Archivio di luglio 2007

BRAVA MESSINA!

giovedì, 26 luglio 2007

I palermitani, forti di una indomabile presunzione alimentata anche da slogan autoreferenziali a carico del bilancio comunale ("La città più cool d’Italia? Palermo"), trattano con superiorità i siciliani delle altre provincie. E invece, senza bisogno di scomodare città modello del centro Italia o del nord Europa, basta fare un giro per gli altri capoluoghi di provincia (Messina, Ragusa, Trapani) per capire quanto la capitale della Sicilia stia indietro e viva solo di gloria. Messina con il suo tram che la percorre longitudinalmente, mare blu a parte, sembra una città del nord Europa. La sua sterminata spiaggia è disseminata di stabilimenti dati in concessione a privati che, per gusto dell’arredamento e qualità della gestione (V. Moma’s), danno i punti anche ai circoli più esclusivi di Palermo (V. glorioso Circolo Velico Ruggiero di Lauria). I ristoranti (V. ad es. Il Macellaio) e le trattorie (V. Il Padrino) sono migliori degli omologhi palermitani. Certo, se con un po’ di fantasia si gestisse il traliccio dismesso con una buona illuminazione notturna, ascensori e ristoranti sospesi, anche la città dello Stretto avrebbe la sua rispettabile torre Eiffel (che in fondo non è che un traliccio leggermente più alto e pubblicizzato). E’ un peccato che le enormi potenzialità di Palermo siano invece gestite in modo così insulso: traffico caotico, tendopoli di venditori ambulanti dappertutto, marciapiedi invasi impropriamente (in strade non chiuse al traffico) da bar e ristoranti. La visione della città della classe politico-amministrativa locale fa veramente pena!

THERASIA

martedì, 24 luglio 2007

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L’intervento umano, talvolta, se ispirato a buongusto, rispetto per l’ambiente, sostenibilità e senso estetico, addirittura migliora luoghi naturalmente belli. Non è il caso di Vulcano, esempio di gestione turistica secondo il peggiore stile pacchiano-siciliano. C’è però un’eccezione da segnalare: il nuovo Resort Therasia, un albergo da poco ristrutturato da operatori turistici ischiani che hanno rilevato la precedente gestione messinese. Ne è venuto fuori l’unico (?) cinque stelle delle Eolie, con un balcone mozzafiato sull’intero arcipelago eoliano, compresi due faraglioni di Lipari. Personale professionale, qualche miglioramento auspicabile nella separazione nei ristoranti tra gruppi e clienti "fai da te", una SPA nuova nuova. A dimostrazione che, volendo, si può ….

Allarme (gambero) rosso

lunedì, 16 luglio 2007

Dopo la concorrenza del pomodoro di Pechino a quello di Pachino, gli effetti della globalizzazione stanno si stanno ora facendo sentire sul mercato ittico isolano. Le celle frigorifere di Mazara del Vallo in questi giorni scoppiano di gamberi rossi nostrani rimasti invenduti a causa della concorrenza di gamberetti cinesi opportunamente imbellettati per ricordare il colore rosso violaceo dei nostri. Se non si è biologi marini le differenze sono abbastanza difficili da apprezzare ad occhio nudo mentre, per camuffare quelle di sapore, non mancano certo agli chef aromi ed essenze varie.
Così come una democrazia, in assenza di una corretta e libera informazione, diviene un qualcosa di molto diverso e pericoloso, anche un’economia, specie se globalizzata, in assenza di un corretta e diffusa informazione diviene un paradiso per spregiudicati grossisti ed intermediari.
In assenza di trasparenza sulla formazione dei prezzi e sull’origine delle merci, il consumatore non solo non ha modo di beneficiare dei vantaggi della globalizzazione, ma rischia anche di essere preso per il sedere perchè se è legittimo decidere di comprare un prodotto cinese per il minor prezzo, non lo è certo pagare come nostrano un prodotto cinese.
Intanto, il gambero rosso pescato dalle nostre marinerie attende fiducioso – e al fresco – un sussulto di buona informazione da parte della stampa locale e di patriottismo culinario sulle tavole siciliane.

C’era una volta il gelato

venerdì, 6 luglio 2007

C’era una volta un prodotto artigianale siciliano apprezzato nel mondo: il gelato. Si narra che Carlo Forte abbia iniziato l’attività economica che divenne poi famosa nel settore alberghiero vendendo gelati in Gran Bretagna dove era emigrato con la famiglia di origine siciliana. Oggi, però, un gelato di marca industriale a Londra o in altra città nordeuropea potrebbe risultare anche più buono di quelli smerciati nelle gelaterie palermitane. Eppure qui da noi, sino a non molti anni fa, una granita al limone aveva un profumo particolare e qualche nocciolo ne certificava pure l’autenticità. Gelati e granite di oggi, con quelli di ieri, hanno in comune solo la…temperatura. Cosa è successo? È successo che la produzione e commercializzazione di “basi” per gelato (come quelle prodotte a Palermo e anche in Germania dalla Elenka), se ha fatto risparmiare fatiche al gelataio e consentito di vendere gelati a prezzi accettabili per il consumatore, ha però trasformato nelle migliori gelaterie di Palermo le cucine di qualche volenterosa, quanto sconosciuta ai più, zia o madre.
La competizione commerciale verso i livelli più bassi del sapore e del prezzo non ha un grande futuro. Però ogni problema crea anche un’opportunità per chi la voglia cogliere: ne vedo due di immediata realizzazione. O qualche brava casalinga apre un sito internet attraverso cui pubblicizzare e vendere gelati fatti in casa con il gusto di una volta oppure qualche gelataio si fa furbo e comincia a vendere due diverse (anche per prezzo) tipologie di gelati: una a base industriale e l’altra con prodotti freschi e un po’ di olio di gomito. Sono sicuro che non sarei l’unico a non badare al prezzo.