Archivio di maggio 2007

L’EREDITA’ DI UN GRANDE SICILIANO

lunedì, 28 maggio 2007

Ha suscitato meraviglia sulla stampa, a sette anni dalla scomparsa, la modesta entità dell’eredità lasciata ai tre figli da Enrico Cuccia: circa €150.000. Mi pare l’ultima e coerente testimonianza, da parte di una persona di profonda cultura umanistica, che il personale distacco dal denaro, vero idolo del nostro tempo, è forse il lusso più grande di cui un uomo possa godere. Non ha valore una teorica rinuncia a ciò che non si possiede o si potrebbe possedere, perciò la capacità di servire, per tanti anni e in modo così discreto ed efficace, il potere finanziario pur senza servirsene, fa di Cuccia un santo laico, un uomo di prima grandezza, un siciliano di cui essere orgogliosi e, al cui confronto, i nostri contemporanei uomini del potere politico-affaristico isolano risultano ancora più piccoli e meschini.

QUALITA’ DEL MARE

venerdì, 25 maggio 2007

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Un mare italiano sempre più in salute che offre ben 4.941,4 chilometri di coste balneabili su un totale di 7.375 chilometri, pari al 91,3% del totale dei litorali. I dati si riferiscono alle analisi del 2006 con l’aggiunta di due prelievi consecutivi relativi al 2007 e risultati, anche questi, favorevoli. Tra le regioni il palmares del mare più pulito va al Friuli con il 100% delle acque balneabili. Segue il Molise (98,1%), la Toscana (98%), la Liguria (97,6%), la Basilicata e l’Emilia Romagna (97,3%), le Marche (93,2%), la Sardegna (93,1%), la Puglia (92,6%), la Sicilia (92,2%), l’Abruzzo (91,1%), la Calabria (89,9%), il Veneto (89,2%), la Campania (80,1%) e il Lazio con il 79%.

Le province con la maggiore percentuale di costa balneabile sono Lucca, Potenza, Ferrara, Udine, Gorizia e Trieste con una percentuale del 100%. Seguono Livorno (99,4%), Ragusa e La Spezia (99,3%), Taranto (99,1%).

Le Province con la percentuale più elevata di costa inquinata sono Caserta (67,1%), Roma (44,7%), Palermo (21,6%), Bari (19,9%).

Proprio in questi giorni il Consiglio superiore della Sanità ha approvato le linee guida nazionali per la difesa dall’inquinamento delle coste dalle alghe, in particolare la ‘ostreoxis ovata’ che l’anno scorso ha infestato le coste genovesi e palermitane. Il Ministero della Salute già dallo scorso anno ha istituto un gruppo di lavoro formato da esperti di vari istituti di ricerca al fine di individuare le modalita’ di intervento per costruire un modello condiviso tra le amministrazioni centrali, quelle locali ed i principali enti ed istituti scientifici che operano nel campo.

Sul sito del Ministero della salute sarà presto possibile verificare la balneabilità delle coste.

