Fare (impresa) è meglio che dire

Quando ho cominciato a scrivere questo blog, nel settembre 2004, sentivo soprattutto l’esigenza di comunicare punti di vista sulla realtà siciliana che, con difficoltà, rinvenivo sulla stampa locale. A cinque anni di distanza da quella decisione, penso sia giusto fare un bilancio. 

Sinteticamente:

  1. vale la pena di scrivere in rete soprattutto per contribuire alla formazione dell’opinione pubblica delle giovani generazioni che non leggono molto i quotidiani;
  2. grazie alla rete ho conosciuto ragazzi molto in gamba che, quantomeno per differenza d’età, non avrei mai avuto occasione di conoscere;
  3. gli argomenti più convincenti sono i fatti: ho pensato che non bastava accontentarsi di elaborare una visione di sviluppo in senso moderno della Sicilia (V. “Ecco come”), ma bisognava cimentarsi con realizzazioni concrete e con l’impresa, ancorchè di piccole dimensioni;
  4. sono nate così Factotum, una cooperativa di giovani ragazzi desiderosi di non aspettare un lavoro ma crearselo, Natura Express, un’impresa di distribuzione a domicilio di prodotti biologici e naturali e Aiamola, l’associazione che ha restaurato e riportato alla pubblica fruizione la torre dell’antica tonnara di Mondello: tutti esempi di soft economy coerenti con ciò che andavo scrivendo;
  5. dopo aver dispensato per professione consigli, la verifica sul lato delle applicazioni concrete delle proprie idee mi porta a pensare, oggi, in termini di responsabilità sociale dei professionisti: se ogni “consulente” siciliano desse vita ad una piccola impresa, i dieci posti di lavoro generati dalle mie idee potrebbero divenire diecimila, centomila, senza intermediazioni clientelari e assicurando la libertà economica che è premessa di quella civile.

Il tempo del navigatore internet non è infinito e ci mancava solo Facebook! Ho quindi pensato di abbandonare l’orticello personale per continuare a offrire i miei contributi al blog multiautore palermitano: Rosalio.

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