Archivio di marzo 2008

BASTEREBBE COPIARE

martedì, 25 marzo 2008

Talvolta basterebbe semplicemente copiare le migliori esperienze amministrative altrui in tema di mobilità urbana. Senza bisogno di ingaggiare consulenti ed esperti e senza neanche andare tanto lontano, sia geograficamente, Siracusa, che politicamente (i sindaci di Palermo e quello, uscente, di Siracusa appartengono allo stesso partito). 

Il centro storico di Siracusa, Ortigia, è divenuto ZTL: solo i residenti possono introdurvi e parcheggiare autoveicoli. Il parcheggio "Talete" accoglie le auto di tutti gli altri, turisti o meno. Si paga un euro dalle 5:00 alle 21:00 e un altro euro per la sosta dalle 21:00 alle 5:00. Un minibus elettrico va e viene, gratuitamente, per il centro di Ortigia ogni dieci minuti. Le piazze e le vie di Ortigia, liberate dalle auto, si riempiono di cittadini, a beneficio anche dei negozianti, ma non solo. 

Il livello di invivibilità del centro storico di Palermo è noto ed evidente a tutti, turisti compresi. Mentre le piazze e le strade sono piene di auto e meno di cittadini, un ampio e nuovissimo parcheggio in viale Basile (Università) giace completamente vuoto ed è già preda di erbacce mentre due guardiani si girano i pollici. E’ costato, non so quanto, ma so per certo che non genera un euro. Perchè non liberare allora dalle auto piazza Marina o piazza Bologni e collegare continuativamente l’asse di corso Vittorio Emanuele con il parcheggio di via Basile, convenzionando magari allo scopo una cooperativa di PIP o LSU?

Fino a quando i rappresentanti politici di tanta stupidità collettiva si caleranno le braghe di fronte ai diktat delle associazioni più miopi dei commercianti?

CITAZIONE CINEMATOGRAFICA

venerdì, 21 marzo 2008

"I politici sono come i pannolini: bisogna cambiarli spesso e per lo stesso motivo" da: Man of the year

L’ALTRO MODELLO

mercoledì, 19 marzo 2008

E’ possibile immaginare un modello economico diverso da quello che conosciamo, incentrato sulla crescita del PIL? Si può vivere, magari meglio, promuovendo qualità e non quantità, in modo compatibile con l’ambiente e le risorse di cui disponiamo? Possiamo scambiarci beni non necessariamente materiali?

Condivido molte delle tesi, specie in campo energetico, proposte nell’ultima puntata di Report.

Ecco come (10): circolazione dell’informazione e della conoscenza

mercoledì, 12 marzo 2008

“Where the press is free, and every man able to read, all is safe”, Thomas Jefferson (1743-1826). È incredibile l’attualità del pensiero di uno dei più autorevoli padri della rivoluzione americana circa il ruolo salutare, in una democrazia, di una informazione indipendente. Come potremmo tradurre oggi questa citazione? Penso così: “Laddove stampa e TV non fossero pienamente indipendenti, ma l’informazione potesse comunque circolare liberamente in rete, la democrazia è al sicuro, a condizione di una diffusa alfabetizzazione digitale della popolazione”.

Può mai essere veramente indipendente dal potere politico e/o da quello economico un mezzo di informazione il cui bilancio dipenda dai contributi della legge sull’editoria e dalla pubblicità degli enti pubblici e delle imprese?

“People should not be afraid of their governments. Governments should be afraid of their people”. Altra citazione di Jefferson (lo stesso che, nella dichiarazione di indipendenza del 1776, aveva voluto includere il diritto alla “ricerca della felicità”): “Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli”. Nessun governo, però, ha mai dovuto temere una popolazione distratta e disinformata.

Se i telespettatori della TV pubblica hanno dimostrato di saper apprezzare, in prima serata, addirittura delle letture dantesche, perché mai gli si propinano allora ogni giorno dosi urto di calcio, soap opera, reality, gossip, ecc. invece di parlare di cose più importanti ed interessanti per la nostra vita quotidiana e di cui tutti dovrebbero essere informati ed avere una propria opinione? Faccio solo alcuni esempi:
1. la qualità dell’aria che respiriamo;
2. la qualità dei cibi che ci vengono offerti: cosa contengono e da dove provengono;
3. la formazione dei prezzi: come nascono e dove si gonfiano;
4. onesto bilancio sull’adozione della moneta unica che solo in Italia ha portato agli aumenti dei prezzi che conosciamo: chi ne ha tratto un ingiusto vantaggio?
5. le liberalizzazioni che promettevano minori costi: un affare solo per banche e grandi studi legali?;
6. la sostenibilità ambientale del nostro modello di sviluppo: quali rimedi e alternative?;
7. l’insostenibile costo della nostra classe politica;
8. quanto ci costa la pubblica amministrazione e la burocrazia?
9. la qualità del nostro sistema educativo e della ricerca;
10. il risparmio e le altre fonti energetiche alternative.
Se gli organi di informazione, se gli opinionisti di stampa e TV non parlano in primo luogo di questi temi, non credo che lo facciano per caso, ma per un implicito impegno a non impensierire, a non fare indignare e reagire, il cittadino/consumatore/utente, rispondendo così più agli interessi della politica e dell’impresa che non a quelli dei loro lettori o telespettatori. In questo modo stampa e TV, salvo poche eccezioni, hanno tradito la loro più nobile funzione e rappresentano oggi un serio problema per la democrazia in Italia: sono diventati un pezzo del potere, un’altra casta, invece che esserne il bilanciamento.

Venendo quindi alla situazione siciliana che più da vicino ci interessa, posso solo affermare che i contenuti della stampa e dell’informazione televisiva locale, sui cui esponenti -s empre con le dovute eccezioni – stendo un velo pietoso, mi hanno portato quattro anni fa alla decisione di scrivere direttamente ciò che avrei voluto leggere: sono diventato un blogger. Un blogger che non parli solo del suo ombelico, ma che si sforzi di fare opinione, non è ovviamente infallibile, ma nessuno è disponibile a leggere a lungo sciocchezze, ove altri scriva cose più sensate. Il consenso dei lettori è quindi garanzia di autorevolezza dell’opinionista indipendente.

“Se due persone si scambiano una moneta, tornano a casa ciascuno con una moneta; se si scambiano invece un’idea, tornano a casa ciascuno con due idee”. Il che equivale al raddoppio delle idee o delle informazioni in proprio possesso. La circolazione delle informazioni, divenuta velocissima grazie alle tecnologie digitali, sta imprimendo una grande velocità ai cambiamenti culturali e sociali. La rete internet sta realizzando nel nostro tempo una rivoluzione paragonabile a quella della stampa di Gutenberg. È un processo da favorire in ogni modo rimuovendo il digital divide e investendo nelle infrastrutture telematiche. Il mio sogno è che la Sicilia possa essere presto coperta da una rete di commentatori indipendenti (vedi rete blogger di Manhattan divisi per stazioni della metropolitana) che rappresentino un “servizio di vigilanza critica” a copertura capillare del territorio contro le tentazioni di abuso del potere politico così come di quello economico, così frequenti quando nessuno ne ricordi il limite. I contributi di questi blogger potrebbero essere veicolati anche attraverso una WEB TV regionale. FINE.