Cani sciolti a Palermo

lunedì, 21 maggio 2007

Non parlo di randagismo, ma semmai di finanza, di informazione e di potere, con qualche inedito nesso con Palermo. Ieri è stata deliberata la fusione tra i gruppi bancari Unicredit e Capitalia che darà luogo alla seconda banca europea e settima al mondo per capitalizzazione. Fino a poco tempo fa si ironizzava sul fatto che le banche italiane, nel mare magnum della finanza, rappresentassero il…plancton mentre altre (giapponesi, svizzere, inglesi o statunitensi) avevano invece dimensioni da balena. La fusione di oggi, che si aggiunge a quella recente tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI, ha riportato quindi l’Italia, un Paese tradizionalmente secondo solo al Giappone per propensione al risparmio, al ruolo che potenzialmente le spettava. Merito del governatore Mario Draghi, si direbbe, ma, se si ricorda che la carica di governatore, a tutela della sua indipendenza, era a vita e che, se non ci fosse stato lo scandalo Fiorani/Banca Popolare di Lodi a travolgere, fino costringerlo alle dimissioni, il suo predecessore, Antonio Fazio, oggi non avremmo celebrato un bel nulla perché ben altri erano i disegni sul sistema bancario di Fazio per i suoi favoriti tra cui, in primo luogo, lo stesso Fiorani. Chi ha provocato allora lo scandalo Fiorani? Come ricordato dai libri che hanno raccontato questo scandalo finanziario (es. “I furbetti del quartierino” di Michele Gambino ed Elio Lannutti, Editori Riuniti) è stata la palermitana Stefania Petyx che per prima, con i servizi dell’8 e 14 febbraio 2005, indagò sugli abusi della Popolare di Lodi (oggi Italiana). In seguito alle inchieste e alla pubblicazione delle intercettazioni, in un contesto mediatico pervaso da timori riverenziali, toccò al comico Beppe Grillo comprare, assieme ai lettori del suo blog, una pagina a pagamento su “La Repubblica” per chiedere in modo perentorio: “Fazio, vattene!”.

Ogni vittoria ha molti padri mentre la sconfitta è sempre orfana. Per i giornalisti della carta stampata sparare su Fiorani divenne in seguito facile come sparare in guerra alla Croce Rossa. Non c’è stato quotidiano, compresi l’”Avvenire” dei Vescovi e “La Padania” dei leghisti, che non abbia chiesto poi le dimissioni di Fazio. C’è troppa gente, purtroppo, abituata ad essere pavida con i potenti ed intrepida con i vinti. Troppa gente disposta a correre in soccorso dei vincitori di turno. Serve invece, specie tra chi fa opinione, gente libera da valutazioni d’opportunità che risponda solo all’onestà della propria intelligenza, che dica ciò che pensa e scriva – e sottoscriva – ciò che dice. Pare che sia un lusso intellettuale per pochi: servono più cani sciolti, bassotti o mastini che siano.

Il riferimento a Beppe Grillo mi offre lo spunto per segnalare un altro scoop di questi giorni: quello degli amici palermitani del comico (Massimo Merighi, Vania Gaito ed altri) che, per primi, hanno tradotto e trasmesso attraverso il loro sito Bispensiero un video di denuncia della BBC su presunte coperture, da parte di ambienti ecclesiastici, di casi di pedofilia. Il video, ripreso da Beppegrillo.it e da portali quali Repubblica.it e Libero.it è stato per giorni il più scaricato della rete mentre Bispensiero superava le 15.000 consultazioni giornaliere. Pare che Michele Santoro dedicherà al tema una prossima puntata di “Annozero”. Anche in questo caso i “timori riverenziali” verso certi temi sono peggiori del danno che pretenderebbero di evitare così come è paradossale l’omertà verso gli stessi temi di autorevoli esponenti della Chiesa visto che il suo Fondatore aveva pure detto a chiare lettere: “Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina girata da asino al collo e venga gettato in mare” (Marco 9, 42) ovvero: “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Giovanni 8,32).

Si dice comunemente che l’informazione è potere, anche se si pensa solo alle scalate borsistiche per controllare giornali e TV. Ma l’informazione è potere anche quando circola liberamente tra i cittadini, quando li informa correttamente anche se li fa indignare. Per questo i cani sciolti sono utili a tutti noi e a loro va il nostro ringraziamento e il nostro sostegno. Specie quando il potere – economico, politico, ecc. – volesse loro togliere arrogantemente la parola.

LA PIAZZA E IL PALAZZO

giovedì, 17 maggio 2007

Note a margine delle ultime elezioni amministrative a Palermo

 

Si è chiusa la stagione elettorale e inizia un nuovo periodo di amministrazione della città. La volontà popolare ha conferito mandato alla coalizione di centrodestra mentre il centrosinistra manterrà il ruolo dell’opposizione. Il gioco democratico e l’efficienza delle istituzioni si misurano proprio attraverso la dialettica fra maggioranza e opposizione. Una dialettica che non è retorica contrapposizione basata su slogan e fumose parole, ma una costante e proficua azione di verifica e controllo che l’opposizione è chiamata a svolgere. In assenza di questo si rischia di cadere nel consociativismo.

