Archivio di aprile 2008

LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE

sabato, 19 aprile 2008

Condivido così pienamente i tre quesiti referendari, sui quali venerdì 25 aprile si raccoglieranno in più di 400 piazze in Italia le firme, che, oltre ad aderire all’iniziativa, darò anche una mano a raccoglier le firme al banchetto che sarà allestito in piazza Politeama a Palermo: 

Il perchè è presto detto, anzi ridetto (in queste pagine): la stampa risponde sempre meno, salvo qualche rara eccezione, all’esigenza di fornire ai cittadini un’informazione indipendente e orientata esclusivamente all’interesse collettivo della società, mentre risponde -soprattutto attraverso l’omissione di ciò che un giornalismo coscienzioso dovrebbe dire e non dice- sostanzialmente agli interessi degli inserzionisti (attraverso la pubblicità pagata dalle grandi imprese e dalla pubblica amministrazione) e della classe politica che la finanzia (attraverso la legge sull’editoria). Se la colpa sia più dei giornalisti o degli editori e dei loro direttori responsabili, è questione secondaria.

Quando un monopolista compra pagine di pubblicità, pur non avendo bisogno di rafforzare la propria quota di mercato, molto spesso compra, in realtà, un complice silenzio. E se a questo aggiungiamo che i conti economici dei giornali, per come sono oggi organizzati, non potrebbero prescindere dal contributo pubblico, al danno di una cattiva informazione aggiungiamo la beffa di pagare con le nostre tasse tale opera di disinformazione.

La stampa ha perso la sua nobile funzione democratica di contraltare del potere politico ed economico per ridursi a rappresentarne un pezzo subalterno: in questa situazione una democrazia moderna lo è solo in apparenza.

Da tempo non trovo più sui giornali del mattino informazioni importanti che già non conosca dal giorno prima attraverso internet. Grazie alle tecnologie digitali, è cambiato il modo di scambiarci le informazioni e chi non soffre il digital divide, la stessa minoranza della popolazione che legge o ha comunque accesso alla carta stampata, ben conosce la differenza qualitativa tra l’informazione passiva e unidirezionale (dall’alto al basso) distribuita dai media tradizionali e quella orizzontale e interattiva offerta dalla rete. Che senso ha oggi riservare alle rassegne stampa lo status di "informazione ufficiale" e mantenere un Ordine che esiste solo in Italia?

Il fatto, infine, che solo in Italia, tra lo stupore dell’opinione pubblica delle grandi democrazie, si viva come un pacifico dato di fatto l’intreccio di interessi editoriali e politici, dimostra l’urgenza di smantellare l’impianto legislativo in tema di TV che ha perpetuato questa anomala situazione: l’assuefazione ad un problema vitale come il corretto rapporto tra democrazia e informazione è la più grave manifestazione dell’esistenza dello stesso.

Questi sono infine, a puro titolo esemplificativo, una serie di temi vitali che dovrebbero essere tenuti nella giusta evidenza dai media mentre sono spesso oscurati da dosi urto di gossip, sport, chiacchiericcio politico, banalità e volgarità varie. Temi cruciali su cui avrei voluto leggere opinioni autorevoli e indipendenti e che invece, in loro assenza, mi hanno portato a divenire un blogger:

1. la qualità dell’aria che respiriamo;
2. la qualità dei cibi che ci vengono offerti: cosa contengono e da dove provengono;
3. la formazione dei prezzi: come nascono e dove si gonfiano;
4. onesto bilancio sull’adozione della moneta unica che solo in Italia ha portato agli aumenti dei prezzi che conosciamo: chi ne ha tratto un ingiusto vantaggio?
5. le liberalizzazioni che promettevano minori costi per i consumatori: un affare solo per banche e grandi studi legali?;
6. la sostenibilità ambientale del nostro modello di sviluppo: quali rimedi e alternative?;
7. l’insostenibile costo della nostra classe politica;
8. quanto ci costa la pubblica amministrazione e la burocrazia?
9. la qualità del nostro sistema educativo e della ricerca;
10. il risparmio energetico e le altre fonti alternative.

