hanno pensato bene di riconfermare gli aministratori uscenti. Forse in mancanza di valide alternative.

La democrazia politica, come quella finanziaria, non è certo il migliore dei sistemi di governo, ma, in assenza di voci libere, sarebbero entrambe oltremodo pericolose.

Grandi superfici, piccole polemiche

lunedì, 16 aprile 2007

Quando in Sicilia ci si riferisce comunemente alle Grandi Superfici Commerciali o, peggio, agli Outlet, in genere si ha un’idea molto confusa di queste realtà ancora marginalmente presenti sull’Isola, tanto da aver attirato in passato le censure del Garante per la concorrenza. Le polemiche sollevate in questi giorni, anche su Rosalio, in merito all’annunciata realizzazione di un centro commerciale a fondo Raffo, mentre possono essere ritenute anche legittime con riguardo alla scelta della localizzazione oppure alla valutazione della congruità della contropartita (infrastrutture sociali e sportive per il quartiere ZEN) offerta da Zamparini agli enti proprietari dei terreni e al Comune in cambio della concessione, sembrano invece, a mio parere, in gran parte interessate al mantenimento di uno status quo che, se può convenire a qualcuno, di certo non conviene né ai consumatori, né ai tanti giovani disoccupati.

In questo momento in una regione come la Sicilia, con i suoi 5 milioni di abitanti, sono operanti due sole grandi superfici di vendita: una a Melilli (SR) e l’altra, Etnapòlis, a Belpasso (CT). Quest’ultima, progettata con il contributo di Massimiliano Fuksas, con gli oltre 100.000 mq. di superficie coperta, è una delle maggiori in Italia. Sono strutture che creano – ciascuna – parecchie centinaia di posti di lavoro regolari e dove si trasmette una moderna cultura e organizzazione del lavoro. Tra gli argomenti, non sempre del tutto coerenti e disinteressati, usati per bloccarne lo sviluppo c’è quello secondo cui “cannibalizzerebbero il commercio al dettaglio con la perdita di tanti posti di lavoro nei piccoli esercizi”, ma quanti dei lavoratori che potrebbero perdere il posto per l’arrivo degli ipermercati sono messi in regola dai piccoli commercianti?

La grande distribuzione organizzata (GDO) nasce da un processo di razionalizzazione del commercio di prodotti industriali e agroindustriali. La nostra, piaccia o meno, è una società culturalmente ed economicamente fondata sui consumi e sulle regole del mercato e della concorrenza. La comodità e la convenienza per il consumatore offerto dalla grande distribuzione (e che ora, con le recenti liberalizzazioni, si apprezzerà anche con i farmaci e i carburanti) è fuori discussione e la sua affermazione, quindi, inarrestabile, ma anche il commercio al dettaglio può -anzi, deve- giocare in questo contesto più articolato di operatori commerciali un ruolo indubbio, a patto di non voler competere solamente nella vendita di prodotti di marca industriale.

Pensiamo al settore alimentare, ma non solo. Se un territorio come la Sicilia si impegnasse seriamente nella promozione e conservazione della identità di sapori, di prodotti tipici (alimentari e artigianali), di prodotti stagionali del suo territorio, avrebbe bisogno di negozi a portata di mano dove il rapporto tra il produttore, l’artigiano, il contadino, l’allevatore, ecc. (di olio, vino, pasta, formaggi, uova, frutta, verdura, ecc.) e il commerciante non potrebbe che essere ravvicinato con grande beneficio, non solo per i residenti, ma anche per il turismo di qualità.

Nel suo ultimo libro (“Buono, pulito e giusto”) Carlo Petrini, il fondatore di “Slow food”, ricorda che mangiare è anche un ”atto agricolo” perché selezionando e pretendendo cibi di buona qualità, prodotti con lavorazioni e criteri che rispettino l’ambiente, il ciclo delle stagioni e le tradizioni locali, favoriamo la biodiversità e un’agricoltura equa e sostenibile. Tocca al commercio al dettaglio mantenere il legame con la produzione locale e il circuito del fresco. In questo modo tale comparto non sarà mai in sovrapposizione con la grande distribuzione, condividendo adeguati margini con il piccolo produttore che avrebbe tutto da guadagnare dal contatto diretto con il consumatore finale, contratto diretto che, in prospettiva, offrirà l’e-commerce. Chi punterà sul servizio al cliente e sulla qualità dei prodotti legati al territorio e al ciclo delle stagioni, non avrà nulla da temere dalla modernizzazione del sistema distributivo e si guadagnerà il consumatore culturalmente più avveduto e consapevole. E in questo modo, peraltro, qualche sapore “eccellente” da ricordare con piacere, in un mondo dai sapori industrialmente omologati, resterà anche nella memoria di chi si trovasse in Sicilia come semplice viaggiatore.

