Archivio di maggio 2008

Basterebbe solo copiare

lunedì, 26 maggio 2008

Talvolta basterebbe semplicemente copiare le migliori esperienze amministrative altrui in tema di mobilità urbana. Senza bisogno di ingaggiare consulenti ed esperti e senza neanche andare tanto lontano, sia geograficamente, Siracusa, che politicamente (i sindaci di Palermo e quello, uscente, di Siracusa appartengono allo stesso partito).

Il centro storico di Siracusa, Ortigia, è divenuto ZTL: solo i residenti possono introdurvi e parcheggiare autoveicoli. Il parcheggio “Talete” accoglie le auto di tutti gli altri, turisti o meno. Si paga un euro dalle 5:00 alle 21:00 e un altro euro per la sosta dalle 21:00 alle 5:00. Un minibus elettrico va e viene, gratuitamente, per il centro di Ortigia ogni dieci minuti. Le piazze e le vie di Ortigia, liberate dalle auto, si riempiono di cittadini, a beneficio anche dei negozianti, ma non solo.

Il livello di invivibilità del centro storico di Palermo è noto ed evidente a tutti, turisti compresi. Mentre le piazze e le strade sono piene di auto e sempre meno di cittadini, un ampio e nuovissimo parcheggio da 1.000 posti auto in viale Basile (Università), gestito dall’AMAT, giace completamente vuoto ed in preda alle erbacce mentre i custodi si girano i pollici. È costato 7 miliardi di lire, ma non genera un euro. Perché non liberare allora dalle auto piazza Marina o piazza Bologni e collegare continuativamente l’asse di corso Vittorio Emanuele con il parcheggio di via Basile, convenzionando magari allo scopo una cooperativa di PIP o LSU?

E se poi si volesse addirittura “strafare”, visto che ci sentiamo i più cool d’Italia, si potrebbero coprire i mille posti auto del parcheggio di viale Basile con pannelli fotovoltaici (inclinati verso sud) a costo zero per il Comune, anzi guadagnandoci pure! Come? Dando in concessione, in cambio di una royalty, il diritto di superficie sul parcheggio stesso ad una E.S.CO. o anche ad un imprenditore privato che potrebbe tranquillamente finanziarsi con un leasing ventennale, vendendo l’energia prodotta con gli incentivi del c.d. conto energia.

Troppo difficile per il nostro Consiglio di Amministrazione di Palazzo delle Aquile?

SCHIFANI: DELLE DUE L’UNA

venerdì, 23 maggio 2008

Il Presidente del Senato, Renato Schifani, negli anni ottanta è stato socio, nella Sicula Brokers, di due personaggi condannati in seguito per reati di mafia:uno di questi era l’avv. Nino Mandalà, futuro capomafia di Villlabate. Circostanza penalmente non rilevante, anche se verrebbe da dire: dimmi chi sono i tuoi soci e ti dirò chi sei.

Negli anni novanta, però, l’avv. Schifani divenne esperto di fiducia, per le questioni urbanistiche, del Sindaco di Villabate, comune sul quale il collega Mandalà esercitava la sua influenza malavitosa.

Delle due, l’una: o ha sbagliato l’avv. Mandalà, uomo d’onore di Bernardo Provenzano, a far affidare ad un un profesionista al di sopra di ogni sospetto un PRG su cui la mafia nutriva i suoi interessi oppure ha sbagliato chi ha proposto ad un uomo al di sotto di ogni sospetto di ricoprire la seconda carica dello Stato.    

Nel dubbio, non sarebbe stato più opportuno candidare un altro siciliano, oltre che collega di partito, come l’ex Ministro della Difesa, Antonio Martino?

CURRENT TV

sabato, 10 maggio 2008

La democrazia è conversazione. Quando in una democrazia la comunicazione viene monopolizzata dai media, così come avvenuto nelle principali democrazie occidentali, mentre le piazze, luogo deputato alla discussione politica dall’antica Atene in poi, si svuotano, la democrazia stessa corre dei pericoli. Questo perchè la comunicazione diventa verticale ed unidirezionale mentre la piazza consentiva un contraddittorio e anche i fischi, su un piano orizzontale, democratico.

I due principali sfidanti alla carica di premier non hanno avuto alcun contraddittorio nelle recenti consultazioni: non è strano? Si sono affrontati solo il marketing politico di uno contro quello dell’altro. Le suggestioni di uno schieramento contro quelle dell’altro. E, come sempre, ha vinto il più forte. Il fatto che la maggioranza degli italiani non avverta il problema del conflitto di interessi incarnato da Berlusconi non dimostra che non esiste, ma semmai solo quanto sia grave il problema stesso. Sia detto per inciso che non considero lo schieramento avverso migliore, ma al massimo meno peggiore di quello uscito vincitore dalle urne.

Ho partecipato l’altro giorno a Roma all’incontro di Al Gore con alcune centinaia di blogger italiani per il lancio della versione italiana di Current, la web TV da lui fonfata nel 2005. Da Palermo eravamo in tre con il mitico Tony Siino fondatore di Rosalio, il blog di Palermo di cui sono coautore.

Current è una TV i cui contributi partono dal basso, rendendo democratico uno strumento che tanta influenza può avere sulla democrazia. Lo stesso palinsesto dipende dal consenso che un dato "pod" potrà ottenere sul sito mentre gli stessi contenuti andranno anche in onda sul canale 130 di SKY.