Per questi motivi, quella contro gli "strumenti di distrazione di massa" è davvero la madre di tutte le battaglie civili.

HONOREM A SLOW FOOD

giovedì, 17 aprile 2008

L’università di Palermo oggi, alle 16.30, conferirà la laurea magistrale honoris causa in Scienze e tecnologie agrarie a Carlo Petrini, fondatore e presidente dell’associazione internazionale Slow Food, «per la passione civile profusa in tutti i campi in cui ha operato, tesa a valorizzare e promuovere sia la genuinità dei prodotti alimentari sia un’agricoltura rispettosa degli equilibri e delle biodiversità naturali». La cerimonia, presieduta dal rettore Giuseppe Silvestri, si svolgerà nell’aula magna dello Steri. Carlo Petrini, che terrà una lectio magistralis dal titolo «Il valore delle economie locali e la centralità delle comunità del cibo per un’agricoltura buona, pulita e giusta – ha detto – la considero una onorificenza per tutto il movimento Slow Food, per il mondo agricolo e per tutte le comunità di Terra Madre. Condivido idealmente questo riconoscimento con tutti i contadini e gli artigiani dell’alimentare che, nel mondo, con caparbietà e fatica, orgogliosi della propria storia, hanno custodito e continuano a custodire la memoria e la pratica della loro cultura gastronomica».

RITORNARE A MANGIARE SANO

lunedì, 14 aprile 2008

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Riavvicinare luoghi di produzione e di consumo secondo l’obiettivo di una spesa alimentare a Km. 0, privilegiare la produzione tipica e stagionale del territorio con benefici non solo per la salute, ma persino per l’effetto serra, sono alcuni dei temi trattati nella puntata di ieri sera di Report.

Gli stessi contenuti sono alla base di una società di commercializzazione di cibi biologici -o coltivati secondo criteri naturali- cui ho dato vita assieme ad un gruppo di amici: Natura Express.

A PROPOSITO DI DEFICIT

domenica, 13 aprile 2008

La "telecrazia" è quella forma di governo in cui abili e spregiudicati comunicatori riescono a far passare nelle masse delle convinzioni contrarie alla realtà dei fatti. Dei blogger ci fanno riflettere sul tema del deficit: chi lo ha effettivamente ridotto tra Prodi e Berlusconi?

A dimostrazione che il vero deficit di cui soffriamo in Italia è quello informativo.

IL CORAGGIO DI RIPENSARE IL NOSTRO MODELLO DI SVILUPPO

giovedì, 10 aprile 2008

Così come la democrazia è la migliore forma di governo che conosciamo, l’economia di mercato è il modello economico più efficiente che conosciamo per ottimizzare il rapporto tra domanda ed offerta di merci e servizi, misurato com’è dal profitto.

Non a caso sono tante le analogie tra società civile e società per azioni, governate entrambe sulla base degli stessi principi democratici (democrazia finanziaria).

Se però la Politica rinuncia al proprio primato sull’economia e si riduce a parlare solo il suo linguaggio, avviene che il modello "economico", divenuto "politico", costringe società e individui nei propri schemi che, preziosi nel loro pur ampio ambito, risultano comunque riduttivi rispetto alle più vaste esigenze esistenziali e di convivenza sociale, non sapendo e potendo offrire risposte attese. Ciò che è più giusto perseguire nella nostra vita individuale e sociale, esula infatti da tutto ciò che "produce" l’economia di mercato che considera, ad esempio, il lavoratore come un mero "fattore della produzione", soggetto a delocalizzazioni o a precarietà.

Il panorama del dibattito politico in corso mi sembra evidenziare questa sensazione di ineluttabilità della sopraffazione delle logiche monetarie, finanziarie e mercantili, sulla nostra vita, comune ai due principali schieramenti.

Manca il coraggio di ripensare stili di vita poco sostenibili, di avere una visione della vita al di fuori delle esigenze della produzione e del consumo. Si parla solo di crescita del PIL. Produciamo un mare di rifiuti e i termovalorizzatori sembrano l’unica soluzione possibile: il naturale sbocco di un’instancabile catena di produzione.