"Sono tutti uguali": questa è un’affermazione ricorrente nelle conversazioni con i cittadini. Su questa sensazione diffusa ci permettiamo di richiamare l’attenzione di un’opposizione che non è stata capace di conquistare fiducia, trasmettere un’identità e un programma realmente alternativo. “Sono tutti uguali” è un messaggio rassegnato di un elettore che non trova alternative a certe prassi di governo. È sfogo di chi non vede soggetti che sappiano rappresentare una sincera capacità di svolta. Ma soprattutto è rischio di adesione alla prassi del voto ad personam che confonde diritto e cortesia, bene comune e bene individuale.

L’odierno risultato elettorale può essere rintracciato anche nel modo in cui la sinistra ha svolto, in questi anni, la funzione di opposizione. L’assoluta incapacità di esprimere una nuova classe dirigente ma soprattutto troppi silenzi. Essere all’opposizione non è un alibi per attribuire agli altri le colpe di una cattiva gestione. L’impostazione manichea della politica – in cui il bene tout court si confronta con il male tout court – non convince e non può convincere. Non è la demonizzazione dell’avversario ad attribuire credibilità ad una parte politica ma la capacità di proposta e di concretezza.

 È necessario adesso fare autocritica e ripartire da questo risultato per diventare efficace opposizione, costruttiva, propositiva, vigile. Ognuno dei consiglieri eletti ha ottenuto un mandato di rappresentanza per sedere a Palazzo delle Aquile e da lì servire il cittadino. Non se stesso.

 È ogni giorno, infatti, che si conquista la fiducia dei cittadini, non scendendo in piazza all’apertura della campagna elettorale per poi sparire subito dopo il voto. Il cittadino non dà fiducia a chi alza la voce solo per mostrare i muscoli e poi si ritira dalla scena. Vuole continuità. Alla nuova opposizione chiediamo di riappropriarsi con orgoglio e responsabilità di questo ruolo, di riacquistare capacità di comunicazione attraverso un impegno quotidiano. La possibilità di una futura alternanza democratica comincia oggi. È indispensabile mettere nuovamente in dialogo la piazza con il palazzo, ristabilire trasparenza, onorando il patto etico con i cittadini e liberandosi dalla schiavitù del precariato.

 È altresì indispensabile lavorare per realizzare un ricambio nella classe dirigente, inserendo soggetti giovani, portatori di nuove idee. Per interrompere quel circolo vizioso basato sul voto di scambio che sta snaturando la mission della politica siciliana, sono improrogabili la riforma della legge elettorale, che ponga fine alla proliferazione delle liste e dei candidati civetta, e un limite alla politica come professione. È ora di porre fine alla politica come monarchia. La politica deve tornare ad essere passione e slancio ideale. Si dice che ciò non avviene per non perdere le competenze maturate, ma spiace osservare che in molti politici di professione non si ritrovano grandi abilità di cui l’amministrazione non può fare a meno ma soltanto grandi interessi consolidati.

Speriamo che questo nuovo periodo di governo della città sia caratterizzato da una dialettica democratica delle parti e che entrambi, maggioranza e opposizione, concorrano a realizzare nuovi scenari di sviluppo. Su questo chiediamo ai cittadini di vigilare perché Palermo è nostro interesse e il suo futuro non è qualcosa che verrà, ma qualcosa che tutti concorriamo a realizzare ogni giorno.

Gianni Notari, SJ

Responsabile dell’Istituto di Formazione Politica "Pedro Arrupe"

 

LE AMMINISTRATIVE A PALERMO

mercoledì, 16 maggio 2007

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I risultati elettorali vanno sempre rispettati perchè la classe politica che esce dalle urne non è migliore o peggiore della società che, secondo il metodo democratico, ne viene fedelmente rappresentata. La classe politica è perciò lo specchio più fedele della società siciliana e dei suoi più intimi valori. Se non dovesse piacere, a destra come a sinistra, è invece un’altra questione.