Mi è sembrato, per certi versi, un punto di arrivo perchè la motivazione che mi ha portato -nel settembre 2004- ad aprire questo blog era appunto quella di scrivere ciò che avrei voluto leggere sulla stampa o vedere alla TV, ma anche un punto di partenza perchè voglio ora cimentarmi, con altre persone a me vicine, con il mezzo TV attraverso Current o, anche, attraverso una web TV regionale.

Al Gore, nel corso dell’incontro, ha affermato che solo un popolo male informato poteva assecondare politicamente la folle invasione dell’Irak credendo che Saddamm Hussein avesse responsabilità nell’attacco alle torri gemelle. In passato, ad Al Gore non ho risparmiato critiche, ma la sua iniziativa di sbarcare con la sua TV in Italia per difendere la democrazia mi ha fatto pensare allo sbarco del ’43. Anche allora furono degli americani e anche allora la liberazione dell’Italia partì dalla Sicilia. 

  

Madri e dinosauri

lunedì, 5 maggio 2008

I bambini credono ciecamente ai propri genitori. Quando il mio primogenito aveva tre anni, mi divertivo a “usarlo” per prendere in giro mia madre incoraggiandolo a chiederle: “Nonna, è vero che quando tu eri piccola sulla terra c’erano ancora i dinosauri?”.

Ripensando però alla mia infanzia, temo di essere stato anch’io testimone della scomparsa di specie animali primitive.

In quelle interminabili estati, trascorse da mattina a sera allo “stabilimento balneare”, senza timori di buchi dell’ozono e conseguente massiccio ricorso a creme protettive, un incontro consueto durante quei lunghi bagni in mare cui le nostre madri assegnavano due soli limiti (uscire quando i polpastrelli delle dita cominciavano ad aggrinzirsi e non entrare prima di tre ore dopo i pasti) era rappresentato dai cavallucci marini (hippocampus).

Una specie animale con caratteristiche più simili alle raffigurazioni mitologiche dei draghi che non dei comuni pesci. Testa di sembianza equina, con tanto di criniera, corpo munito di aculei, vagamente da rettile, assenza di zampe o pinne e coda verticale attorcigliata. Se si approfondiscono le caratteristiche della specie si scoprono caratteristiche davvero insolite tipo quella che tocca al maschio covare le uova in un apposito marsupio. I cavallucci nuotavano sospesi nell’acqua, anche in riva al mare. Era facile raccoglierli con un secchiello per osservarli e poi ributtarli a mare. Ricordo che rappresentavano anche un motivo decorativo frequente dell’abbigliamento o dei rivestimenti in stile marinaro divenuto oggi, anch’esso, raro.

Anche la campagna riservava le sue sorprese. Ricordo serate estive in cui ci si “imboscava” nel buio più pesto per cercare le lucciole (lampyris noctiluca), specie di insetti decisamente diverse da quelle che si possono oggi adescare tra i viottoli della Favorita. Le catturavamo con delle buste di cellophane per farne delle “torce”. Prendevamo letteralmente lucciole per farne lanterne! Le liberavamo, però, prima di tornare a casa: i maltrattamenti gratuiti erano riservati ad altre specie animali come le formiche, bruciate vive di giorno attraverso lenti ustorie.

Ora che ci penso, persino in città, sul balcone di casa, era possibile vedere e catturare una farfalla, cogliendo l’attimo fatale in cui chiudono le ali, oppure far passeggiare una coccinella sulla propria mano e persino assistere al loro accoppiamento, una volta dischiuso il guscio rosso a pois neri. Di sicuro, in città come in campagna, c’erano più mosche che zanzare! Per lo sterminio delle prime ricordo un oggetto immancabile in ogni casa, anche se poco decoroso: una paletta traforata.

Per non tirarmela ancora con i miei ricordi, aggiungo solo due considerazioni finali.

Le nostre madri erano molto meno apprensive delle attuali: eravamo sempre fuori, per strada, controllati –forse- discretamente e remotamente. Le strade erano, forse, più sicure anche se ricordo di essere stato investito una volta da un ciclomotore mentre uscivo di casa. Forse circolavano meno mezzi o, comunque, erano meno pericolosi. Oppure la prima che ho detto: le nostre madri erano meno apprensive o più incoscienti (i padri erano assenti giustificati).

L’inquinamento del mare e il massiccio ricorso ai pesticidi e alla sterilizzazione dei terreni agricoli, ci hanno privato dei cavallucci marini, delle coccinelle, dei grilli, dei lombrichi, delle lucciole e delle farfalle che non potranno più meravigliare i bambini di oggi come quelli di ieri e di sempre.

PROFUMO ROSA

venerdì, 2 maggio 2008

La designazione da parte di Alessandro Profumo di Maria Luisa Averna (F.lli Averna) e di Josè Rallo (Casa vinicola Donnafugata), due donne e manager di successo siciliane, in seno al consiglio di amministrazione del Banco di Sicilia, rappresenta una bella sfida per il neoeletto presidente della Regione, Raffaele Lombardo.

Riuscirà la politica a non essere da meno nella designazione degli altri membri in quota Regione Siciliana e Fondazione Banco di Sicilia?