Non si tratta di rigettare in blocco l’economia di mercato, ma solo di rimetterla al suo posto per vivere meglio.

DECRESCITA FELICE

mercoledì, 9 aprile 2008

E’ possibile correggere il modello di società dei consumi in cui siamo culturalmente immersi e che mostra gravi sintomi di sostenibilità ambientale e sociale? Maurizio Pallante è un sostenitore della decrescita felice, un modello culturale, sociale ed economico che non intende eliminare l’economia di mercato, ma vuole affiancarle, in modo significativo, un ritorno all’autoproduzione e allo scambio gratuito. Stimolante.

Ludi cartacei

lunedì, 7 aprile 2008

Uno dei pregi del sistema elettorale vigente per le politiche è che ci ha risparmiato la vista di un bel po’ di manifesti – selvaggi o meno – così come di “santini” buttati per terra (unico esempio concessoci di politica dal…basso).

Altro vantaggio è quello che, mancando il voto di preferenza, manca anche la compravendita del voto.

I leader dei due principali schieramenti, assieme a quelli dei partiti minori, hanno infatti potuto decidere autonomamente la composizione del prossimo Parlamento, alla faccia del principio costituzionale di rappresentanza.

I “signori delle tessere” pretendono di gestire il voto “inerziale”, quella rendita di posizione di cui godono sull’abitudine di molti ad andare a votare per…partito preso, comandati da una sorta di riflesso condizionato.

Le elezioni gestite da costoro, un gioco di puro potere personale che mortifica lo spirito vero della democrazia, meritano davvero la sprezzante definizione mussoliniana di “ludi cartacei”.

E veniamo alle regionali. Qui lo scempio dell’affissione selvaggia è quello di sempre, nell’indifferenza di chi dovrebbe vigilare. Il voto di scambio pure. Per essere eletti all’ARS non basta “vendersi” bene al partito: devi avere anche il consenso e, se non ce l’hai, te l’assicuri in tutti i modi, leciti o meno. Il ritorno dell’investimento, del resto, è assicurato dai redditi attesi: proprio come nella finanza di progetto!

Basterebbe a moralizzare il voto regionale la misura invocata di tenere le tendine o lo sportello del seggio ben aperto? Qualcuno ha fatto notare che, per digitare in piena privacy il proprio PIN al bancomat, basta mostrare le spalle…

Ad una settimana dal voto politico e amministrativo regionale, le campagne elettorali si trascinano stancamente: le piazze reali e quelle virtuali sono meno vivaci che in passato. Talvolta non sono bastati neanche i leader a riempirle. Cosa ne pensate?

CONTRASTIAMO IL VOTO DI SCAMBIO

giovedì, 3 aprile 2008

Per contrastare il voto di scambio basterebbe tenere aperte le tendine dei seggi: è quanto sta chiedendo da ieri, stazionando di fronte a palazzo d’Orleans, Stefania Petyx, l’inviata del TG satirico "Striscia la notizia" che ha raccolto la testimonianza, in un recente servizio, di una venditrice di voti, per necessità, che ha raccontato di aver fotografato con un telefonino la sua scheda nel seggio.

La Regione Siciliana può adottare autonomamente una tale misura.

Sosteniamo questa campagna scrivendo "apriamo le tendine dei seggi in Sicilia" a direzionelettorale@interno.it .

A FONDO PERDUTO

martedì, 1 aprile 2008

Altra splendida inchiesta di Report sui contributi a fondo perduto della L. 488/92 per l’imprenditoria: una manna, purtroppo, per faccendieri e imprenditori improvvisati.

Gli imprenditori seri, ai contributi a fondo perduto, preferiscono gli incentivi automatici come il credito d’imposta che però ai politici e ai professionisti di "corte" interessano molto meno. Così, mentre alimentiamo i parassiti, riempiamo le aree industriali di tanti capannoni inutili e, rigorosamente, vuoti.