MANGIARE CIO’ CHE E’ BUONO, PULITO, GIUSTO

domenica, 13 maggio 2007

Il mio ultimo post su Rosalio, il blog di Palermo, in tema di sicurezza e qualità alimentare: un’opportunità per moderne imprese agricole siciliane. 

Mangiare ciò che è buono, pulito, giusto

martedì, 8 maggio 2007

Questo post è un test di mercato per verificare quanto una comunità virtuale e digitalmente alfabetizzata, quale quella rappresentata dai lettori di Rosalio, sia in grado di passare consapevolmente dai bei discorsi, dalla teoria su come potrebbe migliorare la qualità della nostra vita, alla pratica di una consapevole e concreta responsabilità sociale come consumatori. Carlo Petrini, il fondatore di “Slow food”, nel suo ultimo libro, “Buono, pulito e giusto”, ricorda che mangiare è anche un ”atto agricolo”, di politica agricola, perché selezionando e pretendendo cibi di buona qualità, prodotti con lavorazioni e criteri che rispettino l’ambiente, il ciclo delle stagioni e le tradizioni locali, favoriamo la biodiversità e un’agricoltura equa e sostenibile. In un secolo si sono estinte trecentomila varietà vegetali e continuano a scomparire, al ritmo di una ogni sei ore. Un terzo delle razze autoctone bovine, ovine e suine è estinto o in via di estinzione. Il 75% delle riserve di pesce del pianeta, se non si interviene rapidamente, rischia di scomparire. D’inverno la lattuga viaggia dalla California a Londra e le carote raggiungono la Svezia dal Sud Africa. Negli USA il percorso medio di ogni prodotto per raggiungere un supermercato è di 1.288 km. Questa è la follia di un’agricoltura iperproduttiva che ha clamorosamente fallito: non ha sfamato il pianeta, lo ha inquinato, ha cancellato identità culturali di interi popoli e ha drasticamente ridotto la biodiversità a favore dell’omologazione di prodotti e sapori agroindustriali.

Noi palermitani, oggi, possiamo dire di avere la fortuna di vivere in un territorio, tradizionalmente agricolo, che ha saltato a piè pari lo sviluppo industriale, visto che le fabbriche, in tutta Europa, a causa della globalizzazione stanno migrando verso i Paesi emergenti dove più basso è il costo della manodopera. Lontani persino dai vari petrolchimici isolani (Priolo, Gela), non risentiamo nemmeno delle ricadute (inquinamento, piogge acide) tipici delle aree ad alta densità industriale. Proprio per questo, per solidarietà verso i siciliani meno fortunati, la nostra classe politica regionale sta pensando bene di metterci sopra la testa (a Bellolampo) uno dei più grandi inceneritori d’Europa mentre, a livello amministrativo, si rinvia ogni seria misura contro l’inquinamento da traffico alla realizzazione di metropolitane “future” al prezzo, “attuale”, di molti anni di avvelenamento da polveri. Il mondo sviluppato domanda qualità della vita, benvivere, che è rappresentato innanzitutto dall’aria che respiriamo, dall’acqua che beviamo o in cui nuotiamo e dal cibo che mangiamo, anche se spesso lo dimentichiamo. Sono stato recentemente in uno dei primi agriturismi della provincia. Il sapore della salsa di pomodoro non mi ha convinto, non era quello che avevo gustato in precedenza, e l’ho fatto notare al titolare che mi ha confessato candidamente di utilizzare per metà salsa fresca di produzione propria e per l’altra, salsa di una nota multinazionale. Gli agriturismi, così facendo, trasformandosi in ristoranti “fuori porta” per ricevimenti a buon mercato, stanno tradendo la loro funzione originaria e decretando, da soli, la loro prossima fine.