Purtroppo nel commercio al dettaglio si continua pensare, molto spesso, solo in termini di rendita di posizione delle vetrine fronte strada e di insofferenza verso limiti o divieti del traffico o del parcheggio di autovetture. Certe polemiche ricordano i luddisti che, due secoli fa, avversavano la rivoluzione industriale: assaltavano le prime fabbriche distruggendo le macchine che erano il simbolo della fine del sistema produttivo agricolo-mercantile e dell’inizio dell’era industriale. Vedevano con timore la fine di un mondo cui erano abituati e difendevano quello che per loro era l’unico modello di produzione possibile. Contrastare la modernità non è mai lungimirante: fa perdere solo tempo e risorse preziose. Se Catania, nella grande distribuzione, è ormai al passo coi tempi mentre Palermo ancora arranca, ciò va a merito di Catania e del suo tessuto imprenditoriale e non può certo divenire un pretesto per tenere basso il livello della competizione così come i rappresentanti (palermitani) delle organizzazioni dei commercianti pretendevano osteggiando sia la GDO (che pure deve riservare loro per legge ampi spazi per i c.d. esercizi di vicinato), che la chiusura al traffico del centro storico, al grido: “meglio morire di smog che di fame”.

ISOLE PEDONALI A PALERMO

sabato, 14 aprile 2007

Segnalo un convegno di cui, come già scritto, condivido spirito e finalità: 

Italia Nostra Sez. di Palermo, Istituto Pedro Arrupe, Università di Palermo Dip. Arch. Storia e Progetto

Martedì 17 Aprile alle ore 17.00 alla Biblioteca comunale di Piazza Casa Professa

"Una città pedonale come ipotesi di sviluppo"


Relazioni: Prof. Piero Longo, Arch. Adriana Chirco, Arch. Matteo Scognamiglio,
Interverranno: Avv.to Mario Milone Assessore al Centro Storico del Comune di Palermo;Dott. Emilio Arcuri Consigliere Comunale;Prof. Nino Vicari Presidente dell’Associazione Salvare Palermo;Prof. Carlo Ripa di Meana Presidente nazionale di Italia Nostra;Mimmo Cuticchio Direttore artistico del Teatro dell’Opera dei Pupi di Via Bara all’Olivella.
Coordinerà: Tano Gullo  La Repubblica Redazione di Palermo.

LA SICILIA DI FERRUCCIO

lunedì, 9 aprile 2007

Sfortunatamente, la miopia della classe politica siciliana (ci fosse almeno un’opposizione degna della sua funzione!) è capace di promuovere solo un turismo "mordi e fuggi" che non serve a nessuno. Questa è invece la Sicilia vista attraverso gli occhi di un grande comunicatore, Ferruccio Barbera, prematuramente scomparso due anni fa.

GIOVEDI’ DELLE CENERI

venerdì, 6 aprile 2007

Il TAR del Lazio ha accolto ieri il ricorso del Gruppo Falck contro la sospensione dei lavori per la costruzione dei quattro inceneritori (termovalorizzatori) da realizzare in Sicilia (tra cui quello di Bellolampo a Palermo). Ancora una volta, vox clamans in deserto, tocca a Beppe Grillo denunciare i rischi di cui nessuno parla per la pressione mediatica degli interessi. Le sue solitarie denunce, sempre in tempi non sospetti, come sui casi Parmalat, Fazio, Tronchetti Provera/Telecom, ecc. lo hanno ormai trasformato dal grande comico che conoscevamo all’opinionista-blogger autorevole e coraggioso di oggi.

Torna a casa Archimede!

martedì, 3 aprile 2007

L’energia è una risorsa così strategica che per essa si fanno le guerre, come ben sappiamo dalla cronaca di questi anni. C’è da segnalare allora una buona notizia! Con un insperato sussulto di ragionevolezza, il Governo nazionale sta cercando di riportare in Sicilia la realizzazione del progetto “Archimede” (ENEA-ENEL) sul “solare termodinamico” del nobel Carlo Rubbia, progetto che il precedente Governo, tra l’indifferenza della classe politica isolana e gli interessi delle lobby petrolifere, stava per perdere definitivamente a favore della Spagna. Sarà di dimensione ridotta (5 MW invece degli originali 20 MW), ma meglio che niente: è importante che la produzione di energia da fonte rinnovabile diventi un’opportunità per la Sicilia! La trasmissione Report (“A tutto gas”) del 29 ottobre scorso aveva così ricostruito questa vicenda che ha riguardato i siciliani anche se non se ne sono accorti o pensavano al Ponte o ad altro.

HERMITAGE DI SANT’ELIA

lunedì, 2 aprile 2007

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Tramontata definitivamente l’ipotesi di trasformarlo nella sede palermitana della catena di Musei Guggenheim, il palazzo di Sant’Elia in via Maqueda a Palermo, sempre per iniziativa della Provincia, si appresta ad essere inaugurato come sede di un’esposizione dell’Hermitage di San Pietroburgo: quella dei capolavori comprati o commissionati in Italia nel 1845 dallo zar Nicola I.