Veniamo dunque al test riservato ai lettori di Rosalio. Immaginate un’azienda agricola, a ridosso del Parco delle Madonie, estesa per centinaia di ettari di pascoli e colture, gestita da esperti ed appassionati agronomi e medici (la più efficace prevenzione delle malattie dipende ormai dalla qualità degli alimenti), con una produzione di frutta e verdura di stagione, formaggi freschi e stagionati, olio e vino, conserve e confetture, pasta e biscotti, carne suina e bovina. Immaginate poi un sito internet dove venga riportata, in una sorta di vetrina virtuale, la frutta e la verdura di stagione oltre agli altri prodotti menzionati. Immaginate di poter fare la spesa on line, tornando alla sana abitudine di dipendere da ciò che la terra produce nel ciclo delle stagioni, senza cercare, per capriccio cui ci siamo tutti un po’ abituati, ciò che proviene da lontano o da ambienti artificiali ad alto tasso di concimi chimici e di conservanti. Immaginate che questo carrello virtuale, riempito a colpi di click, vi venga comodamente consegnato a casa, attraverso un furgone frigorifero, con un rapporto qualità prezzo competitivo oltre alla comodità del servizio a domicilio. Immaginate che questa mission aziendale, riscoprire tradizioni culinarie, profumi e sapori delle nostre campagne in chiave anche di sana e sicura alimentazione, comporti anche la possibilità di visitare direttamente l’azienda e anche di soggiornarvi per scoprire come è fatta una pianta di fave o sentire l’odore del latte appena munto o della ricotta appena montata. Riflettete poi sul fatto che le intermediazioni tra il produttore e il consumatore finale fanno lievitare i prezzi dei prodotti agricoli rendendo antieconomica la produzione ai primi (con l’effetto dell’abbandono delle campagne) e costosa la spesa ai secondi (vedete qui come il pomodoro di Pachino non abbia solo il problema della concorrenza di quello di…Pechino). E rispondete infine alla seguente domanda: se vi indicassi il sito di questa azienda, sareste interessati a provarne i prodotti alle dovute condizioni (facoltà di rifiutare merce non conforme, garanzie, ecc.)?

OLIO DI ORIGINE TRASPARENTE

lunedì, 7 maggio 2007

I segreti dell’olio d’oliva stanno per essere svelati al grande pubblico. Il governo italiano ha approvato un decreto che rende obbligatoria, nelle etichette dell’olio di oliva, l’indicazione del luogo di coltivazione e molitura. Le grandi marche di olio italiano, hanno sempre puntato sulla provenienza locale e rustica del loro prodotto, almeno nella pubblicità. In realtà, spesso si limitano a imbottigliare olio proveniente da Tunisia, Turchia, Grecia e Spagna, miscelato con una piccola percentuale di olio italiano. E’ una buona notizia per i consumatori e per i produttori, anche siciliani, che hanno puntato sulla qualità e l’origine.

I COMPLICI

sabato, 5 maggio 2007

Le collusioni tra politica e affari della Mafia SpA, quella dei colletti bianchi, quella che non spara, scambia, così come è stata messa a nudo dalle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella, una mafia più reale e al passo coi tempi di quella "bucolica" raffigurata dall’immagine dell’ultimo padrino che veniva arrestato tra ricotte, miele e cicorie in un casolare di campagna.

"I complici" sono una ricostruzione molto documentata di fatti e personaggi del malaffare siciliano ad opera dei giornalisti Abbate e Gomez: assolutamente da non perdere! 

EFFETTO SERRA

martedì, 1 maggio 2007

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Che il surriscaldamento del pianeta fosse alla base dei cambiamenti meteorologici che hanno sconvolto il clima anche in Sicilia, lo si sospettava da tempo.
Ciò che però ancora mancava era una prova scientifica inconfutabile.
Grazie al mio amico Ciro ora l’abbiamo: eccola …